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2010/1 XXVIII

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BOLLETTINO della SOCIETÀ  DI LINGUISTICA ITALIANA (SLI)
XXVIII / 2010, 1

a cura di Elisabetta Jezek

(pdf impaginato a fondo pagina)

 

Circolare n. 203/Presidente

Tullio Telmon

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Circolare n. 199/Segretario

Elisabetta Jezek

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Verbale del Comitato Esecutivo della SLI

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XLIV Congresso (Viterbo, 27-29 settembre 2010)

Programma

Sezione “Linguistica educativa” - Riassunti*

Sezione “Lessico e lessicologia” - Riassunti*

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Calendario delle Manifestazioni Linguistiche

a cura di Federica Da Milano

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Pubblicazioni dei Soci

a cura di Federica Da Milano

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NOTIZIARI




Notiziario del GISCEL

Maria Antonietta Marchese

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Notiziario del GSPL

Gabriele Iannàccaro

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Notiziario del GSCP

Massimo Pettorino

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Come associarsi alla SLI

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* solo nel pdf 

 

CIRCOLARE N. 203 DEL PRESIDENTE

L’afa di questi ultimi, convulsi giorni di luglio, unita all’inquieta incertezza sull’avvenire della ricerca scientifica, delle strutture universitarie, dello stesso sistema-paese non sono certo il viatico migliore per affrontare temi impegnativi. Mi ero riproposto di accennare, in questa circolare, alla questione della lingua in Italia, oggi forse tra le questioni più dibattute. Dirò invece soltanto che numerose iniziative (Congressi, Convegni, Giornate di riflessione, ecc.) sono state prese nel corso della primavera scorsa.

Una delle più importanti, anche perché ha dato luogo ad un documento ancora oggi in elaborazione per una sua stesura definitiva, è stata la Giornata di studio dal titolo “Plurilinguismo e multilinguismo in Italia: italiano, italiani, dialetti, lingue di minoranza d’antico e nuovo insediamento. Per una rilettura degli articoli 6, 3, 21 e 32 della Costituzione” . Organizzata dal GSPL (Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche), la Giornata si è tenuta all’Università di Milano-Bicocca il 26 Febbraio scorso; è stata articolata in tre momenti, aventi, rispettivamente, i titoli L’italiano e il plurilinguismo d’Italia (coord. Gabriele Iannàccaro); Il ruolo della scuola nel rapporto fra dialetti, lingue delle minoranze e lingua nazionale (coord. Vittorio Dell’Aquila) e Il ruolo dell’Università e delle Società di Linguistica nel rapporto fra dialetti, lingue delle minoranze e lingua nazionale (coord. Augusto Carli). Numerosi e qualificatissimi gli interventi; animate e molto costruttive le discussioni.

In certo qual modo, si è trattato di una sorta di anticipazione e di chiarificazione tematica del XLV nostro Congresso, che, come i Soci ricorderanno, si terrà a Torino ed Aosta nel settembre 2011 e che avrà per titolo “Plurilinguismi endogeni nell’Italia pre- e postunitaria”: un Congresso che è stato pensato come contributo antiretorico nei festeggiamenti per il centocinquantenario della raggiunta unità d’Italia.

A proposito di anticipazioni o, se si preferisce, di suggerimenti provocatori, mi piace qui inserire un breve testo di “riflessioni” che Silvia Sordella, una insegnante di scuola primaria, docente nei Corsi di Italiano per Studenti Stranieri e formatrice dei mediatori culturali a Cuneo, a seguito di un nostro lungo colloquio sui temi di lingua, identità, dialetto, lingue dell’immigrazione, mi ha gentilmente spedito nei giorni scorsi:

Ho sempre guardato al bilinguismo come ad un fatto “loro”- degli stranieri - da salvaguardare negli ambiti comunicativi BICS1, da far crescere per gli aspetti CALP funzionali all’apprendimento scolastico. Mi riferisco in particolare al dialetto di origine come lingua di casa, veicolare per gli scambi del “qui ed ora”, per esprimere le emozioni più calde, per parlare con la mamma che non ha studiato, mentre attraverso la lingua di origine si è avviato il processo di scolarizzazione e di formazione dei concetti astratti, prima dell’arrivo in Italia.

1 BICS è l’acronimo di “Basic Interpersonal Comunication Skills”, CALP è l’acronimo di “Cognitive and Academic Language Proficiency”. J. Cummins in Educazione bilingue a cura di P. Balboni. Ed. Guerra Soleil.

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Non sopporto quando alcuni insegnanti imputano il cattivo rendimento scolastico e linguistico degli alunni immigrati al fatto che in casa parlano la loro lingua di origine o – peggio – il loro dialetto. E’ come dir loro: “Cancellate una parte di voi, perché dovete adeguarvi a noi”. Ma gli esseri umani fortunatamente sono un po’ più complicati...

D’altra parte non sono mai stata attirata dai discorsi intorno ai dialetti, soprattutto perché spesso sono tirati in ballo per difendere un senso di identità in cui non so se mi ritrovo, per tracciare linee di confine tra “noi” e “loro”. E so che non ci conviene, perché prima o poi ognuno di noi può essere considerato fuori dal coro e messo fuori dal gruppo dei “noi”, a cui pensava di appartenere a pieno titolo.

Mi ha sempre incuriosita quell’espressione che usciva spesso dalla bocca dei miei nonni: “nuiauti”. Un misto di identità e di alterità, in fondo.

Il noi sapeva di casa, di famiglia, di intimità, mentre mi sono sempre chiesta: “Altri rispetto a chi?”. A tutti in fondo, come se dipendesse dalla situazione: altre famiglie, gente lontana, i meridionali, gli stranieri, i fossanesi non proprio di antico lignaggio, ma anche un qualsiasi interlocutore che diventava un “tu”, un “altro da noi”. Non vi ho mai respirato contrapposizione, ma un sentimento di presenza, discreta e viva, sulla scena della vita quotidiana.

Djanaba è una mediatrice culturale e viene dal Burkina Faso, ha una bella pelle luminosa, calda e scura. Fa l’operatrice socio sanitaria in una casa di riposo per anziani e parla italiano con un’inflessione cuneese, tipica della zona di Busca. Mi racconta che le vecchiette non hanno problemi con il colore della sua pelle, perché parla un po’ di piemontese e quindi... “è dei nostri”.

Io non parlo il piemontese e neppure mio fratello e mia sorella.

I nostri genitori tra loro hanno sempre parlato italiano, mentre usavano il piemontese con i rispettivi genitori e fratelli. Probabilmente si trattava di un fenomeno tipico delle cittadine di provincia dagli anni ‘60 in poi, dove il dialetto veniva vissuto con un po’ di pudore, come un handicap nella corsa allo sviluppo epocale.

A nove anni ci siamo trasferiti da Savigliano a Marene, un piccolo paese di campagna. Lì ho sperimentato una situazione inversa di handicap linguistico: tutti i bambini parlavano piemontese, tranne noi. Ci sentivamo in situazione di privilegio, perché con i nostri genitori viaggiavamo per l’Europa, andavamo a camminare in montagna ogni domenica, a sciare... Ma ci sentivamo anche un po’... stranieri, quelli che “vengono da fuori”, e anche dopo tanti anni.

Ricordo però una sensazione un po’ paradossale. Un’estate, dopo aver trascorso tre o quatto settimane all’estero in vacanza, mi sono ritrovata a gustare con un po’ di nostalgia la dolcezza del mio “dialetto di casa”, quando davanti ad un negozio del mio paese ho sentito parlare tra loro due signore anziane, sedute su due sedie come fossero a casa loro. Certo era pur sempre un rapporto passivo con questa lingua, perché parlarlo non è mai rientrato nel mio ruolo: identità e alterità...

Il piemontese è anche la lingua di certe storie che mi raccontava mia nonna alla sera.

Una delle esperienze più belle della mia infanzia era – per me, i miei fratelli

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e i miei cugini – addormentarsi nel letto di nonna, con nonno che doveva emigrare nell’altra stanza. Aspettava che le chiedessimo “Nonna conti?” e iniziava a raccontare e a cantare vecchie canzoni, canti religiosi... Raccontava in italiano le classiche fiabe di Cappuccetto Rosso o Cenerentola, ogni sera un po’ diverse come ogni tradizione orale che si rispetti. Ogni tanto i dialoghi viravano al dialetto, soprattutto quando i personaggi esprimevano le emozioni più intense; anche la storia sacra della Natività - la “storia di Gesù Bambino”- parlava in piemontese con le suppliche della Madonna agli albergatori e le rassicurazioni premurose di San Gisep. E in fondo loro erano sempre “gli altri”, tenuti fuori perché estranei.

Ma il piemontese prendeva il sopravvento quando le storie erano “quelle che le raccontava sua mamma” o quando le chiedevamo: “Nonna, ci racconti di una volta?”. Raccontava di suo padre, piccolo emigrante dodicenne a Nizza, della paura per i topi nel sottoscala dove dormiva, delle monete nere di fonderia che mandava a casa. Riusciva a farcelo vedere e sentire poi, padre di famiglia, che canta le arie dell’opera lirica mentre lavora. Raccontava della guerra, della paura delle bombe, della diffidenza verso tutti e del senso di solidarietà tra vicini.

Lo stesso piemontese lo ritrovavo più tardi, quando ormai vedova e sola in casa non aveva paura ad aprire la porta a quel marocchino tan brau, che le parlava dei sui figli piccoli lontani e le vendeva delle assurde calze di spugna lunghissime. “Voi non capite!” ci diceva in piemontese.

Ma io non so né dirlo né scriverlo bene.

L’ha scritto benissimo, mi viene da dire. E mi viene anche da aggiungere, parafrasando il titolo di un bel libro di Mario Lodi, che “c’è speranza se questo accade” nel nostro Paese.

tulliotelmon

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CIRCOLARE N. 199 DEL SEGRETARIO

Candidature alle cariche sociali

Cari Soci,

l’Assemblea annuale della SLI, che sarà convocata nel corso dei lavori del XLIV Congresso di Studi (Viterbo, 27-29 IX 2010), dovrà provvedere al rinnovo, a norma statutaria, di alcune cariche sociali della SLI.

Sono infatti giunti al termine del loro mandato il Vicepresidente Bruno Moretti (non rieleggibile) i Membri del Comitato Esecutivo Paolo D’Achille (non rieleggibile) e Pietro Maturi (non rieleggibile) e il Presidente del Comitato Nomine Pier Marco Bertinetto (non rieleggibile).

Ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto, il Comitato Nomine mi ha comunicato le seguenti designazioni:

Vicepresidente: Franz Rainer (Vienna) Membro del Comitato Nomine: Federico Albano Leoni (Roma 1) Membri del Comitato Esecutivo: Laura Bafile (Ferrara); Elena Maria Pandolfi, (Lugano)

Ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto sono possibili candidature alternative, che dovranno essere proposte al Segretario almeno da sei soci e almeno tre settimane prima della XLIV Assemblea.

Con un cordiale saluto

Elisabetta Jezek

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VERBALE DEL COMITATO ESECUTIVO DELLA SLI

Torino, 29 aprile 2010

Giovedì 29 aprile alle ore 14 presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell'Università di Torino, Palazzo Nuovo - Via Sant'Ottavio 20, studio del Prof. Telmon, si riunisce il CE della SLI. Sono presenti: Tullio Telmon, Presidente; Elisabetta Jezek, Segretaria; Isabella Chiari, Tesoriera; Caterina Donati, Nicola Grandi, Pietro Maturi, Mario Squartini, membri del CE; Gabriele Iannàccaro, responsabile del GSPL; Massimo Pettorino, responsabile del GSCP; Monica Cini, membro del Comitato Organizzatore del XLV Congresso SLI.

Sono assenti giustificati: Bruno Moretti, VicePresidente; Pier Marco Bertinetto, Presidente del Comitato Nomine; Paolo D'Achille, Denis Delfitto e Annalisa Nesi, Membri del CE; Silvana Ferreri, Presidente del Comitato Organizzatore del XLIV Congresso SLI, Maria Antonietta Marchese, Segretario nazionale GISCEL; Giuliano Merz, curatore del sito SLI.

L'ordine del giorno è il seguente:

1] Comunicazioni del Presidente 2] XLIV Congresso Internazionale di Studi: Viterbo, 27-29 settembre 2010 3] Prossimi Congressi e Convegni 4] Ratifica bilancio societario relativo all'anno 2009 5] Definizione dell'O.d.g. della XLIV Assemblea dei Soci 6] Pubblicazioni e iniziative non congressuali 7] Varie ed eventuali

1) Comunicazioni del Presidente.

Il presidente segnala che la SLI è stata invitata dal Dipartimento per l'Istruzione del Ministero (Direzione Generale Istruzione Formazione Tecnica Superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni) a partecipare a un Seminario di approfondimento riguardante la predisposizione delle linee guida che definiranno il passaggio al nuovo ordinamento scolastico, con particolare riferimento al primo biennio degli istituti tecnici. Il seminario si è tenuto a Roma il 26 e 27 aprile. Il socio Paolo D'Achille ha dato la sua disponibilità a partecipare alla prima giornata e invierà al più presto un rapporto al proposito. Il Presidente suggerisce che la relazione sia inoltrata anche al Giscel. Non essendovi altre comunicazioni, si passa al secondo punto dell'ordine del giorno.

2) XLIV Congresso Internazionale di Studi della SLI. Il presidente e la segretaria aggiornano i membri del CE sullo stato

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dell'organizzazione del XLIV Congresso SLI, dando lettura della lettera ricevuta da Silvana Ferreri, Presidente del Comitato Organizzatore.

I lavori preparatori procedono bene. Si prevedono due sezioni principali, l'una sul tema proposto dalla sede ("Linguistica educativa"), l'altra sul tema scelto a rotazione dalla SLI (quest'anno: "Lessico e lessicologia").

Per quanto riguarda la situazione dei finanziamenti, la socia informa il CE che ha chiesto i seguenti finanziamenti: alla Regione Lazio (5.000), al Rettorato di Viterbo (5.000), alla Facoltà di Lingue (1.000), al Dipartimento di appartenenza (1.500). In atto ha ottenuto: dal Dipartimento 1.000 euro; dalla Facoltà: assenso (importo non ancora quantificato); dal Rettorato: assenso di massima; dalla Regione: un impegno a coprire parte delle spese dei relatori invitati. È pronto inoltre il sito dedicato al congresso, consultabile all'indirizzo http://sli2010.unitus.it.

Quanto agli alberghi, sul sito è pubblicata una lista di alberghi convenzionati: le prenotazioni sono a carico dei partecipanti.

A proposito delle quote di iscrizione, considerando Viterbo sede disagiata per i collegamenti, il comitato organizzatore ha mantenuto bassa la quota di iscrizione al convegno, prevedendo una quota intera a 35 euro e una quota ridotta per dottori e simili. Chi si iscrive in anticipo a quota intera gode di una agevolazione (v. sito).

La cena sociale è prevista il 28 (al costo di 30 euro a persona). Si terrà nell'albergo in cui saranno alloggiati gli ospiti. Considerata la ridotta circolazione delle informazioni sul congresso, il comitato organizzatore ha ritenuto opportuno dilazionare la data di presentazione delle proposte al 10 maggio. Sono arrivate allo stato attuale circa 20/25 proposte di comunicazione distribuite fra le due sezioni; si vorrebbe evitare di fare sessioni parallele, ma dipenderà dal numero delle proposte che arriveranno e che saranno accettate.

In conclusione, la socia chiede al CE di fare diffusione capillare del congresso in tutte le sedi e presso i soci e di provvedere all'erogazione dello stanziamento assegnato (se entrano altri fondi, sarà sua cura restituire quanto più è possibile).

Il CE prende atto dello stato dell'organizzazione, ringrazia la collega e approva. Per la sezione "Lessico e lessicologia", il CE propone di invitare Raffaele Simone (Roma Tre). Paolo D'Achille si dichiara disponibile a contattarlo per verificare la disponibilità. La tesoriera sottolinea come sia difficoltoso raggiungere tutti i soci in questo momento in quanto l'indirizzario generale dei soci è in via di ricostruzione. Si conviene di diffondere la notizia del convegno tramite due liste, linguist.list e corpora.list. Caterina Donati e Isabella Chiari si rendono disponibili a questo proposito. Sentito il Presidente del Comitato Organizzatore, la scadenza per la presentazione delle proposte è prorogata al 16 maggio. I riassunti delle comunicazioni e dei poster saranno pubblicati sul bollettino 1/2010.

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3) Prossimi Congressi e Convegni.

Il presidente informa il CE sullo stato dell'organizzazione del XLV Congresso, che si terrà in due sedi, Torino (giovedì) e Aosta (i rimanenti giorni). È previsto un intervento di apertura di Tullio De Mauro a cui seguiranno altre due altre relazioni prima delle comunicazioni. La sede sarà il Grande Auditorium del Lingotto. La sezione del congresso che avrà luogo a Torino si terrà in collaborazione con la società Dante Alighieri, che nello stesso periodo organizzerà sempre a Torino la settimana della lingua italiana. Il pomeriggio del giovedì è prevista un'escursione nella Torino risorgimentale. Le date proposte per il congresso sono il 29/30 settembre e 1 ottobre 2011. È prevista l'organizzazione di un pullman che consenta ai congressisti di raggiungere il luogo del convegno in Valle d'Aosta. Per quanto riguarda i finanziamenti, la richiesta effettuata alla Regione Piemonte non ha dato risultati. Per la sezione del convegno prevista a Aosta, si prevede di chiedere finanziamenti alla regione e all'università. Il titolo proposto per il congresso è il seguente: “Plurilinguismi endogeni nell'Italia pre- e postunitaria”. È previsto un comitato d'onore formato dai presidenti delle due regioni e dai rettori dei due atenei coinvolti. Per il comitato scientifico, sono proposti i nomi di Grassi, De Mauro, Toso, Alinei, Agresti, Ruffino, Sobrero, Moretti, Canobbio, Raimondi, Morello, Berruto, Iannàccaro. Quanto alla nuova formula congressuale, data l'eccezionalità dell'evento, il presidente intende chiedere all'assemblea un anno di pausa nella sua applicazione. La segretaria ricorda come la nuova formula sia frutto di una riflessione avviata allo scopo di invogliare un numero maggiore di soci a partecipare ai convegni e che i risultati dei congressi di Pisa e di Verona possono considerarsi ottimi in questo senso.

Il comitato organizzatore intende prevedere un largo spazio per l'assemblea dei soci. Nicola Grandi ritiene che sarebbe utile stabilire un tempo minimo per l'assemblea, almeno due ore, meglio tre.

Monica Cini, in qualità di membro del comitato organizzatore, sottolinea che l'applicazione della formula congressuale a due temi potrebbe sfavorire la partecipazione degli affiliati alla società Dante Alighieri. Inoltre, comunica che se ci sarà la partecipazione della società Dante Alighieri, si pensa di affidare l'organizzazione alla stessa agenzia.

Le Università di Palermo, Salerno, Macerata e Ferrara vengono infine nominate come possibili sedi da sollecitare per convegni futuri.

4) Ratifica del bilancio societario relativo all'anno 2009.

La tesoriera informa il CE che nonostante le sollecitazioni non ha ricevuto dalla ex-tesoriera i documenti necessari per poter stendere il bilancio della società relativo all'anno 2009. La tesoriera ricorda al CE le somme già impegnate come contributi agli atti dei congressi degli anni precedenti e per l'organizzazione del congresso 2010, e si impegna a portare in assemblea a

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settembre le informazioni in suo possesso sulla attuale situazione finanziaria della società. 5) Proposta dell'Ordine del giorno della XLIV Assemblea dei Soci.

Viene formulato il seguente Ordine del giorno per la XLIV Assemblea dei Soci:

1. Comunicazioni del Presidente. 2. Comunicazioni dei Rappresentanti dei Gruppi (Giscel, GSCP, GSPL). 3. Prossimi Congressi e Convegni. 4. Elezione alle cariche sociali. 5. Situazione finanziaria della Società. 6. Pubblicazioni e iniziative non congressuali. 7. Varie ed eventuali.

6) Pubblicazioni e iniziative non congressuali.

La segretaria comunica che sono usciti gli atti dei Congressi di Pescara e Vercelli. Si discute brevemente dell'alto costo dei preventivi dell'editore e della possibilità di considerare altre modalità di pubblicazione nel futuro.

7) Varie ed eventuali Non ci sono varie ed eventuali.

Alle ore 16.30, esauriti gli argomenti all'odg, la riunione si conclude.

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CALENDARIO DELLE MANIFESTAZIONI LINGUISTICHE

a cura di Federica Da Milano

2010 Luglio 2010

25-28/Kassel

10th International Conference of the Association for Language Awareness Awareness Matters: Language, Culture, Literacy Informazioni: www.uni-kassel.de/go/ala/2010

25-30/Berlin and Frankfurt/Oder

4th ISGS Conference „Gesture – Evolution, Brain, and Linguistic structures“ Informazioni: http://www.gesturestudies.com

Agosto 2010

25-27/Los Angeles

Networks and Network Analysis for the Humanities: AnNEH Institute for Advanced Topics in Digital Humanities Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; www.ipam.ucla.edu/programs/hum2010/

Settembre 2010

1-4/Leeds

Linguistics Association of Great Britain: Annual Meeting Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

2-4/Modena

XX Convegno Annuale di EUROSLA (European Second Language Association) Informazioni: eurosla.org/eurosla20home.html

2-5/Vilnius

43td annual Meeting of Societas Linguistica Europaea Informazioni: www.flf.vu.lt/sle2010/home

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6-11/Valencia

XXVI Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza Informazioni: http://www.uv.es/cilfr2010/; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

13-15/Lodz

Critical Approaches to Discourse Analysis across Disciplines 2010 Informazioni: cadaad.org/conferences/2010

15-17/Leipzig

Gesellschaft für angewandte Linguistik GAL: 40. Jahrestagung “Sprachräume” Informazioni: www.gal-ev.de

27-29/Viterbo

XLIV Congresso della Società di linguistica italiana Informazioni: http://sli2010.unitus.it; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

30 settembre - 2 ottobre/Berlin

6th International Contrastive Linguistic Conference (ICLC6), Freie Universität Informazioni: www.ctw-congress.com2010/ICLC6

Ottobre 2010

3-6/Potsdam

Kognitionswissenschaften Kogwis2010 Informazioni: www.kogwis2010.de

7-9/Bremen

Internationale Konferenz der Deutschen Gesellschaft für Kognitive Linguistik (DGKL-4) „Cognitive Linguistics: Reflections and Connections“ Informazioni: www.iaas.uni-bremen.de/dgkl2010

15-16/Bellinzona

Convegno “Vitalità di una lingua minoritaria. Aspetti e proposte metodologiche” Informazioni: www.ti.ch/olsi

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21-23/Napoli

XXXV Convegno annuale della Società Italiana di Glottologia, “L’etimologia” Informazioni: www.sig2010.unior.it

28-30/Helsinki

Re-thinking synonymy: semantic sameness and similarities in languages and their description Informazioni: http://www.linguistics.fi/synonymy/

Novembre 2010

10-12/Roma

International Workshop “Political Speech – Il parlato politico” Informazioni: http://sspnet.eu/2010/05/political-speech-il-parlo-politico/

10-18/Venezia

Convegno internazionale “Formal linguistics and the teaching of Latin. Theoretical and applied perspectives in comparative grammar” Informazioni: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=35571; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

26-27/Paris

International conference on Greek and Latin syntax Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

27-28/Taiwan

International Conference on Applied Linguistics: “Diverse Languages for Diverse Audience” Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dicembre 2010

2-4/Regensburg

Subjects in diachrony: grammatical change and the expression of subjects Informazioni: http://www-slavistik.uni-regensburg.de/gces

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2-4/Firenze

IX convegno internazionale dell’ASLI – Associazione per la storia della lingua italiana: Storia della lingua italiana e storia dell’Italia unita. L’italiano e lo stato nazionale. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

14-15/Pisa

http://alphalinguistica.sns.it/Sociophonetics/home.htm; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

2011

Gennaio 2011

6-9/Pittsburgh PA, Usa

Linguistic Society of America: Annual Meeting Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

26-28/Lecce

Contesto comunicativo e variabilità nella produzione e percezione della lingua Informazioni: http://www.cril.unisalento.it/aisv2011/

Aprile 2011

18-20/Birmingham

10th International conference on tense, aspect, modality and evidentiality Informazioni: http://www1.aston.ac.uk/lss/news-events/conferences-seminars/ chronos-10/

Maggio 2011

13-15/Leipzig

Workshop on Caucasian languages Informazioni: cauc2011eva.mpg.de

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Luglio 2011

3-8/Manchester

12th International Pragmatics Conference: “Pragmatics and its interfaces” Informazioni: http://ipra.ua.ac.be

21-24/Hong Kong

Association for Linguistic Typology 9th Biennial Meeting “Typology beyond the West: diversity in East Asian and other non-Indo- European languages” Informazioni: http://www.hku.hk/linguist/alt9

2012 Gennaio 2012

4-8/Portland Linguistic Society of America, Annual Meeting

Alcune delle informazioni sono dovute alla cortesia di Herwig Krenn e Klaus Müllner. A loro il grazie di tutta la SLI.

I soci sono invitati ad inviare informazioni per questa rubrica a Federica Da Milano Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Milano-Bicocca, P.zza dell’Ateneo Nuovo 1, 20126 Milano. Telefono: 02- 64484916 / Fax: 02-64486995.

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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PUBBLICAZIONI DEI SOCI

A cura di Federica Da Milano

Vincenzo Lo Cascio, Persuadere e Convincere Oggi: Nuovo Manuale dell’Argomentazione,            Milano/Firenze,            Academia            Universa            Press (www.academiauniversapress.com), 2009, pp. 400, euro 29,50.

Il Manuale presenta in modo esaustivo le principali teorie sviluppate in ambito internazionale sui diversi modi di argomentare, propone una tipologia dei testi argomentativi, analizza le strategie, classifica i tipi di argomenti che si possono portare a favore o contro una tesi, insegna a valutarli e a utilizzarli. Si tratta di una nuova edizione, rivista, aggiornata e integrata della “Grammatica dell’argomentare” dello stesso autore con capitoli nuovi sulla contro-argomentazione, sulle procedure inferenziali, sulle nuove tendenze testuali, sui connettivi argomentativi.

Vincenzo Lo Cascio (a cura di), L’Italiano a Tavola: come si mangia e come si parla; Firenze/Milano, Edizioni Plan (www.edizioniplan.it), 2009, pp. 260, euro 24.50.

La dieta mediterranea è di moda e non soltanto in Italia. Ma quale lingua usano gli italiani quando si parla di cibo? Quale linguaggio bisogna possedere per parlare correttamente di cibo in italiano? Il libro non è un corso di cucina, ma un corso di lingua italiana, e si rivolge a un pubblico (in linea di principio straniero) che voglia imparare a esprimersi correttamente in italiano quando parla di cibo, di cucina,di piatti della tradizione italiana, di salute alimentare. É corredato da moltissime illustrazioni, descrizioni nutrizionali, esercizi, ricette, sitologia ed elenchi lessicali e fraseologici.

Vincenzo Lo Cascio (a cura di), Verità e Giustizia: Leonardo Sciascia vent’anni dopo, Milano/Firenze, Academia Universa Press (www.academiauniversapress.com), 2009, pp. 160, euro 14.

La ricerca costante di Giustizia e di Verità rappresenta con tutta probabilità la chiave di lettura principale dell’ opera di Sciascia e del suo impegno politico e civile. Il volume riporta interventi e interviste sulla figura pubblica e privata dello scrittore (di Anna Maria Sciascia, A. Di Grado, E. Macaluso, N. Tedesco, R. Castelli, S.Viva, S.Petrotto, A. Scimé, F. Denissen, M. Jansen, T. de Keyzer, V. Lo Cascio) scritti in occasione della recente traduzione in olandese del Contesto, un libro per molti aspetti profetico e universale dove il tema della giustizia tradita mette in evidenza una volta di più lo spessore morale del grande intellettuale siciliano.

Pierangela Diadori (a cura di), Formazione Qualità Certificazione per la didattica delle lingue moderne in Europa, TQAC in FLT. Training, Quality and

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Certification in Foreign Language Teaching, Milano, Mondadori/Le Monnier, 2010, pp.314, euro 18,50.

Questo volume affronta le questioni legate alla formazione dei docenti di lingue straniere in Europa, illustrando i principi che determinano la qualità dell’offerta didattica e le modalità più innovative per la valutazione e la certificazione delle competenze dei docenti.

La parte introduttiva dà spazio ad alcune testimonianze relative alla politica linguistica europea in questo ambito, a oltre un decennio dalla diffusione in rete del Quadro Comune Europeo di Riferimento. Seguono otto sezioni dedicate alla formazione dei docenti di inglese, italiano, spagnolo, tedesco, francese, neerlandese, turco e arabo, data la rilevanza che queste lingue hanno assunto nel contesto europeo e non solo. Il volume si conclude con le versioni italiane (realizzate da Pierangela Diadori) di due recenti documenti europei dedicati ai docenti e ai formatori di docenti di lingue straniere: il “PEFIL - Portfolio europeo per la formazione iniziale degli insegnanti di lingue. Uno strumento di riflessione” e il “Profilo europeo per la formazione dei docenti di lingue. Un quadro di riferimento”.

Pierangela Diadori (a cura di), Progetto Jura - Jura Projekt, La formazione dei docenti di lingua e traduzione in ambito giuridico italo-tedesco - Spracherwerb und Übersetzung im Bereich der deutsch/italienischen Rechtssprache - ein Beitrag zur Dozentenausbildung, Perugia, Guerra, 2009, pp. 352, euro 18.

Il volume, che contiene una raccolta di contributi di italianisti e germanisti che si occupano del linguaggio giuridico in italiano e in tedesco da varie prospettive (linguistica, glottodidattica, traduttiva), è destinato alla formazione dei docenti di lingua e traduzione (in italiano e in tedesco) nei corsi universitari riservati agli studenti stranieri di discipline giuridiche e ha lo scopo di migliorare la qualità dell’insegnamento linguistico in questo settore, in cui tanto importante è la conoscenza reciproca visto l’intensificarsi dei rapporti istituzionali fra paesi di lingua italiana e tedesca nel contesto europeo. I temi trattati sono stati riuniti per aree tematiche: 1. aspetti linguistici: descrizione del linguaggio di ambito giuridico; 2. glossari, data base e corpora di ambito giuridico; 3. didattica del linguaggio giuridico; 4. traduzione e interpretazione in ambito giuridico; 5. percorsi formativi per docenti di lingua e traduzione in ambito giuridico; 6. ricerche sul linguaggio di ambito giuridico.

Matteo Santipolo/Carolina Di Siervi (a cura di), La lingua oltre la scuola. Percorsi di italiano L2 per la socializzazione, Perugia, Guerra, 2010, pp.135, euro 12.

Se un tempo lo studio dell’italiano come lingua straniera era finalizzato in modo

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quasi esclusivo all’apprezzamento della nostra cultura intesa in senso “ciceroniano”, oggi, il gran numero di cittadini stranieri che decidono di venire a cercare fortuna da noi, ha radicalmente trasformato le motivazioni di partenza allo studio. Proprio per questo, la scuola, di ogni ordine e grado, deve fornire modelli linguistici e culturali che siano, non solo formativi, ma anche spendibili nella quotidianità. Per far ciò è dunque necessario che i docenti e gli operatori educativi in senso lato siano pienamente consapevoli delle finalità del loro intervento. Il presente volume si propone pertanto come una riflessione multidisciplinare su un tema di grande attualità quale appunto quello della “utilità” e della “usabilità” delle competenze linguistiche e culturali di cui necessitano “i nuovi italiani” per essere in grado di interagire con successo nella e con la realtà circostante.

A.A.V.V., Wörterbuch zur Lexikographie und Wörterbuchforschung/Dictionary of Lexicography and Dictionary Research, Vol.I, con CD-ROM, Berlin/New York, De Gruyter, 2010, pp. 751, euro 349.

Il dizionario, le cui lingue lessicografiche sono il tedesco e l’inglese, rappresenta un’introduzione sia alla ricerca metalessicografica sia alla relativa terminologia in dieci lingue, fra cui l’italiano. La parte italiana è curata da Laura Giacomini e Giovanni Rovere. Sono previsti complessivamente quattro volumi.

Alberto Nocentini (con la collaborazione di Alessandro Parenti), L’Etimologico, Vocabolario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 2010, pp.xxii + 1353, con CD-ROM, euro 78.

L’ultimo arrivato fra i dizionari etimologici dell’italiano si segnala per almeno tre caratteristiche specifiche. Prima l’immediatezza: di ogni voce viene subito indicata la classe etimologica (filiazione, prestito, neoformazione, provenienza da nomi propri e così via). Seconda, l’impostazione comparativa: per i termini di trasmissione diretta sono riportate le corrispondenze in ambito romanzo e, se necessario, la comparazione viene estesa all’ ambito indoeuropeo. Terza la completezza: che si tratti di un termine di eredità latina o di un prestito, il percorso etimologico si arresta soltanto quando si raggiunge la motivazione originaria o comunque quando si arriva al punto in cui i dati in nostro possesso non consentono di procedere oltre.

Liliana Spinozzi Monai, Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay, Udine: Consorzio Universitario del Friuli (Consorzio Universitario del Friuli – Via Mantica, 5 – 33100 Udine – tel. 0432 21924 – fax 0432 504696 – e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ); San Pietroburgo: St. Peterburg Branch of the Archive of the Russian Academy of Sciences; Lubiana: Znanstvenoraziskovalni center Slovenske akademije znanosti in umetnosti -

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http://bos.zrc- sazu.si/c/Dial/JanBaudouindeCourtenay/index.html].

Le 7405 schede lessicografiche tratte da testi dialettali di area slavo-romanza, raccolti da Baudouin de Courtenay negli anni 1873 e 1901 e conservati nell’Archivio dell’Accademia delle scienze russa – sez. di San Pietroburgo, vengono presentate nella versione originale. Ogni singolo termine è accompagnato da indicazioni grammaticali e da versione italiana, da note critiche e storiche e dalle integrazioni raccolte sul terreno nel 2008. Seguono gli indici del dialetto del Torre (tersko), l’indice sloveno standard-tersko, quello italiano-tersko, quindi gli indici dei toponimi, dei microtoponimi, degli idronimi, degli oronimi, degli etnici, dei cognomi, dei nomi di casato, dei nomi personali e dei soprannomi. L’Introduzione (pp. 17-69) offre indicazioni per la consultazione dell’opera, chiarisce i criteri adottati, elenca le problematiche di tipo teorico e le soluzioni adottate, illustra analiticamente i caratteri fonetici originali e le semplificazioni operate. Tavole e Tabelle sinottiche corredano le varie sezioni.

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I soci sono invitati ad inviare informazioni per questa rubrica a Federica Da Milano Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Milano-Bicocca, P.zza dell’Ateneo Nuovo 1, 20126 Milano. Telefono: 02- 64484916 / Fax: 02-64486995.

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Nell’inviare dati relativi a libri di esclusivo interesse scientifico, i soci sono pregati di attenersi al seguente schema:

- nome e cognome dell’autore o del curatore - titolo ed eventuale sottotitolo - luogo di stampa - editore (se si tratta di editore locale privo di rete distributiva o di editore

non italiano, indicare tra parentesi l’indirizzo) - data di edizione - numero di pagine - prezzo di copertina.

Tutti i dati devono essere redatti in carattere tondo, senza sottolineature. A ciò si aggiunga una breve nota (non più di 5 righe) sul contenuto del libro. La SLI si riserva di modificare, per esigenze di uniformità redazionale, i testi inviati. Non si potrà tener conto di libri inviati senza la scheda redatta secondo le norme sopra riportate.

L’ordine di pubblicazione delle schede bibliografiche rispetta l’ordine di arrivo delle singole segnalazioni.

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NOTIZIARIO GISCEL

Lettera del segretario nazionale (marzo 2010)

Care amiche, cari amici del Giscel,

da marzo ho sostituito Maria Pia Lo Duca nella carica di segretario nazionale. L’incarico assegnatomi è complesso. Esso richiede impegno sul piano gestionale, grande attenzione su quello relazionale e, cosa non meno necessaria anche se ricordata per ultimo, spessore scientifico. Sento la non lieve responsabilità che deriva dall’accettare il compito. Per questo conto sul contributo di tutti coloro che con rigore scientifico e dedizione lavorano nella nostra associazione, rendendola ricca di fermenti e di stimoli.

Rilancio del ruolo politico e culturale del Giscel

Mi preme evidenziare come, in questo momento, risulti quanto mai opportuno rilanciare il ruolo politico e culturale del Giscel. In presenza di un interlocutore istituzionale ‘disattento’, tutti gli argomenti diventano vuoti e privi di prospettiva. Abbiamo più volte sperimentato, in questi ultimi anni, come sia per certi aspetti deprimente tentare di instaurare uno scambio con chi non è particolarmente avvezzo al confronto, alla possibilità di replica, all’argomentazione che si sviluppa su ragioni scientifiche pur tenendo presenti quelle della politica. La scuola, come l’università, prima di essere di destra o di sinistra è un organo costituzionale, “un organo vitale della democrazia” (Calamandrei) e noi ogni giorno dentro la scuola, nelle aule universitarie, non lavoriamo per i bambini, i ragazzi, i giovani di questo o quel partito, di questa o quella confessione. Noi lavoriamo per garantire ai nostri piccoli e giovani cittadini di oggi una crescita, uno sviluppo in termini di intelligenza, conoscenza, capacità critica e, nel nostro specifico, di “dominio della parola”. Tutto ciò naturalmente a vantaggio di una società democratica.

Promozione del nostro ruolo di interlocutori

Accanto alla denuncia, atto legittimo e sempre appropriato del pensiero e della parola, occorre pensare ad altre forme, a nuove modalità per riportare al centro dell’attenzione comune la scuola e l’università. Dobbiamo muoverci sul piano propositivo, assegnare spessore e giusta visibilità ai principi in cui crediamo attraverso ipotesi feconde e interventi sul campo e, soprattutto, dobbiamo promuoverci costantemente come interlocutori. Credo perciò sia utile allacciare nuovi e più stabili contatti con le scuole, gli Uffici scolastici regionali; predisporre forme di collaborazione con Dipartimenti, Facoltà, Enti di ricerca, Istituti afferenti alle Istituzioni meno occasionali di quelle attuali; appassionare i più giovani coinvolgendoli in iniziative di ricerca e formazione. Agire dall’interno delle scuole e delle università con azioni concrete, nette, visibili e se possibile continue. Accogliere le istanze più urgenti dei docenti, studiare modi per far sì che proprio nelle scuole, proprio nelle università si

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sperimentino e si sviluppino forme di inclusione, di democrazia partecipata. C’è tanto da fare. Dunque, mettiamoci al lavoro.

Centralità di chi apprende

Come abbiamo sempre fatto nel corso di tutti questi anni, poniamo al centro dei nostri interessi chi apprende, le difficoltà che incontra, le possibili strade per favorire traguardi di apprendimento sempre più adeguati. Inventiamoci modi per ribadire la necessità di un sistema scolastico più inclusivo. Ripetiamo con rinnovata lucidità che i successi migliori si realizzano nelle classi eterogenee. Attiviamoci con le risorse intellettuali di cui disponiamo e predisponiamo azioni per compensare i danni di chi è costretto, suo malgrado, a vivere all’interno di un sistema scolastico o universitario ridotto allo stremo. Non disdegniamo di scendere in campo, non rimaniamo in attesa di tempi migliori.

Attenzione alle emergenze sociali e scolastiche

È vero gli spazi entro i quali agire, ci vengono rosicchiati, svuotati, ridotti. Sta a noi inventarcene di nuovi. Con l’ingegno e l’intelligenza, di chi esercita professionalmente un’arte - quella dell’educare e dell’istruire alla parola -            e vi si dedica abitualmente, valorizziamo, in piena continuità con lo spirito della nostra associazione, l’esperienza maturata nello studio dei problemi linguistici, per misurarci con rinnovato entusiasmo sul campo con le emergenze sociali e scolastiche, a proporre ipotesi di intervento per affrontare problemi radicati, e quelli di recente formazione, che devono essere se non risolti, arginati. Scuola e Università non possono più attendere.

Utopia? Può darsi. Ma nel percorso da costruire verso questa utopia io vedo il senso del nostro essere insieme, l’autentico inveramento dei principi cardine delle Dieci Tesi.

Direzioni di lavoro

Nel conto delle cose da fare indicherei: - un migliore coordinamento delle attività dei gruppi regionali con una attenzione particolare per quelli che attraversano forme di intorpidimento o manifestano sofferenze così come convenuto in Assemblea; - l’elaborazione di un piano a largo respiro che possa servire a rilanciare il nostro ruolo di interlocutore a livello istituzionale; - la messa a punto di linee di intervento in grado di garantire sempre più pienamente il diritto all’istruzione e una migliore qualità di apprendimenti linguistici a tutti e, in particolare, alle minoranze, agli immigrati, ai bambini e ai ragazzi del Sud.

Maria Antonietta Marchese

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VERBALE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE GISCEL

Padova, 5 marzo 2010

Venerdì 5 marzo alle ore 17.30, presso l’Università degli Studi di Padova, si riunisce l’assemblea nazionale dei soci del Giscel (l’elenco dei presenti in allegato) per discutere il seguente ordine del giorno: 1. Comunicazioni

2. Rinnovo cariche sociali. Le proposte del Comitato Nomine sono le seguenti: Segretario nazionale: Maria Antonietta Marchese (Maria G. Lo Duca non ha dato la disponibilità alla riconferma biennale).

Membri di segreteria: Loredana Corrà, Maria Maggio (Francesco De Renzo non è rieleggibile per scadenza del secondo mandato, mentre Maria Antonietta Marchese è alla fine del primo mandato). Comitato scientifico delle pubblicazioni: conferma di Adriano Colombo, M. Teresa Lecca alla scadenza del primo mandato biennale e di Miriam Voghera (subentrata a Giuliana Fiorentino, dimissionaria); nuovi membri Emanuela Piemontese, Elda Padalino (al posto di Simonetta Rossi e Immacolata Tempesta non rieleggibili).

3. Situazione della collana Giscel e rapporti con l’editore 4. XVII Convegno nazionale: sede e tema 5. Bilancio 6. Rapporti con l’AID

7. Situazioni ed attività dei gruppi regionali 8. Varie ed eventuali

1. Comunicazioni del segretario nazionale

La segretaria nazionale uscente Maria Pia Lo Duca comunica la costituzione del Giscel Ticino e ringrazia i gruppi regionali e tutti coloro che hanno collaborato alle attività del Giscel in questi due anni. Vari soci, tra cui Silvana Ferreri, Elda Padalino, Francesco De Renzo, esprimono a questo proposito il loro apprezzamento per il lavoro svolto da Maria Pia Lo Duca, evidenziandone i molti tratti positivi. Durante il suo intervento, Silvana Ferreri comunica all’assemblea l’edizione in tre lingue (italiano, francese e inglese) delle Dieci Tesi, curata da lei stessa per la casa editrice Sette Città, sottolineandone l’importanza come proposta di modello per l’educazione linguistica a livello europeo.

2. Rinnovo cariche sociali

Si passa al secondo punto all’ordine del giorno: rinnovo delle cariche sociali, ricordando che il comitato nomine ha formulato le seguenti proposte: Segretario nazionale: Maria Antonietta Marchese (poiché Maria Pia Lo Duca non ha dato disponibilità alla riconferma biennale).

Membri di segreteria: Loredana Corrà, Maria Maggio (Francesco De Renzo non è rieleggibile per scadenza del secondo mandato, mentre Maria Antonietta Marchese è alla fine del primo mandato).

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Comitato scientifico delle pubblicazioni: conferma di Adriano Colombo e M. Teresa Lecca (alla scadenza del primo mandato biennale) e di Miriam Voghera (subentrata a Giuliana Fiorentino, dimissionaria); nuovi membri Emanuela Piemontese e Elda Padalino (al posto di Simonetta Rossi e Immacolata Tempesta non rieleggibili).

L’assemblea approva.

A questo punto la presidenza dell’assemblea passa alla neosegretaria nazionale Maria Antonietta Marchese.

La neosegretaria prende la parola per ringraziare i soci dell’elezione e per illustrare lo spirito con il quale si appresta a svolgere il suo mandato e le linee guida che vorrebbe portare avanti. È consapevole che si tratta di un incarico che propone difficoltà su più piani, relazionale, gestionale, scientifico; ma è sicura di poter contare sull’aiuto di tutti i soci, ai quali chiede collaborazione e ulteriori proposte. Riferendosi alle difficoltà attraversate dalla scuola e dall’università afferma: “È vero gli spazi entro i quali agire ci vengono rosicchiati, svuotati, ridotti, ma da donna di scuola, penso che stia a noi inventarcene di nuovi”. Su questi punti la segretaria ha scritto una lettera a i soci, pubblicata sul sito del Giscel, alla quale rimandiamo.

Viene proposta una modifica all’ordine del giorno anticipando il punto relativo ai Rapporti con l’AID. L’assemblea approva.

3. Rapporti con l’AID

Maria Pia Lo Duca ricorda l’esistenza di una lettera da parte dell’AID che chiede una collaborazione più stretta al Giscel per la formazione dei docenti di tutti gli ordini di scuola, nell’ambito di un progetto MIUR. A questa lettera ha risposto ai primi di gennaio la stessa Lo Duca, chiedendo ulteriori informazioni circa le modalità attraverso cui si dovrebbe svolgere tale collaborazione, ma a tutt’oggi non si è avuta risposta.

Interviene Daniela Bertocchi segnalando che tale collaborazione è già attiva a livello locale in varie sedi (Lombardia, Montecatini, Vercelli e in altre realtà regionali). Interviene anche la rappresentante dell’AID presso il MIUR, ricordando come l’attività per contrastare la dislessia sia cominciata già diversi anni fa e ora si vorrebbe renderla più organica e sistematica, potendo anche contare su un progetto MIUR -TELECOM-AID destinato alla formazione dei docenti. Il compito del Giscel, dunque, dovrebbe appunto riguardare la formazione linguistica dei docenti; una collaborazione in tal senso sarebbe importante poiché le proposte didattiche del Giscel si sposano perfettamente con le finalità dell’AID.

Interviene Tullio De Mauro ricordando che il Giscel ha sempre lavorato in funzione del superamento delle difficoltà dell’apprendimento linguistico e del rischio di una marginalità comunicativa, registrando talvolta anche l’ironia di alcuni noti intellettuali. Su questi temi, il Giscel continuerà a fare quello che ha sempre fatto, per cui non si può dare un’adesione generica prima di sapere i termini dell’accordo. Ci possono essere disponibilità dei singoli alla partecipazione a questo tipo di iniziative, per il resto è necessario attendere

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che prima si dia seguito alla richiesta fatta a gennaio dalla segretaria Lo Duca per capire meglio e poi decidere.

L’assemblea approva la proposta di De Mauro.

4. Situazione collana Giscel e rapporti con l’editore

Maria Pia Lo Duca introduce l’argomento ricordando che c’è una bozza di contratto che prevede la pubblicazione deglia tti sia in versione cartacea sia come e-book e l’istituzione di una nuova collana fatta di volumetti monotematici, con un numero di pagine contenuto e con un pubblico presumibilmente più ampio rispetto ai volumi di Atti. L’accordo prevede anche l’acquisto a prezzo pieno da parte del Giscel di 100 copie dei volumi di Atti , con una tiratura minima di 150 copie per ciascun volume. Tuttavia, l’accordo è ancora provvisorio e sarà cura della nuova segreteria chiarire gli aspetti ancora non definiti in modo puntuale. Prende la parola Edoardo Lugarini che illustra i dati delle vendite, rilevando che alcuni volumi hanno avuto una vendita minima e annuncia che a breve saranno pronti gli Atti del convegno di Milano.

5. XVII convegno nazionale: sede e tema

Vengono avanzate varie proposte. M. T. Serafini suggerisce il tema: lingua e logica del pensiero; A. Sobrero propone: la trasversalità della lingua; S. Loiero: italiano per studiare; Voghera: italiano e web; De Mauro: l’italiano per capire e per studiare. L’educazione linguistica e oltre. Dopo una breve discussione, nel corso della quale i presenti riconoscono la validità dei temi proposti, si opta per la proposta De Mauro.

Per la sede, dopo aver vagliato varie possibilità (Trentino, Calabria, Lazio) viene accolta la proposta di Gabriele Pallotti di tenere il prossimo convegno a Reggio Emilia. Si apre la discussione sulla composizione del Comitato scientifico. L’assemblea indica come possibili componenti Sobrero, Lavinio, De Mauro, Pallotti. Si decide quindi di demandare al segretario il compito di formulare la proposta di composizione del Comitato scientifico, tenendo conto dei nomi emersi durante la discussione.

6. Bilancio

Adriano Colombo illustra il bilancio (allegato 2) che viene approvato dall’assemblea.

7. Situazioni ed attività dei gruppi regionali

Prende la parola De Renzo, che traccia un quadro della situazione dei soci Giscel sulla base della rilevazione appena conclusa dell’anagrafe dei soci, che integra e completa i dati già presentati durante l’assemblea del giugno 2009. Dai dati raccolti risulta che i soci Giscel sono in totale 273, così suddivisi: docenti di scuole primarie: 32; docenti di scuola secondaria di primo grado 46; docenti di scuola secondaria di secondo grado: 61; dirigenti scolastici: 10 + 1 direttore di scuole comunali; Università: 38; personale in pensione: 20; altro o non comunicato: 65. Per il Lazio, la Puglia, e la Toscana

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sono stati utilizzati i dati di giugno. Mancano i dati di Abruzzo e Campania. Le regioni Liguria e Piemonte risultano ad oggi prive di gruppi regionali. De Renzo fa presente che occorre riflettere sulle situazioni di quei gruppi regionali che, per motivi di varia natura, stentano ad avere una vita associativa regolare e occorre trovare il modo di sostenere la ripresa delle attività nei gruppi. Per i gruppi regionali attivi, in generale si nota una confortante attività: nel corso del 2009 sono state realizzate varie inziative, con una buona partecipazione da parte del pubblico, come si può vedere anche dalle notizie riportate sul sito.

Interviene Guerriero per chiarire ai presenti che da circa un anno il Giscel Campania non riesce ad esprimere una nuova segreteria. Miria Carpineto si dichiara disponibile a lavorare per costituire un nuovo gruppo in Liguria. Marchese interviene sulla necessità di un maggiore collegamento tra segreteria nazionale e gruppi regionali. Evidenzia la necessità di attivare spazi di discussione e di confronto fra i gruppi. Ritiene che uno dei primi passi da compiere consisterà nello studio di forme di sostegno per i gruppi meno attivi; quindi ipotizza un incontro con i segretari regionali delle varie sedi per discutere sui problemi (comuni o specifici di ogni singola realtà), per elaborare insieme soluzioni e per coordinare al meglio l’attività dei gruppi regionali. L’assemblea approva la proposta.

8. Varie ed eventuali

Simonetta Rossi ricorda che durante l’assemblea di giugno a Roma le era stato dato l’incarico di organizzare una giornata di studio sulle prove di valutazione Invalsi, alla quale dovrebbero prendere parte i soci che hanno partecipato a tale esperienza. Simonetta Rossi annuncia quindi che nei prossimi mesi organizzerà questa giornata a Roma e chiede la collaborazione dei soci che intendono partecipare.

L’assemblea si chiude alle 19.45.

Il presidente dell’assemblea            Il segretario verbalizzante Maria Antonietta Marchese            Franco de Renzo

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Allegato 1

Soci presenti all’Assemblea di Padova, 5 marzo 2010:

Amenta Luisa Arpaia Pino Atzeni Carla Baratter Paola Bergamini Federica Bertocchi Daniela Bino Alessandra Bonetti Luisa Camodeca Carmela Campagnolo Augusto Cappadonna Francesca Carpaneto Miria Castiglione Pierluisa Colmelet Giuseppina Colombo Adriano

Corrà Loredana Cristinelli Alvise De Mauro Tullio De Renzo Francesco Debetto Gabriella Deiana Marilena Demartini Silvia Deon Valter

Depau Pinella Depau Rosanna Ferreri Silvana Figus Rosanna Fornara Simone Forni Fausta Franchi Fulvia Granata Maria Giovanna Grassi Roberta Guerriero Anna Rosa Iannacci Paola

Lavinio Cristina Lecca Maria Teresa Lo Duca Maria Pia Loiero Silvana Lovison Donatella Lugarini Edoardo Manca Clara

Mandelli Fioretta Marchese Maria Antonietta Martinelli Elena Mereu M. Chiara Miglietta Annarita Milia Luisa Misuraca Rosalia Nannini Alda Orifici Giovanna Orifici Vittoria Padalino Elda Pallotti Gabriele Picamus Daniela Poloniato Maria Ridolfi Giuliana Rizzato Maria Rosi Fabiana Rossi Simonetta Sammartano Cinzia Serafini Maria Teresa Sobrero Alberto Sofia Vittoria Tarantino Rosalia Tempesta Immacolata Trenti Giuliano Troncarelli Donatella Turrisi Maria Rosa Voghera Miriam Zambelli Luisa

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INDIRIZZARIO GISCEL

Sede del GISCEL Sede legale: presso Università di Roma «La Sapienza», Dipartimento di Studi filologici,

linguistici e letterari, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma. Sede operativa: presso il Segretario nazionale Segreteria nazionale

Segretario

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Consigliere

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Consigliere

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Segreterie regionali

Giscel Abruzzo

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Giscel Calabria

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Giscel Campania

Giscel Emilia-Romagna

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Maria Antonietta Marchese Via Littore Ragusa, 22 90144 Palermo

Loredana Corrà Dipartimento di Linguistica Via B. Pellegrino, 1 35137 Padova

Maria Maggio Via Pio XII, 16/18 73038 Spongano (Lecce)

Giuseppina Pani Via Montenero, 55 66050 San Salvo (Chieti)

Francesco De Renzo c/o Dipartimento di Filologia. Università della Calabria Via Pietro Bucci, cubo 27 B 87936 Rende

Segreteria in fase di rinnovo

Silvana Loiero Direzione didattica 1° Circolo Via Repubblica, 25 40068 S. Lazzaro di Savena (BO)

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Giscel Friuli-Venezia Giulia

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Giscel Giappone

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Giscel Lazio

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Giscel Lombardia

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Giscel Marche

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Giscel Molise

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Giscel Puglia

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Giscel Sardegna

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Giscel Sicilia

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Giscel Ticino

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Daniela Picamus Via alle Cave, 1/2 34128 Trieste

Alda Nannini 190-8520 Tokyo, Tachikawa, Kashiwacho 5-5-1, Kunitachi Ongaku Daigaku (Kunitachi College of Music)

Giovanna d'Onofrio Via Casella, 1 104100 Latina

Maria Luisa Zambelli Via Vittorio Emanuele, 20 24019 Zogno (BG)

Simonetta Boriani Via Pancotto, 25 62019 Recanti (MC)

Giuliana Fiorentino Dip. di Scienze Umane Storiche e Sociali Università del Molise II Edificio Polifunzionale Via De Sanctis 86100 Campobasso

Maria Maggio Via Pio XII, 18 73038 Spongano (LE)

Prof.ssa Luisa Milia Via Eutropio, 28 09042 Monserrato (Cagliari)

Francesca Cappadonna Via Andrea Biondo, 5 90124 Palermo

Simone Fornara c/o SUPSI/DFA Dipartimento della Formazione e dell'Apprendimento Piazza San Francesco, 19 CH-6600 Locarno

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Giscel Toscana

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Giscel Trentino

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Giscel Veneto

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Maria Cristina Torchia Via della Fonderia, 23 50142 Firenze

Paola Baratter via Setaioli 4 38068 Rovereto (TN)

Walter Paschetto Via Matteucci, 12 35100 Padova

Comitato scientifico della collana GISCEL

Adriano Colombo

Via Bondanello, 89 40013 Castel Maggiore (BO)

Maria Teresa Lecca

Via G. Stampa, 20 09131 Cagliari

Maria Antonietta Marchese

Via Littore Ragusa, 22 90144 Palermo

Elda Padalino

Via Adriano Cecioni, 158 50142 Firenze Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Emanuela Piemontese

Via Val Chisone 35 (Sc.O) 00141 Roma Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Miriam Voghera

Via Montemignaio, 6 00189 Roma

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GISCEL Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica costituito nell'ambito della Società di Linguistica Italiana

Parere sulle Indicazioni nazionali per i Licei (aprile 2010)

Lingua e Letteratura italiana Dopo un ampio ed approfondito dibattito, avvenuto all'interno dell'Associazione, il GISCEL esprime il proprio parere sulla Bozza delle Indicazioni Nazionali per i licei riguardanti il Profilo Unico di Lingua e Letteratura italiana, evidenziandone i punti di criticità emersi e i pochi punti di forza presenti.

Criticità

Un primo esame del Profilo Unico di Lingua e Letteratura italiana evidenzia alcune scelte in controtendenza con alcune acquisizioni ormai recepite in campo europeo e con alcuni principi circolanti nelle comunità scientifiche e presenti in testi ufficiali e istituzionali (Programmi della scuola media del 1979; Programmi della scuola elementare del 1985; Programmi Brocca; Indicazioni per il curricolo 2007):

- la concezione dell'educazione linguistica come quadro organico e integrato di lingue e linguaggi;

- il principio che l'apprendimento delle lingue si realizza con il concorso di tutte le altre discipline (che è enunciato, ma non chiaramente tradotto in indicazioni);

- l'esplicita assunzione nel progetto educativo delle lingue di provenienza degli studenti, dei loro retroterra linguistici-culturali di appartenenza;

- la didattica integrata delle lingue (che è ridotta a riferimenti frammentari mentre è presente in forma più rilevante nelle Indicazioni delle lingue straniere);

- una concezione dell'educazione letteraria come formazione di un lettore competente di testi letterari.

Tra le Indicazioni, il Regolamento per i licei e il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente (Pecup) sono rilevabili alcune incongruenze di fondo: 1. Nel Profilo le competenze indicate appaiono formulate in modo vago, non

certificabile; gli obiettivi di apprendimento sono estremamente confusi, finalizzati all'indicazione di contenuti o di suggerimenti per l'insegnante. I risultati di apprendimento del Pecup, in molti casi, risultano più concreti e definiti di quelli del Profilo unico (dovrebbe essere al contrario); le competenze e gli obiettivi di apprendimento in molti casi non prendono in considerazione i risultati di apprendimento enunciati nel Pecup e viceversa.

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2. I continui riferimenti a ciò che dovrà fare il docente richiamano la precettistica dei Programmi di vecchio impianto. Manca infatti una reale attenzione al soggetto che apprende; agli esiti formativi e linguistici in uscita, con particolare riferimento al primo biennio (coincidente con la conclusione dell'obbligo scolastico).

3. Risulta inesistente la relazione fra le competenze del Profilo unico e le competenze chiave auspicate dal Consiglio europeo e previste dal Regolamento (art. 10; lettera a). Si ravvisa un'attenzione troppo sbilanciata per le 'conoscenze'; appare perciò disattesa la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio (23 aprile 2008) e del DM 22 agosto 2007 di considerare l'apprendimento dello studente in relazione alle conoscenze, alle abilità e agli atteggiamenti corrispondenti: in sintesi, alle competenze.

Un'analisi delle Indicazioni volta a cogliere gli aspetti specificamente disciplinari evidenzia:

- la scarsa attenzione assegnata allo sviluppo delle capacità linguistiche produttive e ricettive e al perfezionamento delle abilità linguistiche; la riduzione della padronanza linguistica al dominio della scrittura; la scarsa attenzione allo sviluppo e al perfezionamento progressivo della produzione orale (con particolare riferimento al parlare pianificato, all'esposizione, all'argomentazione) e alla comprensione del testo scritto;

- l'assenza della dimensione testuale e la mancanza di cenni specifici sui diversi approcci ai diversi tipi di testo; sulle strutture di coerenza, sulla coesione;

- l'eccessiva centralità assegnata alla letteratura a scapito della lingua, con conseguente prevalenza dei testi letterari e l'inevitabile ritorno ad un canone assolutamente tradizionale e italianocentrico.

- ladecisionedirelegareamomentioccasionalilaletturadiopereletterarie straniere;

- la genericità dei contenuti relativi alla riflessione linguistica, la ripresa di categorie di analisi obsolete, la poca attenzione ai processi.

Aspetti positivi

Fra i pochi elementi positivi si segnalano la scelta di distinguere chiaramente la Lingua dalla Letteratura e quella di estendere la riflessione linguistica a tutti e cinque gli anni dei licei. Altri elementi positivi sono da considerarsi l'inserimento del riassunto fra le prove di scrittura e l'approccio essenzialmente storico alla riflessione sulla lingua nel triennio conclusivo. Si può anche apprezzare la scelta di presentare un testo sintetico e l'adozione di una terminologia di uso comune nelle comunità scolastiche. La chiarezza del testo è peraltro compromessa dalla mancanza di una scansione precisa, anche dal punto di vista grafico. Né giova alla sua efficacia il fatto che una gran parte degli obiettivi di apprendimento siano formulati con descrizioni

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prive di verbi operatori che li identifichino come tali, che tradisce una sostanziale difficoltà di individuare gli esiti formativi in termini di competenza accertabile.

Principi per un buon progetto di educazione linguistica

Come Associazione che da oltre un trentennio studia i problemi linguistici ed elabora proposte concrete e sperimentabili nelle classi, ci limitiamo a segnalare alcuni dei principi che riteniamo vadano sottesi ad ogni buon progetto di educazione linguistica:

1. Gli obiettivi devono essere definiti in termini di traguardi formativi comuni irrinunciabili, la cui acquisizione va garantita a tutti gli allievi. Per traguardo si intende quel "nucleo fondante dell'apprendimento" senza il quale è compromessa la crescita cognitiva e linguistica di ogni studente. Uno dei traguardi fondanti è lo sviluppo di un'adeguata competenza linguistica e comunicativa come premessa per lo sviluppo personale dello studente e per l'esercizio di una cittadinanza attiva.

2. L'educazione linguistica mira allo sviluppo e perfezionamento delle abilità linguistiche; un'abilità si pratica in connessione con un'altra abilità e con un determinato tipo di testo.

3. Tutte le discipline concorrono allo sviluppo delle competenze linguistiche orali e scritte; le competenze linguistiche possono trarre notevoli vantaggi dall'uso delle nuove tecnologie.

4. La varietà degli idiomi va valutata come una risorsa; l'ampiezza del repertorio linguistico costituisce una ricchezza e una possibilità di arricchimento ulteriore della facoltà di linguaggio.

5. Lo specifico addestramento delle capacità verbali va sempre motivato entro le attività di studio, ricerca, discussione, partecipazione, produzione individuale e dì gruppo.

6. La scelta di una prospettiva unitaria sulle lingue è essenziale per lo sviluppo della competenza linguistica e comunicativa dello studente.

7. La riflessione esplicitamente metalinguistica deve essere in ogni caso subordinata, quanto a priorità degli scopi educativi, allo sviluppo delle abilità linguistiche.

8. L'educazione letteraria ha un rilievo decisivo non solo in relazione all'educazione linguistica, ma come educazione dell'immaginario, fattore di crescita e stabilizzazione emotiva, educazione del senso estetico. Occorre tuttavia evitare che la lingua letteraria sia l'oggetto prevalente o esclusivo dello studio linguistico, affrontando tutta la varietà di usi e funzioni della lingua, e dunque affiancando la pratica di testi funzionali allo studio e alla comunicazione sociale alla lettura di testi letterari e alla scrittura di testi espressivi e d'invenzione.

Considerazioni conclusive

Che cosa succederà se la Bozza delle Indicazioni, con qualche rimaneggiamento colto qua e là, verrà approvata? È prevedibile che

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l'approvazione del documento accenderà fra i docenti qualche discussione, forse sulla difficoltà di distribuire gli autori classici e moderni lungo l'iter formativo; aprirà interminabili discussioni sul tempo a disposizione; contemporaneamente il ricorso a una terminologia familiare ai docenti finirà per ricomporre la solida tradizione dei licei. In pochi ci si accorgerà dell'arretramento dell'educazione linguistica, della frammentarietà a cui è condannata nelle Indicazioni, di come le scelte compiute siano frutto di una politica scolastica miope. Basti pensare che mentre in Europa si afferma l'idea che i sistemi educativi nazionali devono gestire i diversi ordini di pluralità presenti all'interno delle realtà scolastiche e si trova nell'educazione linguistica un modello valido per gestire il pluralismo linguistico (cfr. Daniel Coste e alii), in Italia si taglia corto: si elimina l'educazione linguistica e si fa fuori il plurilinguismo (ad eccezione delle Indicazioni di Lingua straniera). Non rimane che segnalare questa sostanziale e inutile 'conferma' di un passato mai abbandonato nella scuola che affiora nelle Indicazioni e, soprattutto, contare sulla volontà di tutti quegli insegnanti consapevoli che continueranno, nonostante tutto, a lavorare nei modi e con le attenzioni più volte sottolineate dal Giscel, ispirandosi ai principi contenuti nelle "Dieci Tesi per l'educazione linguistica", e sfruttando "Le idee per un curricolo di educazione linguistica democratica" formulate dal Giscel qualche anno fa (entrambi i testi sono disponibili sul sito: www.giscel.org), nel tentativo di delineare percorsi di apprendimento letterario meno soffocanti e di sopperire alla mancanza di un quadro organico di riferimento per l'educazione linguistica.

GISCEL (Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica)

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GISCEL Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica costituito nell'ambito della Società di Linguistica Italiana

Parere sulle Linee guida per gli Istituti tecnici e professionali (giugno 2010)

1. Aspetti generali

Lo sforzo di ancorare le Linee guida degli Istituti tecnici e professionali ad un quadro normativo delineato nel corso di quest'ultimo quinquennio da regolamenti europei e nazionali appare apprezzabile. Nondimeno ci si sarebbe aspettati che si desse un rilievo maggiore al carattere di conclusione dell'obbligo del primo biennio, rimarcando come ogni progetto educativo non può disattendere l'obiettivo costituzionale di garantire a tutti gli studenti le competenze di base (linguistiche, matematiche, ecc.) per una cittadinanza piena e prestando un'attenzione più puntuale a "quei giovani che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità" (Documento tecnico allegato al Decreto 27 agosto 2007).

Pur rispondente alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2006, la scelta di riportare le conoscenze e le abilità su colonne separate nei diversi quadri disciplinari (allegati A.A. 1 Settore economico, A.A.2 Settore tecnologico e A.A.1 Settore servizi), come già ai tempi della riforma Moratti, può generare la convinzione che tale distinzione, di per sé artificiosa, debba essere mantenuta nella progettazione dei percorsi didattici. Il ricorso ad obiettivi specifici di apprendimento che si offrano come sintesi di conoscenze e abilità sarebbe stato perciò preferibile, poiché l'apprendimento non si può misurare ora in relazione alle conoscenze ora alle abilità. Inoltre una simile scelta avrebbe potuto contrastare l'impostazione e la diffusione di una didattica che assegna priorità al raggiungimento di conoscenze teoriche o fattuali a scapito delle competenze; d'altro canto può suscitare equivoci il fatto di predisporre strumenti normativi non uniformi per lo stesso ciclo di istruzione (l'adozione del doppio elenco "conoscenze" e "abilità" è infatti limitato agli Istituti tecnici e professionali, mentre per i Licei compare la formulazione di OSA).

A questo proposito, l'"efficace formula" "accertare non ciò che lo studente sa, ma ciò che sa fare con ciò che sa", contenuta nel paragrafo "Progettare e valutare per competenze", meriterebbe di essere ripresa all'interno dei quadri disciplinari. Ciò anche in considerazione del fatto che con buona probabilità proprio queste sezioni delle Linee guida saranno maggiormente lette dai docenti.

2. Aspetti legati alla Lingua e alla letteratura italiana

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Dal confronto fra il "Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del primo ciclo" e la "Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità" riguardanti Lingua e Letteratura emergono alcuni punti sui quali intervenire per garantire una maggiore coerenza del testo.

2.1 PECUP e disciplina: pertinenza e selezione

È considerato positivo il tentativo di tenere insieme all'interno di ciascun quadro relativo ad "Attività e Insegnamenti di area generale" i "risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi" del PECUP. Esso infatti traduce concretamente la relazione che deve intercorrere fra PECUP e discipline, tuttavia alcune scelte compiute ne minano il risultato auspicato. Entrando nello specifico, si segnalano come pertinenti rispetto alla disciplina Lingua e Letteratura italiana:

- padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti: sociali, culturali, scientifici, economici, tecnologici; - riconoscere le linee essenziali della storia delle idee, della cultura, della letteratura, delle arti e orientarsi agevolmente fra testi e autori fondamentali, con riferimento soprattutto a tematiche di tipo scientifico, tecnologico ed economico;

Non pertinenti dal punto di vista disciplinare risultano essere invece: - stabilire collegamenti tra le tradizioni culturali locali, nazionali ed internazionali sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di studio e di lavoro; - riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e ambientali, per una loro corretta fruizione e valorizzazione; Più affine all'asse trasversale di lingue e linguaggi risulta invece: "utilizzare i linguaggi settoriali delle lingue [straniere] previste dai percorsi di studio per interagire in diversi ambiti e contesti di studio e di lavoro" (non presente nel quadro disciplinare).

Risulta chiaro che un'attenta selezione degli 'oggetti' contenuti nella scheda disciplinare, compiuta nella direzione indicata, possa giovare alla chiarezza e alla messa in rilievo del rapporto che lega i risultati del PECUP con le singole discipline1.

2.2 Competenze di base, conoscenze e abilità

Ci si sarebbe aspettati che la competenza "padroneggiare gli strumenti

1 Nel PECUP non compare la formulazione riportata nel quadro "utilizzare e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete" ma "individuare ed utilizzare le moderne forme di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete".

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espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l'interazione comunicativa verbale in vari contesti", presente nel quadro disciplinare Lingua e Letteratura italiana, richiamasse conoscenze e abilità miranti allo sviluppo di forme di argomentazione e di espressione del proprio punto di vista o di individuazione di quello altrui. Ora a cercare fra le colonne delle conoscenze e delle abilità si rintracciano solo vaghi e generici riferimenti alla produzione orale e all'interazione. Non c'è traccia della discussione e dello sviluppo di strategie linguistiche adeguate alla difesa del proprio punto di vista o all'accettazione di quello altrui. Non si comprende se tale assenza sia frutto di una svista o di una scelta intenzionale (nel quadro della Storia fra le abilità da esercitare compare stranamente "discutere e confrontare criticamente diverse prospettive di analisi e interpretazioni di fatti o fenomeni storici, sociali ed economici). Posto che il progetto educativo illustrato nella bozza si ispiri alle competenze chiave nelle quali espressamente si dice "formulare ed esprimere le argomentazioni in modo convincente ed appropriato al contesto" (Raccomandazioni del Parlamento europeo del 18 dicembre 2006) e ponga l'accento sull'esercizio della cittadinanza attiva, si raccomanda un puntuale controllo di questo aspetto e una conseguente integrazione di conoscenze e di abilità congruenti al confronto, alla negoziazione e al controllo delle divergenze per un pieno esercizio del diritto alla parola. Dotare gli studenti del primo biennio di mezzi linguistici per gestire anche situazioni di comunicazione più complesse è un traguardo che la scuola non può disattendere per garantire una cittadinanza piena.

Riguardo alla competenza "leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo" si rileva che il leggere è relegato in un solo punto del testo ("leggere e commentare testi significativi in prosa e in versi tratti dalla letteratura italiana e straniera") e risulta chiaramente funzionale alla fruizione di testi letterari. La disattenzione nei confronti della comprensione della lingua scritta è evidente e sembra contraddire quanto si dice a proposito dell' "imparare a imparare" nella Raccomandazione del Parlamento europeo del 18 dicembre 2006: "le abilità per imparare a imparare richiedono anzitutto l'acquisizione delle abilità di base come la lettura, la scrittura...". All'assenza di conoscenze e abilità che guardano allo sviluppo e all'affinamento del leggere si può certo sopperire con opportune integrazioni. Fra le colonne non è certo difficile inserire: leggere, comprendere, manipolare e riutilizzare testi di vario genere, in particolare pertinenti alla vita sociale e all'ambito professionale di riferimento. Ciò nonostante non si può fare a meno di riflettere sul fatto che l'omissione mal si concilia con l'esigenza di migliorare i risultati nella comprensione dei testi scritti dei nostri studenti (si veda Indagine Ocse-Pisa). Preme ricordare ancora una volta che lo sviluppo dell'abilità del leggere esige invece il ricorso a specifiche attività, finalizzate ad esempio all'apprendimento di strategie di lettura e si fonda su obiettivi di sempre maggiore complessità connessi oltre che agli usi letterari anche agli usi funzionali (si pensi ad esempio all'importanza che assume nel secondo

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ciclo la raccolta di informazioni per lo studio o più in generale per l'approfondimento di un tema di ricerca).

In relazione alla competenza "produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi" si evidenzia una scarsa attenzione alla pianificazione del testo, alla coerenza tematica e alla coesione del paragrafo o più in generale alle operazioni di manipolazione di testi per usi funzionali o creativi. Il forte richiamo al rispetto delle "regole sintattiche e grammaticali" sembra rinviare ad una concezione della scrittura fortemente appiattita sulla correttezza e poco sensibile alla testualità. Sarebbe auspicabile che ogni studente arrivasse alla correttezza sintattica e grammaticale nella scrittura, facendo esperienza di una gamma variegata di forme testuali funzionali allo studio, alla documentazione, alle diverse forme plurisemiotiche che caratterizzano la vita scolastica e sociale.

Alcuni indizi riconducibili ad una visione trasversale della lingua sono disseminati nelle schede disciplinari di Storia dove compaiono la "sintesi" e la "schematizzazione" o in quelle di Diritto ed Economia in cui si parla della "redazione di un curriculum"..., ma sembrano essere elementi generati in modo fortuito piuttosto che governati da un'idea organica di educazione linguistica. Anche i raccordi fra la lingua e le altre discipline non sono evidenti. Compare un riferimento esplicito che si limita a consigliare la progettazione di percorsi con l'apporto di altre discipline. Sarebbe stato interessante verificare la presenza/l'assenza dell'educazione linguistica fra gli "Aspetti trasversali" delle Linee guida.

Un ultimo rilievo riguarda l'introduzione della competenza "utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico e letterario" (quest'ultimo aggettivo non è presente nell'allegato al decreto 22 agosto 2007). Quest'ultima competenza potrebbe indurre i docenti ad assegnare maggiore enfasi alla Letteratura a scapito della Lingua. In considerazione del fatto che già nella competenza "leggere, comprendere ed interpretare testi di vario tipo", seppure in maniera implicita, esiste un rinvio al testo letterario, si suggerisce un alleggerimento delle quattro competenze di base a tre. Ciò gioverebbe ad assegnare priorità allo sviluppo delle competenze linguistiche di base e rilevanza ai traguardi del primo biennio, passaggio cruciale per l'obbligo scolastico.

3. Altri aspetti emendabili

Vengono proposti alcuni interventi migliorativi riguardanti la formulazione di conoscenze e abilità. La nuova formulazione è segnalata in grassetto; in fondo è riportata una formulazione che può sopperire ad alcuni aspetti assenti: -            Conoscenza ordinata delle strutture della lingua italiana ai diversi livelli del sistema: fonologia, ortografia, morfologia, sintassi del verbo e della frase

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semplice, frase complessa, lessico, fenomeni testuali (coesione, coerenza, implicito). -            Nell'ambito della produzione scritta, conoscenze relative a: produzione del testo, sintassi del periodo, uso dei connettivi, interpunzione, uso del lessico astratto e conoscenze relative alla competenza testuale attiva e passiva degli studenti (riassumere, titolare, parafrasare), con riferimento anche alle strutture essenziali dei testi descrittivi, espositivi, narrativi, argomentativi, regolativi.

-            Conoscenze relative agli aspetti essenziali dell'evoluzione della lingua nel tempo e della dimensione socio-linguistica (registri dell'italiano contemporaneo, diversità tra scritto e parlato, rapporto con i dialetti). - Applicare le conoscenze delle strutture della lingua italiana ai diversi livelli del sistema: fonologia, ortografia, morfologia, sintassi del verbo e della frase semplice ed esercitare parallelamente, con le opportune pratiche le capacità linguistiche orali e scritte.

-            Nell'ambito della produzione scritta allestire il testo, usare correttamente la sintassi del periodo, i connettivi, l'interpunzione, il lessico astratto; esercitare la propria competenza testuale, attiva e passiva (riassumere, titolare, parafrasare).

-            Nell'ambito della produzione orale, rispettare i turni verbali, l'ordine dei termini, la concisione e la pertinenza.

4. Qualche considerazione finale

È auspicabile che le misure di accompagnamento previste per l'attuazione della riforma non si traducano, in modo massiccio ed esclusivo, in una serie di interventi generici, ma prevedano spazi per azioni specifiche finalizzate ad innovare la didattica delle discipline. In particolare, si consiglia di prevedere percorsi di formazione che assegnino attenzione specifica alla didattica della lingua/delle lingue.

Si ribadisce a conclusione quanto già emerso nel corso dell'incontro svoltosi a Roma sul riordino degli Istituti tecnici e professionali (10 giugno; Salone del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione): è solo nella ricerca di un confronto aperto e plurale fra Istituzioni, associazioni disciplinari e professionali, parti sociali, dirigenti scolastici e docenti che si costruiscono le basi di una scuola rinnovata e democratica, capace di affrontare le sfide della mobilità e dell'apprendimento permanente.

Palermo, 18 giugno 2010

Maria Antonietta Marchese

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Convocazione dell’Assemblea nazionale Giscel

L’Assemblea nazionale GISCEL è convocata per le ore 15 del giorno 28 settembre 2010, a Viterbo presso l’Università degli studi della Tuscia (aula 12), in occasione del prossimo Congresso SLI (Viterbo 27 -29 settembre 2010).

I punti all’o.d.g. sono i seguenti:

1. Comunicazioni 2. Gruppi regionali: vita associativa e attività 3. Situazione della collana Giscel e rapporti con l’editore 4. Nomina tesoriere 5. XVII Convegno nazionale GISCEL 6. Varie ed eventuali

Palermo, 22 luglio 2010

Maria Antonietta Marchese (Il segretario nazionale)

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NOTIZIARIO DEL GRUPPO DI STUDIO SULLE POLITICHE LINGUISTICHE (GSPL)

Il 26 febbraio 2010 si è tenuta all’Università di Milano-Bicocca la giornata di studio «Plurilinguismo e multilinguismo in Italia: italiano, italiani, dialetti, lingue di minoranza d’antico e nuovo insediamento. Per una rilettura degli articoli 6, 3, 21 e 32 della Costituzione», organizzata dal GSPL in collaborazione con l’Associazione Italiana di Linguistica Applicata e il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione «Riccardo Massa». La giornata è stata articolata in tre tavoli di discussione: 1. L’italiano e il plurilinguismo d’Italia. con Emanuele Banfi, Mario Barenghi, Tullio De Mauro (moderato da Gabriele Iannàccaro); 2. Il ruolo della scuola nel rapporto fra dialetti, lingue delle minoranze e lingua nazionale, con Mario Dutto, Francesco Sabatini, Susanna Mantovani, Daniela Zorzi (moderato da Vittorio Dell’Aquila); 3. Il ruolo dell’Università e delle Società di Linguistica nel rapporto fra dialetti, lingue delle minoranze e lingua nazionale con Giuliano Bernini, Paolo Di Giovine, Tullio Telmon (moderato da Augusto Carli).

La partecipazione di studiosi, colleghi e pubblico è stata davvero molto alta, e così la discussione generale alla fine delle diverse tavole.

Sono in preparazione gli atti della giornata, che vedranno le relazioni dei partecipanti al tavolo, con l’aggiunta di un intervento di Bojan Brezigar per l’Unione Europea; un possibile documento finale di sintesi è tuttora allo studio dei partecipanti e del comitato di Coordinamento del GSPL.

Saranno fornite in seguito direttamente ai soci indicazioni per lo svolgimento dell’Assemblea del 2011.

Gabriele Iannàcaro

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NOTIZIARIO DEL GRUPPO            DI            STUDIO            SULLA            COMUNICAZIONE PARLATA (GSCP)

Il GSCP promuove nel 2010 una serie di eventi e workshop su temi riguardanti la comunicazione parlata. Il primo, che si terrà a Procida dal 7 all’11 settembre, è la seconda edizione della scuola estiva “Comunicando”. Come lo scorso anno, il programma si articolerà in lezioni, seminari, workshop e laboratori. L’obiettivo è quello di dare l’opportunità di partecipare a una serie di seminari e laboratori tenuti direttamente da esponenti del mondo della comunicazione, per mettere a confronto il diverso modo di comunicare in relazione al canale utilizzato. Le lezioni saranno tenute da Moni Ovadia (comunicazione e teatro), Zap Mangusta (comunicazione e radio), Vincenzo Cerami (comunicazione e cinema), Ennio Remondino (comunicazione e televisione), Philippe Martin (comunicazione e voce). Tutte le informazioni sul sito web: http://old.unior.it/DIDATTICA/facolta/lettere/comunicando/index.html.

Il secondo evento che segnaliamo è il workshop internazionale sul parlato politico che si terrà presso l’Università Roma Tre dal 10 al 12 novembre 2010, organizzato dal GSCP in collaborazione con il Social Signal Processing Network (SSPNet). La deadline per il Call for papers è stata prorogata al 10 settembre 2010. Tutte le informazioni sul sito: http://sspnet.eu/2010/05/political-speech-il-parlo-politico/.

Nella primavera del 2011 il GSCP organizzerà presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale un convegno sul tema “Il parlato degli immigrati”. Il call for papers sarà diffuso alla fine di settembre 2010.

Gli Atti del Terzo Convegno Internazionale sulla Comunicazione Parlata svoltosi a Napoli dal 23 al 25 febbraio 2009, saranno pubblicati entro il mese di settembre dalla University Press dell’Università di Napoli Orientale, in forma sia digitale che print on demand.

Chiunque sia socio della SLI può chiedere l’iscrizione al Gruppo di Studio sulla Comunicazione Parlata e riceverà per posta elettronica avviso di eventi e segnalazioni mediante newsletter. Per dichiarare la propria adesione è sufficiente inviare un messaggio di posta elettronica con Nome e Cognome, Affiliazione e posta elettronica a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Tutte le comunicazioni relative alle attività del Gruppo avvengono mediante posta elettronica e mediante il sito: http://www.comunicazioneparlata.org/index_it.html.

Massimo Pettorino

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