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Lettera aperta al ministro del MIUR

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Lettera aperta
della Accademia della Crusca
e delle Associazioni/Società scientifiche di studiosi
di Linguistica italiana e di Scienze del linguaggio
al
Ministro dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca

La decisione del Politecnico di Milano (assunta con delibera del Senato Accademico in data 21 maggio 2013,
confermante le precedenti delibere del 20 12 2011 e del 23 01 2012 approvate dal Senato Accademico e del 20 12 2011
e del 31 01 2013 approvate dal Consiglio di Amministrazione), a partire dall’imminente a.a. 2014-2015, di attuare
l’insegnamento unicamente in lingua inglese, all’interno dei Corsi di laurea magistrale e di Dottorati, ha provocato non
solo una vivace reazione in ambiente accademico ed extra-accademico (come è testimoniato dagli interventi contenuti
nel densissimo volume, Fuori l’italiano dall’università? Inglese, internazionalizzazione e politica linguistica,
Accademia della Crusca/Laterza) ma, anche, ha suscitato - e proprio all’interno dello stesso Politecnico milanese - una
presa di posizione da parte di un nutrito gruppo di docenti che hanno chiesto,con successo, al TAR della Regione
Lombardia di dichiarare nulla la delibera stessa.
Il TAR della Regione Lombardia, con sentenza del 23 maggio 2013 (n. 1348/2013 - Presidente Adriano Leo), ha
infatti annullato la decisione del Senato Accademico del Politecnico di Milano. E tuttavia contro tale sentenza, il
Rettorato del Politecnico di Milano e il Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università (MIUR) si sono
appellati al Consiglio di Stato, chiedendone l’annullamento, previa sospensione interinale dell’efficacia.
In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, l’Accademia della Crusca e le Società/Associazioni scientifiche
che in Italia istituzionalmente si occupano a livello accademico di Linguistica italiana e di Scienze del linguaggio
(considerate nelle loro dimensioni teorico-descrittive e applicative, con particolare riferimento a questioni di Linguistica
educativa) rilevano con rammarico e viva preoccupazione il persistere della linea di progressiva emarginazione e di
abbandono dell’italiano nei gradi alti della formazione universitaria, in aperto contrasto rispetto alle posizioni prevalenti
nel dibattito culturale in corso e negli stessi ambienti delle scienze naturali.
Il testo del ricorso in appello al Consiglio di Stato da parte del Politecnico di Milano solleva, per di più, un grave
problema che va al di là della specifica vicenda giudiziaria, poiché mette in gioco il ruolo stesso dell’italiano come
lingua ufficiale della Repubblica, evocando la mancanza dell’indicazione esplicita in Costituzione e non considerando
che l’ufficialità è affermata chiaramente in leggi e sentenze della Corte costituzionale. I firmatari di questa lettera si
impegnano a promuovere ogni iniziativa volta a richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su tutti
i temi emergenti da tali fatti, che ritengono di cruciale importanza proprio nel campo della formazione professionale,
oltre che culturale, delle nuove generazioni.

Nicoletta Maraschio
Presidente dell’Accademia della Crusca
Emanuele Banfi
Presidente della Società di Linguistica Italiana (SLI)
Rita Librandi
Presidente della Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI)
Stefania Giannini
Presidente della Società Italiana di Glottologia (SIG)
Giuliano Bernini
Presidente della Associazione Italiana di Linguistica Applicata (AItLA)
Paolo Balboni
Presidente della Società italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DiLLE)
Federico Vicario
Coordinatore del Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche (GSPL) interno alla SLI