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2006/2 XXIV

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BOLLETTINO della SOCIETÀ  DI LINGUISTICA ITALIANA (SLI)
XXIV (2006) 2

a cura di Elisabetta Jezek

(pdf impaginato scaricabile a fondo pagina)

Circolare n. 196/Presidente Leonardo Savoia

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Circolare n. 195/Segretario Elisabetta Jezek

7

Riflettendo su “Linguistica e modelli tecnologici di ricerca” Tullio De Mauro

9

XII Euralex Congresso Internazionale di Lessicografia Elisa Corino, Carla Marello, Cristina Onesti

15

Verbale del Comitato Esecutivo (Vercelli, 20 IX 2006)

29

Verbale della XL Assemblea dei Soci (Vercelli, 22 IX 2006)

33

Temario del XLI Congresso (Pescara, 27-29 IX 2007)

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Calendario delle Manifestazioni Linguistiche a cura di Emanuele Banfi

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Pubblicazioni dei Soci a cura di Emanuele Banfi

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NOTIZIARIO


Notiziario del GISCEL Adriano Colombo

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Notiziario del GSCP Federico Albano Leoni

66

Notiziario del GSPL Gabriele Iannaccaro

66

Notizie varie

67

Come associarsi alla SLI

69

Indirizzario dei Soci della SLI

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BOLLETTINO DELLA SOCIETA? DI LINGUISTICA ITALIANA

XXIV / 2006, 2
a cura di Elisabetta Jezek Circolare n. 196/Presidente
Leonardo Savoia    5 Circolare n. 195/Segretario    7
Elisabetta Jezek
Riflettendo su “Linguistica e modelli tecnologici di ricerca” Tullio De Mauro    9
XII Euralex Congresso Internazionale di Lessicografia Elisa Corino, Carla Marello, Cristina Onesti    15
Verbale del Comitato Esecutivo    29
Verbale della XL Assemblea dei Soci (Vercelli, 22 IX 2006)    33
Temario del XLI Congresso (Pescara, 27-29 IX 2007)    39
Calendario delle Manifestazioni Linguistiche    41
a cura di Emanuele Banfi
Pubblicazioni dei Soci    47
a cura di Emanuele Banfi
Notiziario Notiziario del GISCEL
Adriano Colombo    51 Notiziario del GSPL
Gabriele Iannaccaro    66 Notiziario del GSCP
Federico Albano Leoni    66 Notizie varie    67
Come associarsi alla SLI    69 Indirizzario dei Soci della SLI    71

CIRCOLARE N. 196 DEL PRESIDENTE

Il XL Congresso Internazionale di Studi della Societa? su Linguistica e modelli tecnologici di ricerca, tenutosi il 21-23 settembre 2006 presso l’Universita? di Vercelli ha presentato un’interessante panoramica della ricerca linguistica di tipo sperimentale, con supporto strumentale, informatico o statistico. Come ha illustrato Giacomo Ferrari nel suo intervento di apertura e Tullio De Mauro nel consuntivo dei lavori, gli strumenti di analisi via via adottati a partire dai primi decenni del ‘900 hanno portato a approfondimenti e risultati di grande valore, inizialmente nel campo della ricerca fonetica e poi nei diversi campi dell’uso del linguaggio, dalla sociolinguistica, alla linguistica computazionale, alla costruzione di data-base e di corpora, alle tecniche di analisi dei correlati neurali della produzione e della comprensione del linguaggio. La questione, oltre che rilevante per avere un’idea completa dello sviluppo degli studi linguistici nella seconda meta? del ‘900, e? avvincente in quanto mette in gioco sia il modo di pensare la linguistica da parte degli studiosi e degli istituti universitari sia la specificita? della formazione scientifica nel campo della linguistica.
In effetti la linguistica moderna, fin dal suo delinearsi con i filosofi del linguaggio del XVIII secolo, si orienta decisamente verso un’impostazione metodologica che combina la riflessione teorica, ereditata dalla grammatica ragionata di Port Royal e dal razionalismo seicentesco, con una componente empirica, che comprende tecniche di raccolta e di analisi dei dati. Non e? un caso quindi se una delle opere che piu? ispirarono la ricerca linguistica nella seconda meta? del settecento e? intitolata Traite? de la formation me?canique des langues et des principes phisiques de l’e?timologie; pubblicata da De Brosses nel 1765, presenta fra l’altro un tentativo di alfabeto fonetico ‘alphabet organique’, concepito come un sistema per registrare i meccanismi articolatori e come uno strumento per l’analisi etimologica. A differenza di quanto avverra? nella linguistica ottocentesca, i philosophes mirano a fissare i criteri di una ricerca linguistica nella quale i dati linguistici, il confronto fra lingue, la struttura morfosintattica delle lingue, sono ricondotti a principi di carattere teorico, nei termini cioe? del metodo applicato alle discipline scientifiche. Nicolas Beauze?e, nella sua Grammaire ge?ne?rale (1767) mette in luce il legame fra studio del linguaggio e studio dei fenomeni del mondo fisico e naturale, ritenendo necessario ‘traiter les principes du Langage, comme on traite ceux de la Physique, de la Ge?ometrie, ceux de toutes les sciences; parce que nous n’avons en effet qu’une Logique...’. In merito all’unificazione del metodo scientifico nei diversi campi del sapere e al rifiuto del dualismo tra fenomeni naturali e fenomeni mentali, che caratterizzano gli approcci cognitivisti, Chomsky osserva che ‘Un approccio naturalistico alla mente investiga gli aspetti mentali del mondo cosi? come facciamo con tutti gli altri, cercando di costruire teorie esplicative intelligibili, con la speranza di un’eventuale integrazione col nucleo centrale delle scienze naturali.’ Chomsky (2000, New Horizons in the Study of Language and Mind: 76).
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Voglio dire che una ininterrotta linea di pensiero collega il formarsi della linguistica scientifica con la linguistica attuale, sollecitandone i diversi interessi e le applicazioni nei diversi campi.
Il Congresso di Vercelli conferma l’importanza del legame fra la linguistica e la ricerca sperimentale. Accanto a campi tradizionali di analisi come quello fonetico che vede oggi al suo centro le problematiche del rapporto fra fonetica e fonologia (fonologia articolatoria, riconoscimento dei tratti del parlante, etc.) emergono settori nei quali l’utilizzo di modelli statistici e computazionali porta ad una piu? chiara comprensione dei fatti e all’individuazione di regolarita? e generalizzazioni. Un dominio di recente definizione riguarda l’analisi anatomo-funzionale tramite la risonanza magnetica e la tomografia a emissione di positroni delle aree della corteccia cerebrale attivate in corrispondenza di determinati compiti linguistici. L’attivita? cerebrale e? vista quindi come rappresentazione di processi e strutture linguistiche. E? di questo che ci ha parlato nella prima comunicazione Andrea Moro, presentando prove a favore dell’esistenza di correlati neuronali specializzati per il linguaggio umano. Le conclusioni di Tullio De Mauro hanno aggiunto a questo contesto le riflessioni di un linguista che accompagna la riflessione sulla struttura delle lingue con una particolare sensibilita? per il rapporto fra lingua e storia sociale e fra lingua, scuola e cultura. Le considerazioni di De Mauro ribadiscono in sostanza l’importanza di una formazione specialistica nell’affrontare i fenomeni linguistici, che si riflette anche nelle modalita? e nella concezione stessa di un’educazione linguistica adeguata.
Le relazioni di Vercelli ci hanno ricordato che la linguistica si apre inevitabilmente ad applicazioni sperimentali e attrae necessariamente metodi di analisi strumentale proprio per la natura composita del fenomeno linguistico: il linguaggio implica strutture neurali, meccanismi articolatori e uditivi, il riconoscimento del segnale, il riconoscimento del significato, l’interpretazione; il suo uso e? disponibile per l’applicazione di procedure esterne di tipo sociologico, tramite procedimenti di misurazione e di computazione informatica e statistica. Il Congresso ha proposto anche un altro importante aspetto, che tocca la vita stessa della Societa?, mettendo in evidenza la numerosa e vivace partecipazione di giovani studiosi e ricercatori. Questo significa che i temi affrontati sono oggetto di un’attenzione diffusa fra i linguisti e in particolare fra le nuove generazioni di studiosi, che si avvicinano a temi classici, come la sintassi, la ricostruzione etimologica, la genealogia linguistica con strumenti nuovi e originali. Significa anche che la Societa? sa interpretare con intelligente apertura i diversi interessi che alimentano la nostra disciplina.
Leonardo M. Savoia
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CIRCOLARE N. 195/SEGRETARIO

Cari soci,
a partire da questo numero il bollettino viene parzialmente rinnovato, sia nella veste grafica, sia attraverso l’inclusione di contributi riguardanti la vita e la storia della societa?, le attivita? dei suoi gruppi, le iniziative nazionali e internazionali rilevanti per il settore della linguistica e dell’educazione linguistica. In questo modo la societa? spera di incontrare e soddisfare le aspettative e gli interessi di tutti i suoi soci.
Con un cordiale saluto,
Elisabetta Jezek
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RIFLETTENDO SU “LINGUISTICA E MODELLI TECNOLOGICI DI RICERCA”

di Tullio De Mauro
1. Il consuntivo dei lavori di questo quarantesimo congresso internazionale della Societa? di linguistica italiana non puo? non partire da un primo dato esterno. A Vercelli e? stata certamente significativa la partecipazione di studiosi maturi o anziani, dal decano delle tecnologie informatiche applicate al linguaggio, padre Roberto Busa, ad Andrea Moro o Pier Marco Bertinetto, ma, senza nulla togliere loro (e senza lamentare l’assenza di parecchi seniores) saliente e? stata la presenza e ricchezza di contributi che, con le comunicazioni e i poster, sono stati prodotti da gruppi di studiosi giovani, talora giovanissimi.
Un secondo tratto e? la forte internazionalita? di ispirazioni, riferimenti, sbocchi dei diversi contributi. Chi, aetatis causa, ha seguito il cammino della SLI dai suoi esordi, non puo? che rallegrarsi di entrambi questi tratti, della loro vivace persistenza. E’ stato un impegno primordiale della SLI combattere la gerontocrazia dell’accademia italiana e impegnarsi nell’offrire anche ai piu? giovani l’opportunita? di misurarsi in una discussione tra pari con i piu? esperti. Una ventina d’anni fa qualcuno, e non con intenzioni benevole, defini? la SLI una “nave scuola” ovvero, aggiunse sarcasticamente, “dilettanti allo sbaraglio”. Se riusciremo a raccogliere in un DVD il corpus dei nostri congressi e convegni, si vedra? che “dilettanti allo sbaraglio” furono, a lor tempo e per fare solo qualche nome, Raffaele Simone e Francesco Antinucci, Guglielmo Cinque e Anna Thornton, Rene? Amacker e Annarita Puglielli, Rosanna Sornicola e Franco Lo Piparo, Domenico Parisi e Stefano Gensini. Si potrebbe continuare. Non credo che la SLI debba pentirsi di questa sua funzione. Quanto all’internazionalita?, si tratta per la SLI di un dato genetico, fissato dallo statuto, ma ancor piu? consolidatosi in re per gli apporti di non italiani al costituirsi stesso della societa?, e, inoltre, naturalmente, sia per la partecipazione di studiosi stranieri ai congressi sia per la qualita? intrinseca dei contributi che nel loro intrinseco non hanno mai badato a confini nazionali.
Un terzo tratto colpisce nei lavori portati a questo convegno. A considerarlo, ci si sposta verso il cuore delle questioni trattate. Definirei questo tratto con l’endiadi realismo e cautela. A mio avviso questo e? un “carattere originario” della intera linguistica italiana, almeno della migliore e piu? degna di memoria. Ho avuto occasione di accennarne altrove, cogliendolo nell’ala generativista dei nostri studi italiani, ma si puo? e deve risalire anche piu? indietro, alle modalita? della stessa ricezione ascoliana della vergleichende Sprachwissenschaft, all’accettazione fortemente reinterpretativa dell’ispirazione crociana nel primo Pagliaro (poi marcatamente discostatosi piu? di altri), in Devoto e Terracini, alla ricezione dello strutturalismo e, poi, del generativismo. L’adozione di un punto di vista teorico in generale non ha prodotto fenomeni di obnubilazione, accecamento, ingenua o furbesca scotomizzazione di fronte a dati linguistici repugnanti con le teorie di volta in volta privilegiate. Ebbene, mi
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pare di potere e dovere rimarcare che nei contributi al congresso vercellese non si registrano quei fenomeni di tecnodipendenza e metododipendenza che sono spesso il portato dell’adozione di nuovi potenti strumenti e nuove connesse procedure di analisi.
Realismo e cautela emergono con speciale evidenza proprio dove ci si spinge fino alle frontiere estreme delle pregresse conoscenze linguistiche seguendo le due direzioni che a me paiono piu? promettenti nell’uso delle tecnologie nella ricerca: (1) le tecniche affinate di registrazione dell’attivita? verbale, collegate al calcolo computerizzato, e in particolare la brain imagery, il ricorso a immagini del cervello mentre e? attivo in funzione della ricezione e produzione linguistica, ricorso ora visibile grazie alla PET (la tomografia a emissione di positroni) e alla fMRI (functional magnetic resonance imaging); (2) lo sfruttamento della potenza di information retrieval e di calcolo che con procedure largamente automatiche permette di piegare alle domande della linguistica gli immensi patrimoni della rete.
2. Il cervello: gia? negli ormai remoti prodromi, con W.G. Penfield e L. Roberts, lo studio del ruolo linguistico del cervello ha sempre rimarcato due aspetti: la complessivita? semiotica dell’attivita? linguistica cerebrale e la complessita? dell’interazione di aree e circuiti cerebrali, memoriali e sensomotorii, nella ideazione, produzione, ricezione e comprensione di enunziati.
Con la cautela anzidetta, richiamata con forza da Mirko Grimaldi nella presentazione del suo poster, cio? trova conferma in diversi contributi. La presenza dell’attivazione di centri cerebrali multipli strettamente interagenti e? centrale nel lavoro di Valentina Bambini sulla comprensione di sensi metaforici. La nozione di “gesto articolatorio”, valorizzata da Cinzia Avesani e Mario Vayra (a cui forse varra? la pena di aggiungere la nozione di “gesto semantico” per studiare i modi di concretizzazione del Sinn o signifie? della lingua in concreta Bedeutung o signification nella parole) e rilevata nella dimensione cinematica con un sistema optoelettronico, fa da ponte teorico con la comprensione della connessione anche profonda tra gestualita?, motricita? corporea e atti linguistici produttivi e ricettivi, imitativi e non, studiati da Francesca Carota analizzando con la MEG (la magnetoencelografia) i processi cerebrali. E’ un punto che in modo stringente e? focalizzato negli studi sulla multimodalita? della comunicazione condotti da Emanuela Magno Caldognetto (assente purtroppo a Vercelli).
Percorsi di ricerca del genere fanno emergere con concretezza empirica le complesse interazioni tra cio? che la psicolinguistica russa chiamo? “attivita? verbale” (la realta? linguistica in tutte le sue dimensioni) e il planning e l’esecuzione di attivita? motorie e gestuali: acquistano nuove possibilita? di implementazione e verifica le ipotesi sul nesso tra significati e, piu? in genere, forme linguistiche e i “manual concepts”, le concettualizzazioni manuali postulate dall’antropologia americana gia? a fine
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Ottocento su cui, per la verita? senza gran successo tra altri linguisti, cerco? di richiamare l’attenzione il linguista e musicologo Gyula Re?ve?sz.
Alla constatazione di una complessita? intrinseca della materia linguistica non si sottrae neanche chi come Andrea Moro e? proteso nella ricerca e identificazione di vincoli cerebrali limitanti a monte la selezione di grammatiche possibili, un numero sterminato anche nella prospettiva generativista come ha mostrato Guglielmo Cinque calcolando le possibili combinazioni di parametri generativi.
Nel lavoro di Francesca Carota si ricorda la presenza attiva dei mirror neurons, i neuroni specchio di Rizzolatti, nell’area di Broca: anche le analisi cerebrali riportano in primo piano il parlante reale e il ruolo linguistico fondativo (non limitato al solo lessico) dell’interazione sociale e della ancor pochi anni fa bandita imitazione, il cui suo ritorno e? del resto evidente anche in altri contributi, per esempio nelle ricerche lessicosintattiche pisane di Pier Marco Bertinetto, Alessandro Lenci e Sabrina Noccetti o ancora di Lenci e Alessandra Zarcone. Con queste passiamo all’altra direzione su cui si muove la ricerca linguistica utilizzando le piu? nuove tecnologie.
3. Prima ancora che la potenza di calcolo dei mezzi informatici, una novita? per la linguistica, come altrove ho gia? avuto occasione di rammentare, e? stata cio? che il computer, come anche l’informatica “povera”, comunque richiede al linguista: l’esplicitazione completa e non ambigua, la precisazione univoca e la formalizzazione di categorie e termini che tradizionalmente potevano essere evocati in modo incompleto, senza troppe precisazioni, senza le determinazioni formali necessarie alla loro immissione in un programma informatico.
Ma la potenza della strumentazione non e? certo irrilevante. Essa consente in via automatica la messa in rete e l’accesso a materiali testuali vastissimi, il reperimento di informazione e l’incrocio di informazioni. Vito Pirrelli con altri, Rachele De Felice e Stephen G. Pulman, Malvina Nissim e Johan Bos mostrano come siano possibili risultati inediti attraverso l’analisi di corpora estesi decine, centinaia, milioni di occorrenze. Vecchie questioni si avviano a soluzione in prospettive nuove: per esempio la identificazione ed eliminazione di forme fantasma nei testi greci e il congiunto studio d’insieme delle oscillazioni formali; oppure la identificazione dei limiti del recupero di informazioni dalle treebanks e la congiunta identificazione di casi non decidibili (Francesco Cutugno e Leandro D’Anna).
Ma la potenza della strumentazione informatica, l’accesso a masse di dati di dimensioni inedite, la possibilita? di incrocio di interrogazioni intelligenti aprono le porte a studi che appena ieri potevano poggiare solo su fragili basi empiriche o su intuizioni. Tali la presa in carico della realta? dei parlanti e delle esecuzioni linguistiche reali, da cui emerge la non piu? celabile complessita? dei fenomeni e dell’intreccio di variabili e livelli dell’enunziazione produttiva e della sua ricezione e comprensione.
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Al riconoscimento della multimodalita? della comunicazione linguistica e della interazione di livelli stratificati pare accompagnarsi in diversi contributi l’abbandono di modellizzazioni fondate su una logica binaria, su classi in rapporto di esclusione, a favore dell’adozione di criteri plurimi nella sistemazione dei risultati delle analisi e, quindi, a favore del ricorso a gradienti che ordinano i fatti nella loro complessita?.
Il rassicurante (per alcuni) sposalizio con una teoria unica onniesplicativa con una unica metodologia di analisi pare ora in crisi. La dovizia di dati e di possibili interrogazioni facilita la produzione di rappresentazioni diverse di fatti del medesimo ordine. Colpisce in molti contributi che l’accento, il focus, dalla mera rappresentazione assunta pregiudizialmente come ottimale si sposti proprio verso il confronto critico tra rappresentazioni diverse, diverse metalingue simboliche utili per individuare e descrivere i fenomeni: interessanti da questo punto di vista appaiono i contributi dati da Cristina Bosco, Marco Aldo Piccolino Boniforti, Rodolfo Del Monte e Max Hadersbeck, Franco Cutugno, Giovanna Marotta ed Elena Sardelli, Simonetta Montemagni, Alessandro Mazzei e Vincenzo Lombardo, il poster di Andrea Velardi e Alessio Plebe e appare il contributo, accortamente critico e problematico, di Andrea Moro.
Nel dar conto di un’analisi non dipingiamo una realta?, ma la cartografiamo secondo scale e proiezioni precisabili e non necessariamente incompatibili, anzi ben utilizzabili alternativamente a seconda delle diverse finalita?. Non e? una teoria quella che si viene delineando, ma certo sta sopravvenendo un’atmosfera diversa, in cui interessa cogliere criticamente limiti e possibilita? dei diversi tipi di rappresentazione.
Si lega all’affermarsi di quest’atmosfera diversa e alle potenzialita? di ricerca delle nuove tecnologie il nuovo diffuso interesse per approcci statistici e probabilistici (Baroni, Guevara, Pirrelli; Cutugno, D’Anna; De Felice, Pulman; Lenci e Zarcone) al fine di reperire e capire tendenze, ordini e, anche, dove davvero si riscontrino, eventuali vincoli rigidi. Da gendarme che arresti e spenga altri approcci di ricerca la teoria e? spinta ad assumere il ruolo di critica, giustificazione e sistemazione di rappresentazioni che risultino adeguate e di critica e, se cosi? posso dire, di pulizia dei termini delle formalizzazioni possibili.
4. Soltanto alcuni lavori (Valentina Bambini a proposito dei processi cerebrali connessi a significazioni metaforiche, Pier Marco Bertinetto, Alessandro Lenci e Sabrina Noccetti a proposito delle strutture tempo- aspettuali, Lenci e Zarcone a proposito delle classi azionali, Nissim e Bos a proposito del valore degli aggettivi) hanno preso di petto i problemi delle relazioni tra i significati generali che una lingua prevede per parole e frasi e le significazioni in contesti e cotesti determinati. Ma gia? quel che accertano lascia intravedere che la semantica potrebbe essere a una svolta integrando procedure di calcolo automatico, prospettive probabilistiche e in un domani gia? cominciato analisi encefalografiche.
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Tradirei il mio compito di relatore consuntivo se mi dilungassi troppo su questo tema, richiamando punti di vista altri rispetto alle tematiche effettivamente trattate dai contributori al convegno. Ma, ripeto, le direzioni d’uso delle tecnologie cui accennavo all’inizio consentono di vedere che la semantica lessicale e frasale e? a una svolta promettente. Si intravedono nuove strade perche? la semantica passi dal largo ricorso a intuizioni introspettive ad analisi suffragate da dati empirici. Proprio nei giorni in cui si svolgeva il congresso di Vercelli nasceva a Roma un’associazione e gruppo di lavoro “Senso comune” col concorso della Fondazione IBM e con l’apporto di studiosi di informatica, teoria dell’informazione e linguistica che ci dira? coi fatti se cio? che a Vercelli si e? intravisto e? solo un desiderio o una concreta realta? di ricerca.
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XII EURALEX CONGRESSO INTERNAZIONALE DI LESSICOGRAFIA TORINO, 6-9 SETTEMBRE 2006

di Elisa Corino, Carla Marello, Cristina Onesti*
1. EURALEX XII: L’Associazione Europea di Lessicografia per la prima volta in Italia
L’Associazione Europea di Lessicografia EURALEX ha tenuto il suo XII congresso per la prima volta in Italia a Torino dal 6 al 9 settembre 2006. Torino, capitale del regno multilingue dei Savoia, ha sempre avuto una forte tradizione lessicografica, ed e? percio? una sede adatta a ospitare iniziative collegate alla produzione di opere di riferimento. Le case editrici piu? note della citta?, fra cui Loescher, Paravia, Petrini, Rosenberg & Sellier, e la UTET, pubblicavano dizionari ed enciclopedie due secoli fa e ne pubblicano tuttora di innovativi, sia cartacei che informatizzati.
I precedenti congressi EURALEX si sono svolti con cadenza biennale a partire da Exeter, luogo di fondazione dell’Associazione nel 1983, a Zurigo, Budapest, Malaga, Tampere, Amsterdam, Go?teborg, Liegi, Stuttgart, Copenhagen e Lorient. EURALEX riunisce 260 membri individuali, prevalentemente di paesi europei, ma non solo, e membri istituzionali costituiti da dipartimenti universitari, centri di ricerca lessicografica, case editrici di dizionari, produttori di software per il trattamento delle lingue naturali. Nei congressi il temario prevede sempre: lessicografia e lessicologia computazionale; redazione di dizionari; resoconti di progetti lessicografici e lessicologici; lessicografia bilingue; lessicografia specializzata; terminologia e terminografia; uso dei dizionari; aspetti della fraseologia e delle collocazioni che abbiano un interesse lessicografico; aspetti lessicologici che abbiano un interesse lessicografico.
Per il temario del congresso italiano gli organizzatori locali, cioe? il Dipartimento di Scienze letterarie e filologiche e la Facolta? di Lingue e letterature straniere dell’Universita? di Torino, affiancati dall’Accademia della Crusca, hanno voluto portare al primo posto la lessicografia storica ed etimologica. Si e? voluto in tal modo segnalare, come ha fatto il Presidente dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, nella relazione plenaria d’apertura, che la lessicografia storica e? profondamente moderna, poiche?, tracciando la storia delle parole attraverso il loro uso in contesti scritti, e? una forma di lessicografia a partire da corpora. Non solo, ma l’edizione elettronica consultabile in rete (www.accademiadellacrusca.it/biblioteca_virtuale.shtml) delle cinque edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca, presentata dalla comunicazione di Fanfani e Biffi (p. 409), dimostra che il
*Questo resoconto del Convegno EURALEX e dei suoi Atti (Proceedings XII EURALEX International Congress, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 2006, 2 voll., pp. 1288) e? stato pensato dalle tre curatrici nello stesso modo in cui hanno proceduto alla cura del volume degli Atti: massima collaborazione e coordinazione, ma anche, data la mole di scritti da trattare, suddivisione dei compiti. Percio? Carla Marello ha scritto il primo paragrafo, Elisa Corino il secondo, Cristina Onesti il terzo.
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Vocabolario, dopo aver costituito un modello per i dizionari monolingui dell’Europa secentesca, e? nuovamente all’avanguardia.
Gli organizzatori, forti della presenza in loco della redazione dell’Atlante Linguistico Italiano, hanno voluto anche inserire il tema Dizionari dialettali e atlanti linguistici, perche? in questi campi la lessicografia fatta in Italia vanta imprese di tutto rispetto, che non hanno mancato di impressionare i lessicografi stranieri, in particolare quelli che solo ora si affacciano alle problematiche della registrazione estesa delle varianti regionali nei dizionari delle rispettive lingue nazionali.
Scopo dell’ospitare il congresso EURALEX in Italia era far conoscere a un maggior numero di lessicografi italiani e utenti di dizionari italiani le avanguardie della ricerca e della pratica lessicografica europea, ma anche, viceversa, far conoscere ai membri EURALEX, che in gran parte si occupano di lessicografia monolingue delle rispettive lingue e di lessicografia bilingue con l’inglese, i risultati a cui sono pervenute le lessicografie dialettali e di lingue neolatine. I soci di EURALEX avevano avuto un assaggio di questo intento attraverso un numero monografico (no. 4, 2005 a cura di Carla Marello) della maggiore rivista di lessicografia oggi esistente, l’International Journal of Lexicography.
Peculiarita? dell’Associazione Europea di Lessicografia e? quella di chiedere agli organizzatori del congresso di preparare e stampare gli Atti prima del congresso, cosi? che i partecipanti possano dedicare piu? tempo alla discussione, avendo gia? scorso il contenuto dei contributi che li interessano, e soprattutto possano meglio scegliere fra le relazioni che si svolgono in parallelo.
Questa possibilita? si e? rivelata particolarmente utile in questo congresso torinese visto l’alto numero delle proposte di relazione presentate (250; la piu? alta mai registrata finora nella storia di EURALEX): dopo un’accurata selezione, effettuata da piu? di cento valutatori con il sistema della valutazione dei contributi in versione anonima, sono state scelte 150 comunicazioni. Il programma, articolato su quattro giorni, era costituito da quattro sessioni parallele per ogni mezza giornata, due tavole rotonde, una sessione di poster e tre relazioni plenarie. Ciascun contributo nella versione a stampa non supera le 10 cartelle, ma nel complesso i due volumi di Atti raggiungono la quantita? di pagine (1288) che ha attualmente un dizionario italiano monolingue in un volume!
Va detto che, prima ancora d’aggirarsi fra le sessioni consultando i voluminosi atti, i congressisti avevano potuto scegliere le presentazioni da seguire leggendo gli abstract di circa 150 parole messi a disposizione, fin dal luglio 2006, on line sul sito www.euralex2006.unito.it.
A questi riassunti, tuttora consultabili in rete, nel sito sopra riportato, e in seguito, quando il sito del congresso sara? chiuso, nel sito dell’associazione www.euralex.org, rimandiamo i lettori di questo resoconto per l’indicazione completa del titolo, degli autori e delle istituzioni per cui lavorano e per l’indirizzo di posta elettronica, nel caso li volessero contattare. Infatti le segnalazioni contenute in queste pagine sono per forza di cose succinte,
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avendo come principale scopo informare i soci della Societa? di linguistica italiana – che, insieme all’Associazione per la Storia della lingua italiana, ha dato il suo patrocinio scientifico alla manifestazione – degli argomenti trattati nel congresso.
Le comunicazioni riguardano 35 lingue naturali, dall’estone allo zulu, e sono raggruppate in capitoli dai titoli corrispondenti ai punti del temario. L’ambito Lessicografia e lessicologia computazionale contiene contributi che potrebbero in molti casi essere distribuiti sotto gli altri capi; la sezione Redazione di dizionari e quella speculare Uso di dizionari, contengono contributi che potrebbero andare sotto Dizionari bilingui e cosi? via. I contributi di solito hanno un taglio che riguarda soprattutto l’argomento in cui sono stati inseriti sulla base dell’indicazione degli autori e del parere dei valutatori.
Due sottosezioni raggruppano gli interventi delle tavole rotonde, una dedicata ai dizionari bilingui e l’altra alla lessicografia specialistica. Il meccanismo della tavola rotonda durante il congresso ha permesso di avere un pubblico ampio come quello delle relazioni plenarie e una discussione piu? estesa. L’effetto del raggruppamento negli Atti a stampa e? minore, ma ugualmente significativo, perche? tiene fisicamente vicine relazioni riguardanti dizionari bilingui di lingue meno studiate, o contributi su dizionari specialistici, che condividono problemi - e talvolta metodologie di lavoro - degni di essere conosciuti anche da parte di chi si occupa delle lingue piu? note.
Rispetto ai dizionari bilingui di lingue entrambe molto conosciute, i dizionari che riguardano coppie di lingue come italiano e svedese (Bardel), italiano e hindi (Sharma), italiano e galiziano (Sanmarco), estone e francese (Chalvin-Mangeot), giapponese e sloveno (Erjavec et al.), inglese e sloveno (Sorli), hanno rinunciato all’idea di servire entrambe le comunita? e sono anche meno condizionati dalle costrizioni di spazio e costo perche? in formato elettronico.
Da un lato l’uso di piattaforme elettroniche per fare i dizionari permette di conservare traccia dei vari contributi e cambiamenti; dall’altro, cioe? dalla prospettiva dell’uso di dizionari, averli on line consente di monitorarne la consultazione, cosi? da poterli migliorare.
Maria Teresa Zanola, nell’introduzione alle relazioni raggruppate nella tavola rotonda dedicata alla terminologia, osserva che sono necessarie sia la competenza relativa ai concetti degli ambiti specialistici, sia la competenza testuale per produrre strumenti terminologici utili per utenti di diversa provenienza: il contributo italiano alla sezione descrive il Thesaurus Italiano di Bioetica di M. Della Seta, F. Napoletani, S. Pizzarelli e E. Poltronieri.
La relazione plenaria di Tullio De Mauro tratta di rapporti tra lessico e grammatica, mirando a sottolineare come chi impara a usare una parola impara (1) la fonologia collegata alla pronuncia, (2) il gruppo di significati di parole correlate, (3) la grammatica e la morfologia che ogni parola porta
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con se?, compreso il suo potenziale di combinazioni sintagmatiche e di distribuzione.
La terza relazione plenaria, quella di Jean Aitchinson, parla della grande influenza che i titoli di giornali inglesi esercitano sulla lingua: un lessicografo non puo? trascurare questa fonte. I titoli hanno un loro tipico stile: i titoli della prima pagina fanno vendere il giornale. Una caratteristica marcata dei titoli di giornale britannici sono le sequenze di nomi che costituiscono l’intero titolo, come in ALISON MURDER CHARGE, o lo costituiscono in gran parte, come in CAR MURDER HUBBY CAGED.
Durante il congresso, alla relazione di De Mauro e? seguita la visita al neonato archivio della Fondazione Battaglia, entrato a far parte dell’Archivio di Stato nella sua sede di via Piave 21 a Torino. Si tratta di un fondo che, con i suoi cinque milioni di schede, costituisce una novita? nel panorama mondiale. E? raro che le redazioni dei grandi dizionari possano conservare i loro spogli: ora che tutto viene fatto su computer appare piu? semplice, ma altrimenti le schede cartacee sono di solito buttate una volta che il dizionario e? stampato. Le schede in archivio riportano esempi tratti da un’attivita? di spoglio manuale di migliaia di volumi di autori e di testi dalle origini della lingua italiana fino ai giorni nostri, ma provengono anche dai libri di commercio dei mercanti fiorentini del Trecento e dai verbali del Consiglio di Amministrazione della Fiat, fino ai piu? recenti articoli di quotidiani e periodici.
Sta prendendo forma il progetto di costituire un comitato scientifico di “amici del Battaglia” (formato da lessicografi, linguisti, storici della lingua, scrittori) che identifichi linee di ricerca e di approfondimento di determinati aspetti e momenti della lingua italiana: dal linguaggio delle scienze e delle tecniche a quello della poesia e della letteratura contemporanea, al lessico “materiale”. Il fatto che questo Archivio sia a disposizione degli studiosi e che ci sia il progetto di valorizzarlo ci pare un’ulteriore non trascurabile testimonianza della vitalita? degli studi di lessicografia in Italia.
La visita all’Archivio ha suggerito consimili iniziative di conservazione ai rappresentanti stranieri delle redazioni delle case editrici di dizionari presenti al convegno. Di solito pero? le case editrici vengono ai convegni EURALEX per presentare materiali nuovi, accompagnano autori che discutono animatamente con autori di opere analoghe presso altre case editrici e portano ai congressi un’impagabile nota di concretezza. Cosi? e? stato anche a Torino, dove alla esposizione di dizionari gli editori italiani Loescher, Zanichelli, Garzanti, Utet, Rizzoli, Paravia hanno portato la loro produzione recente e l’hanno mostrata a fianco di quella di editori come Langenscheidt, Kernermann, van Dale.
E? tuttavia doveroso notare che una delle novita? piu? interessanti per la lessicografia bilingue italiana, il Grande Dizionario Elettronico Italiano- Neerlandese/Neerlandese-Italiano, presentato in un contributo dall’autore Vincenzo Lo Cascio, e? pubblicato dall’autore stesso come accadeva nel Settecento e nell’Ottocento.
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2. Uso dei dizionari nell’apprendimento autonomo delle lingue e nella didattica
Molti dei contributi presenti negli Atti contengono spunti interessanti per la didattica delle lingue e per l’uso dei dizionari nella pianificazione delle lezioni e nella preparazione dei materiali didattici.
Un insegnante deve insegnare ai suoi allievi come si utilizzano i dizionari, ma deve essere anche pienamente cosciente sia delle strutture che compongono le voci lessicali, sia dei processi che concorrono alla creazione del dizionario stesso (ben illustrati da Atkins e Grundy, p. 1097), per evitare di scegliere un dizionario inadatto ai propri allievi per lemmario e articolazione dell’informazione all’interno delle definizioni.
Se il docente non mette in guardia gli allievi circa i rischi di un uso sbagliato dello strumento, sussiste il pericolo di incorrere in situazioni paradossali come quella descritta da McCreary-Amacker (p. 871): i due sono giunti alla conclusione che la scarsa attitudine alla consultazione del dizionario da parte degli studenti dei college americani, dovuta all’assenza di un insegnamento mirato, fa preferire anche per i madrelingua l’uso di un dizionario per apprendenti (il Macmillan English Dictionary for Advanced Learners (MEDAL)).
Nella scelta di un dizionario e? dunque fondamentale non solo il controllo del lemmario, ma anche l’analisi di come le definizioni sono costruite ed espresse, della quantita? di grammatica che e? presente nelle definizioni (morfologia e sintassi ad esempio sono due aspetti della lingua che i dizionari non dovrebbero trascurare), degli esempi dati (costruiti o tratti da materiali autentici).
Riguardo al problema definitorio, Lew-Dziemianko (p. 857) analizzano l’efficacia delle definizioni di alcuni nomi astratti che utilizzano una when- definition (es. quasant noun [U] when you cannot make a decision) nell’ambito dell’insegnamento dell’inglese a polacchi. Similmente Rundell (p. 323) riprende il concetto di Full Sentence Definition (FSD), come nell’es.: “confide: If you confide in someone, you tell them a secret”, e ne esamina i pro e i contro, soprattutto in un’ottica di insegnamento/apprendimento delle lingue. Il fatto che le FSD non siano state universalmente adottate dai lessicografi suggerisce la presenza di difetti strutturali importanti: se da una parte le FSD risultano piu? leggibili per la loro vicinanza con la prosa, dall’altra il fatto di contenere esse stesse il termine da spiegare puo? essere fonte di confusione. Inoltre la sintassi delle frasi ipotetiche richiede un buon grado di conoscenza della lingua; le FSD offrono contesti specifici in cui il termine puo? essere usato e ne trascurano altri, un apprendente puo? quindi essere indotto a pensare che l’esempio riportato sia l’unico possibile. Questo e? particolarmente vero quando si tratta di dizionari per bambini, i quali sono costretti a trarre delle inferenze che spesso offuscano la comprensione del significato effettivo. Dopo aver paragonato le scelte del COBUILD a quelle di altri dizionari, Rundell offre delle utilissime linee guida per la scelta dell’uno
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o dell’altro tipo di definizione e quindi, implicitamente, fornisce agli insegnanti una chiave di lettura per la scelta dei dizionari in base alla struttura delle definizioni.
Il dizionario e? importante anche per le informazioni morfologiche. Grazie a una rinnovata permeabilita? tra linguistica (storica e generale) e lessicografia, la moderna lessicografia italiana dedica sempre maggiore attenzione ai problemi di formazione delle parole. I contributi di Dardano, Frenguelli, Colella (p. 1115) e Sgroi (p. 1181) offrono spunti interessanti, attraverso osservazioni sulle informazioni etimologiche e sui meccanismi di formazione delle parole, per l’uso del dizionario nell’insegnamento dell’italiano. Colombo nel suo contributo (p. 147) mostra MorFo, un software online (www.artifara.com/morfo) che riconosce nelle parole i morfemi di una lista prestabilita.
E? importante tanto mettere l’accento sul dove e come cercare una parola prefissata o composta (sotto il lemma da cui deriva, cercando il primo o il secondo elemento di composizione, come lemma autonomo...), quanto sottolineare le informazioni morfosintattiche che seguono il lemma o le possibili funzioni che un morfema compositivo o derivativo puo? avere (soprattutto in un universo linguistico-terminologico in continuo e veloce mutamento come quello di oggi, dove, in campo tecnologico in particolare, assistiamo alla quotidiana e crescente formazione di neologismi che, come nota Sgroi, vengono analizzati sistematicamente solo da alcuni dizionari). Dardano et al. prendono in esame l’organizzazione gerarchica e il trattamento di derivati e composti nei lemmari dei dizionari italiani (tra i citati lo Zingarelli, il Devoto-Oli e il Gradit): lo Zingarelli ordina composti e derivati sotto il lemma da cui derivano, lo stesso trattamento e? riservato alle polirematiche, considerate alla stregua dei composti; il Gradit, invece, dedica una parte del lemmario ai composti e alle unita? polirematiche (altrove chiamate locuzioni) e ai confissi. Da entrambi gli articoli emerge una sostanziale disunione del panorama lessicografico italiano in rapporto sia alla terminologia da adottare, sia all’inventario degli elementi da lemmatizzare.
La precisione con cui si definiscono gli elementi varia a seconda del lemma e del dizionario e si notano discrepanze nel definire quali sono gli elementi di composizione e quali devono invece essere considerati affissi. Tale eterogeneita? nella trattazione emerge anche dal confronto dei calcoli riportati da Sgroi, calcoli relativi al numero di suffissi, prefissi, confissi, elementi di composizione, ecc. contenuto in ciascun dizionario.
A proposito di morfologia del verbo, vale la pena di ricordare il contributo di Tomatis (p. 343), che mette in guardia gli insegnanti dal fare troppo affidamento sulle informazioni riferite dai dizionari italiani circa la coniugazione verbale: la trattazione e? quanto mai eterogenea in alcuni dei dizionari oggi piu? usati e le informazioni possono talvolta essere addirittura fuorvianti.
Un gruppo di contributi e? dedicato all’insegnamento delle collocazioni e soprattutto a quanto possono servire i dizionari a tale scopo.
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Nell’articolo che riporta un studio pilota condotto su una piccola porzione della versione italiana dell’International Corpus of Learner English, ICLE, Aurelia Martelli (p. 1005) ci descrive i risultati emersi dall’analisi degli errori commessi da studenti di inglese di madrelingua italiana nell’uso delle collocazioni quando producono testi. Dai dati emerge che alcuni tipi di collocazione sono piu? soggetti a errori di altri: gli apprendenti italiani sembrano avere grandi difficolta? nelle formazioni aggettivo+nome e verbo+nome in collocazioni con un basso tasso di restrittivita?. La situazione si spiega con il fatto che libri di testo e insegnanti evidenziano ed enfatizzano le collocazioni ristrette, gli studenti sono dunque coscienti della loro esistenza, le memorizzano e spesso riescono a utilizzarle con successo nel contesto corretto, d’altra parte esiste un’ampia schiera di combinazioni che presentano un paradigma articolato di combinazioni possibili e che quindi lasciano ampio spazio all’influenza e all’interferenza della L1 degli apprendenti, specie se L1 e lingua di arrivo condividono un numero significati o di espressioni linguistiche che possono essere trasferite letteralmente da una lingua all’altra, con la conseguente instaurazione negli apprendenti di un fallace senso di sicurezza.
L’articolo di Philip (p. 895) mette in luce come il linguaggio figurato sia al servizio delle collocazioni e dei fraseologismi e propone interessanti spunti di riflessione per un trattamento piu? efficace e consapevole delle collocazioni all’interno dei dizionari bilingui per apprendenti (ESL e EFL). Tra le proposte piu? interessanti quella di pensare a una nuova disposizione degli elementi della metafora concettuale (come gia? in Moon, R. E. (2004), ‘On Specifying Metaphor: An Idea and its Implementation.’ International Journal of Lexicography 17, pp. 195-222), inserendo le informazioni nelle voci di entrambe le lingue e creando delle tavole con i dati sulla struttura sintattica della collocazione e sul linguaggio figurativo usato, sul modello dei dizionari monolingui.
Un notevole aiuto sul fronte delle collocazioni viene offerto dalle possibilita? che ci vengono messe a disposizione dall’elettronica e dallo sfruttamento delle nuove tecnologie.
Il contributo di Margarita Alonso Ramos (p. 909) da? una risposta al bisogno di ambienti di apprendimento on line per le collocazioni e analizza i punti di forza e di debolezza degli strumenti ad oggi disponibili per l’inglese, il francese e lo spagnolo LS. In primo luogo requisito fondamentale per uno strumento elettronico efficace e? la dinamicita?, peculiarita? che lo differenzia nettamente dal cartaceo. Dinamicita? vuol dire interfacce integrate che supportano dizionari che permettono la consultazione di corpora e prevedono una serie di attivita? didattiche appositamente studiate e che si traducono in una risorsa fondamentale non solo per la didattica frontale e la preparazione di materiali, ma anche per l’autoapprendimento.
Tuttavia il panorama attuale degli eserciziari dimostra che le possibilita? offerte dalla tecnologia non sono sfruttate appieno: gli esercizi disponibili sulle collocazioni sono per lo piu? legati ai vecchi modelli cartacei, mettono
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l’accento piu? sulla base che sul collocatore, difettano di indizi semantici che possano suggerire le sfumature di significato, non offrono spiegazioni sintattiche sulla struttura della collocazione, non offrono esempi autentici tratti da corpora.
Un primo passo avanti e? stato fatto da Alfalex, che prevede un feedback nella correzione degli esercizi e offre allo studente dei link a dizionari associati al programma per risolvere gli esercizi. Alonso Ramos ci illustra poi le caratteristiche del Diccionario de colocaciones del espan?ol (DiCE), vera risposta spagnola alle numerose carenze del panorama attuale: link a corpora e dizionari (per i quali rimandiamo ai §§ 3.2.2 e 3.2.3), moduli ed esercizi con feedback che includono descrizioni semantiche e sintattiche delle collocazioni, appositamente pensati per studenti di spagnolo LS, ma utilissimi anche per i madrelingua.
Per quanto riguarda la coppia italiano-tedesco un’ottima soluzione lessicografica al trattamento delle collocazioni e? offerta dal dizionario Giacoma-Kolb, Zanichelli-Klett 2001 (p. 967) in cui la veste grafica (parentesi graffe e grassetto per i collocatori; complementi dei verbi, avverbi e sostantivi che collocano un aggettivo e aggettivi che collocano un sostantivo in tondo; i soggetti dei verbi in corsivo) contribuisce a rendere riconoscibili partner lessicali che si combinano con il lemma rispetto alle altre informazioni della voce. Nella versione elettronica poi, dove le possibilita? di variazione grafica sono maggiori, i collocatori, oltre ad apparire in maiuscoletto tra parentesi graffe, sono contraddistinti dal colore marrone. Il dizionario offre una descrizione sia sintattica (le preposizioni che dipendono da verbi, sostantivi e aggettivi sono sempre espresse) che semantica delle collocazioni e non manca di inserire esempi calati in un contesto. E? utile anche a chi non insegna tedesco: la parte italiana puo? essere usata per creare esercizi sulle collocazioni italiane.
Verso lo sfruttamento delle nuove tecnologie si sono mossi anche i ricercatori dell’IdS di Mannheim, che hanno dato vita a Elexiko, un dizionario ipertestuale che e? al contempo una base di dati lessicali ordinata per classi di parole, per famiglie di parole o per campi semantici e che, a seconda delle necessita?, puo? essere interrogata in modo sistematico o separandone le componenti. Nel capitolo 5 degli Atti, Annette Klosa ne illustra il funzionamento dal punto di vista tecnico-computazionale, mentre nel capitolo 11 Petra Storjohann ne dimostra l’utilita? per gli apprendenti di tedesco (DaF) alla ricerca di sinonimi e contrari. L’approccio corpus-driven combinato con l’approccio corpus-based fa di Elexiko uno strumento aggiornato e basato su dati reali, in grado di presentare relazioni che dipendono dal contesto (gli esempi sono autentici e tratti da un corpus di giornali), incluso un sistema di riferimenti incrociati che mostra le relazioni semantiche, paradigmatiche, grammaticali e diacroniche tra i lemmi del dizionario.
Su un corpus, di tedesco scritto e parlato, si basa anche il dizionario di frequenza (le 4000 parole piu? frequenti del tedesco) citato da Erwin
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Tschirner (p. 1277). L’interesse del pubblico italiano per questo contributo si ritrova nel confronto dei dati del lessico di frequenza tedesco in relazione alla leggibilita? dei vari tipi testuali con i dati raccolti in De Mauro - Chiari, Parole e numeri. Analisi quantitative dei fatti di lingua (Aracne, Roma 2005) e nei risvolti didattici che tali dati possono avere, soprattutto per la costruzione di sillabi e materiali per l’insegnamento. Se poi si pensa che l’ultimo (e il primo) dizionario di frequenza su base empirica per il tedesco risale a piu? di 100 anni fa, ci rendiamo conto di come la ricerca lessicologica italiana sia all’avanguardia in questo settore. Per statistiche e osservazioni sulla relazione lessico fondamentale-leggibilita? dei testi e lessico fondamentale-libri di testo DaF rimandiamo al contributo (e in particolare a p. 1238).
Decidere cos’e? parte di un dizionario fondamentale e stilare un lessico di frequenze non e? importante solo nel campo dell’insegnamento della lingua straniera, ma si rivela importante anche nella costruzione di dizionari per bambini. Come gli apprendenti, i bambini posseggono un lessico in espansione eppur relativamente ristretto e hanno difficolta? a inferire i vari significati dai contesti in cui le parole sono calate, e? quindi conseguenza naturale che “i primi dizionari” abbiano notevoli affinita? con i dizionari per l’apprendente straniero. Ferlacka (p. 265) presenta un dizionario elettronico tarato sui testi narrativi rivolti ai bambini e ne propone l’uso anche per apprendenti di ESL/EFL, in quanto, come per i learner dictionaries tradizionali, e? creato a partire da materiali graduati e autentici ed e? corredato da figure e tavole esplicative.
L’importanza delle immagini come mezzo complementare alla spiegazione linguistica, come mezzo utile per soddisfare preferenze e bisogni degli apprendenti, riducendo le difficolta? metalinguistiche dei piu? piccoli, e? ribadita poi da Antypa et al. (p. 383) nell’articolo dedicato a un dizionario scolastico greco illustrato. Come molti altri dizionari per bambini anche questo adotta la struttura del COBUILD per le definizioni (all’insegnante decidere se la formulazione e? adatta ai propri allievi, cfr. Rundell), una lingua naturale, dunque, e contesti caratteristici in cui e? calata la parola in questione. Proprio gli esempi costituiscono una delle caratteristiche piu? innovative del dizionario: sul modello del francese Robert des Jeunes, gli autori hanno costruito esempi ad hoc, che ruotano pero? intorno alla stessa storia, introdotta all’inizio del dizionario, e agli stessi personaggi, cosicche? il bambino e? attivamente coinvolto nella lettura della spiegazione del lemma.
Le immagini sono infine parte integrante e fondamentale per la terminografia, come dimostrano Faber et al. nel loro contributo (p. 751): nel caso della lingua per specialisti, qui la lingua dell’ingegneria costiera, e? assolutamente necessario mescolare informazioni visive a informazioni linguistiche in senso stretto per rendere un concetto (per la discussione sulla terminografia rimandiamo anche ai contributi della tavola rotonda Terminology and Terminography).
Sierra et al. (p. 229) ci mostrano la faccia moderna dei dizionari onomasiologici, il loro corpus di DC (Definitional Contexts, frammenti testuali
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che danno informazioni rilevanti per l’individuazione di un termine) e? un esempio di come attualmente un corpus linguistico permetta di passare dalla forma per arrivare al senso. Il procedimento che rende possibile il passaggio e? qualcosa da tempo conosciuto e sfruttato dalla tradizione della didattica delle lingue quando si chiede a uno studente (per lo piu? adulto e sempre piu? spesso nell’ambito delle “Lingue per studiare”) di fornire una parafrasi o semplicemente una spiegazione del concetto che vuole esprimere, per poi arrivare alla definizione della forma del concetto ed eventualmente alla costruzione di glossari personalizzati.
Molti sono i progetti illustrati negli atti di EURALEX XII che mirano o che hanno portato alla creazione di glossari e lemmari personalizzati scelti dagli studenti stessi (uno fra tanti e? JaSlo, per cui si veda Erjavek et al., p. 611). Accade pero? che gli insegnanti rinuncino a creare glossari ordinati per discipline o argomenti, in parte perche? gli strumenti tradizionali per raccogliere i dati, i dizionari cartacei ad esempio, sono costosi e poco pratici, e spesso non contengono dati linguistici recenti ne? autentici, in parte perche? la preparazione del materiale richiederebbe una mole di lavoro e un impiego di tempo piuttosto consistente. Dove cercare allora? La risposta piu? ovvia e? il web e lo strumento adatto allo scopo e? WebBootCat, un instant tool (Baroni et al. p. 123) che permette di usare la rete per produrre corpora specialistici e annotati per tutte le lingue in modo facile e veloce grazie allo Sketch Engine.
Esistono poi delle raccolte gia? pre-fabbricate che ordinano il lessico in reti di campi semantici e ontologie: e? il caso di WordNet (citato tra gli altri in Pala-Horak, Ferlacka, Haja et al., Verlinde et al., Wanner et al.), raccolta di nomi e aggettivi, e di VerbNet, il corrispettivo strumento che raccoglie i verbi. Kipper et al. (p. 173) in particolare sottolineano i numerosi benefici che derivano dall’uso di VerbNet, recentemente esteso a numerose altre classi di verbi rispetto al progetto originario del 1993. Per un insegnante lavorare con le ontologie vuol dire attingere a un patrimonio lessicale gia? organizzato e organicamente descritto: VerbNet in particolare si rivela strumento prezioso per risalire alla descrizione dei ruoli tematici, delle restrizioni sintattiche e argomentali e della semantica dei verbi e puo? essere consigliato anche come ricco strumento di consultazione per l’autoapprendimento.
D’altra parte i verbi sono oggetto di studio privilegiato per la didattica, poiche? attorno ad essi e alla loro valenza ruotano la sintassi e la semantica della frase e conoscere tali caratteristiche e? fondamentale per un apprendente (ma anche per un madrelingua!). A differenza dei dizionari valenziali che spesso risultano troppo astratti per rispondere ai bisogni pratici e immediati degli apprendenti (ci si rivolge in questo caso ai principianti), Eldit (www.eurac.edu/eldit), dizionario elettronico italiano-tedesco realizzato all’EURAC di Bolzano, adotta un approccio semplice e diretto che fa uso di una grafica lineare e trasparente, che si serve di colori e frecce per illustrare la valenza verbale con una metalingua semplificata ed esempi. Da segnalare anche il contributo di Elisabetta Jezek (p. 1169) che, partendo dai quadri
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valenziali del dizionario monolingue italiano Sabatini–Coletti 2006, tratta di come migliorare l’inserimento delle strutture argomentali e dei pattern verbali nei dizionari monolingui.
3. Oltre la parola: il trattamento delle collocazioni
La tematica delle collocazioni negli Atti e? affrontata con risultati di alto livello anche da prospettive rigorosamente teoriche.
? Frantis?ek Cerma?k (p. 929) illustra lucidamente sette parametri per la
classificazione ed il trattamento delle collocazioni nei dizionari. Le collocazioni non sono ancora presenti in tutti i dizionari, nonostante un encomiabile lavoro di acquisizione all’interno delle glosse di quelli piu? recenti; sebbene aumentino gli approcci, sia teorici che pratici, per l’analisi delle collocazioni, non e? ancora idea universalmente condivisa, nota l’autore, che i dizionari, prodotti di tipo tradizionalmente paradigmatico,
debbano contenere anche informazioni sintagmatiche sulle parole. Un primo problema emerge sin dall’identificazione delle collocazioni, per la quale e? possibile affidarsi a corpora o basarsi su intuizioni dei parlanti da un punto di vista che potremmo definire “psicologico” (con lo svantaggio pero? di osservazioni soggettive, soprattutto rispetto ai casi piu? ambigui). Questa la prima distinzione proposta, alla quale seguono poi quelle tra (2) parole funzionali e parole grammaticali, (3) polisemiche o monosemiche, (4) frequenti o infrequenti, (5) collocazioni ristrette o larghe, (6) stabili o instabili, (7) combinazioni regolari o irregolari, dedicando un’ulteriore attenzione al ruolo della valenza e dipingendo un quadro completo delle problematiche legate alle collocazioni e ad una nozione generale di
“collocabilita?”. Interessante notare con Cerma?k che i termini polisemici ricevono
?
maggiore attenzione nel trattamento lessicografico e, in secondo luogo, che le parole piu? frequenti presentano tendenzialmente un maggiore numero di collocazioni: numerose parole a bassa frequenza presentano allo stesso tempo una ristretta collocabilita? ed il loro uso e? pertanto difficile da dedurre dalle informazioni di un dizionario. Frequenza e polisemia delle parole sembrano piuttosto simili nella loro distribuzione e piu? o meno direttamente proporzionali alla loro collocabilita?.
I dizionari inoltre non si occupano generalmente di valenza in relazione alle collocazioni, laddove invece non sarebbe linguisticamente incoerente considerare un’espressione come in accordance with come nome+marcatori di valenza, quindi come elemento indipendente in un dizionario.
Alcune collocazioni sono linguisticamente stabili: fanno parte del sistema linguistico e possono considerarsi un’unita?; quelle non-stabili sono combinazioni testuali che non formano invece un lessema. Anche se naturalmente si dovrebbe dare piu? spazio al primo gruppo, vero e? che non e? facile dividere in modo netto e definitivo i due insiemi.
Infine un’utile distinzione si ha tra le collocazioni regolari, basate cioe? su
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regole semantiche e formali (il nucleo delle vere e proprie collocazioni) e le collocazioni anomale, non fondate invece su regole, per lo piu? considerate idioms.
?
Se si considerassero quale punto di partenza i sette criteri binari citati da
Cerma?k e la loro classificazione, si dovrebbero prendere conseguenti
decisioni lessicografiche per fornirne un trattamento bilanciato, nella cui
direzione si pone, nella seconda parte del contributo, l’analisi dei lemmi
selezionati dallo stesso autore dalla lettera A del Longman Dictionary of
Contemporary English, confrontati poi con il trattamento delle collocazioni
offerto dal British National Corpus. Restano in ogni caso, anche per i
?
lessicografi consapevoli di tali problematiche, ammette Cerma?k, notevoli difficolta? di applicazione, per la quale pero? emergono con chiarezza tre criteri: l’attenzione all’utilita? dei dati selezionati (diversa a seconda del tipo di dizionari); il riferimento a dati e collocazioni tipici e regolari; la stabilita? delle formazioni esaminate.
Sul concetto stesso di collocazione vale certamente la pena ricordare il lavoro presentato da Adam Kilgarriff (p.997), incentrato su un metodo di misurazione statistica della co-occorrenza di piu? termini, mirato ad un’identificazione univoca delle collocazioni. Misure statistiche per individuare le collocazioni all’interno di corpora di grandi dimensioni sono ad oggi ben avviate, ma l’autore tenta di andare oltre il loro mero riconoscimento, promuovendo l’identificazione delle parole che mostrano una tendenza particolarmente forte ad occorrere nelle collocazioni ed avvalorando il concetto di “collocazionalita?”, importante per decidere nella pratica lessicografica quali di queste parole coi loro collocati valga la pena inserire tra le voci di un dizionario. Una misura matematica della collocazionalita? ci aiuta a stabilire la quantita? di informazione presente in una determinata distribuzione, quanto e? consistente l’associazione tra due parole: quali parole mostrano una forte tendenza a co-occorrere nelle collocazioni? Quali cioe? sono molto “collocazionali”?
Per ogni parola si calcola in modo matematico l’entropia: Kilgarriff constata come i termini di uso comune non abbiano intrinsecamente una probabilita? piu? alta di essere altamente collocazionali rispetto a parole rare.
Dopo l’inserimento dei dati del British National Corpus nel gia? citato strumento Sketch Engine (vedi p. 123) vengono presentati i risultati dei sostantivi e verbi piu? collocazionali in relazione ad una specifica relazione grammaticale (complemento oggetto) e paragonati poi tali risultati con le collocazioni riportate nel Macmillan English Dictionary for Advanced Learners. Emerge un notevole peso attribuito dalla misura statistica alle basi delle collocazioni che occorrono in modo predominante con un unico (o pochi) collocati forti, indipendentemente dalla loro frequenza. Essendo lo studio costruito sulla specifica relazione grammaticale “complemento oggetto”, sarebbe interessante seguire gli sviluppi della metodologia di Kilgarriff, come lui stesso prospetta, basandosi su altre relazioni grammaticali, in modo da ottenere un profilo completo per ogni parola.
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Ulrich Heid e Rufus H. Gouws (p.979) discutono un esempio di dizionario elettronico multifunzione delle collocazioni calibrato sulle esigenze degli utenti. Punto di partenza e? la constatazione di come in molti dizionari le collocazioni siano presentate all’interno del materiale esemplificativo di un lemma, come parte della microstruttura di una voce lessicografica. Heid- Gouws contestano tale trattamento: le collocazioni dovrebbero essere considerate “unita? di trattamento secondario”, cio? permetterebbe all’utente di accedere alle informazioni di tipo collocazionale a seconda delle esigenze contingenti.
La definizione base per lo studio include la concezione di Hausmann (‘Was sind eigentlich Kollokationen?’ in Steyer, K. (Hg.) Wortverbindungen – mehr oder weniger fest, Institut fu?r Deutsche Sprache Jahrbuch 2003, 2004, pp. 309-334, 2004) sulla presenza all’interno della co-occorrenza di una “base” (autosemantic) e di un “collocato” (synsemantic): la base puo? essere compresa anche senza riferimento alla collocazione, laddove all’interpretazione semantica del secondo elemento si puo? risalire solo all’interno della combinazione di parole.
Altro aspetto preliminare per capire la proposta concreta esposta nel contributo e? la valutazione delle diverse funzioni a cui un dizionario puo? assolvere: la funzione puo? essere diretta alla comunicazione (prevale quando un dizionario assiste l’utente nell’espressione, ed e? dunque orientato alla produzione); altrimenti un dizionario puo? privilegiare la conoscenza e guidare gli utenti nell’apprendimento di nuove nozioni sulla lingua o sul mondo. Gia? Hausmann, nell’articolo del 2004 appena citato, ha distinto nettamente un uso produttivo vs. ricettivo del dizionario: nel primo le collocazioni trovano posto sotto le basi, nel secondo verranno trattate sotto ognuno degli altri elementi della co-occorrenza. Dizionari diversi per differenti esigenze: in tal modo pero? per ogni coppia di lingue si dovrebbero avere a disposizione otto dizionari! Si e? giunti pertanto da parte di alcune case editrici a proposte di opere multifunzionali, che tentano di soddisfare non solo il momento di ricezione ma, almeno in parte, anche la fase produttiva: testi pero? inadeguati e poco pratici, in quanto la versione cartacea non consente di avere una microstruttura snella con zone di ricerca rapidamente consultabili.
Un sistema multifunzione sembra invece possibile (ed auspicabile) con un dizionario elettronico. Non solo per la rimozione delle costrizioni legate alla mole del dizionario cartaceo, ma in virtu? soprattutto di una vasta gamma di possibilita? di accesso e dell’uso di filtri per rintracciare informazioni specifiche, estraendo solo cio? che veramente soddisfa le necessita? dell’utente.
Heid e Gouws individuano tali necessita?, cercando di sviscerare vari scenari d’uso possibili. Un caso abbastanza frequente tra i fruitori di dizionari di collocazioni e? rappresentato dall’apprendente di L2 che incontra una collocazione e non e? in grado di coglierne con chiarezza il significato. Diverso l’uso del dizionario nella fase di produzione di un testo: si deve
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scegliere, per esempio, qual e? il verbo che occorre normalmente con una determinata espressione e qual e? la sua corretta costruzione sintattica. O ancora: a volte, sempre in un contesto di produzione linguistica, puo? essere la struttura valenziale a mettere in difficolta? il parlante; essa deve essere quindi data nel dizionario. In tutti questi casi non si e? interessati alla singola parola, bensi? all’intera collocazione: e? in base a questo bisogno che si afferma l’inclusione delle collocazioni non nel materiale esemplificativo di una voce lessicografica, bensi? in un lemma a parte, promuovendole allo status di unita? di trattamento secondario completamente sviluppate.
Leo Wanner, Bernd Bohnet e Mark Giereth (p. 1071) hanno portato avanti un lavoro di estrazione e classificazione di collocazioni da corpora con tecniche di apprendimento automatico che sfruttano diverse caratteristiche strutturali delle collocazioni per rappresentare le strategie usate dagli apprendenti nel loro riconoscimento. Ci si puo? aspettare che i risultati forniscano delle prove di come debba essere strutturato un dizionario delle collocazioni, per offrire il migliore accesso possibile a questa parte del lessico. Si arriverebbe a una vera e propria “comprensione automatica”, ovvero a un’identificazione della semantica delle collocazioni, classificate in modo automatico secondo una fine tipologia orientata su aspetti semantici. I risultati possono essere certamente interessanti rispetto all’analisi cognitiva di come le collocazioni sono elaborate e processate dalla mente umana.
Per una visione piu? completa dell’argomento che non e? possibile esaurire in questa sede, si rimanda alla sezione 10 degli Atti, Phraseology and Collocation, di cui vorremmo menzionare ancora il contributo di Stephen Coffey (p. 939): e? una proposta per una gestione ottimale delle strutture grammaticali verbo+nome con verbi delessicalizzati ad alta frequenza (quali do, give, have, make), in cui viene incorporato uno dei significati comuni del nome, come in make an effort o have a wash.
Infine l’intervento di Szilvia Csa?bi (p. 951) e? sulle espressioni inglesi contenenti parti del corpo e sui loro corrispondenti ungheresi; lo studio e? basato su una ricerca linguistica di carattere cognitivo volta a definire la motivazione concettuale delle piu? usate espressioni idiomatiche inglesi. La traduzione in questi casi verte necessariamente su somiglianze e differenze tra le concettualizzazioni nelle rispettive lingue, difficile da inserire nei dizionari e per l’analisi delle quali si propone un sistema di categorizzazione.
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VERBALE DEL COMITATO ESECUTIVO DELLA SLI

Mercoledi? 20 settembre 2006, alle ore 18.00, presso i locali della Presidenza della Facolta? di Lettere e Filosofia, Complesso Conventuale S. Andrea, in via Galileo Ferrari 116, Vercelli, si riunisce il comitato esecutivo della SLI.
Sono presenti: Leonardo Savoia, Presidente; Elisabetta Jezek, Segretaria; Monica Palmerini, Tesoriera; Mari D’Agostino, Edoardo Lombardi Vallauri, Giovanna Massariello Merzagora, Davide Ricca, componenti il CE; Adriano Colombo, Segretario nazionale Giscel; Gabriele Iannaccaro, rappresentante del GSPL; Giacomo Ferrari, rappresentante il CO del XL Congresso SLI.
Sono assenti giustificati: Martin Maiden, Vicepresidente; Rosanna Sornicola, presidente del Comitato per le Nomine; Michela Cennamo e Miriam Voghera componenti il CE; Federico Albano Leoni, rappresentante del GSCP; Giuliano Merz, curatore del sito SLI; Paola Desideri, rappresentante il CO del XLI Congresso SLI.
Si affrontano i punti all’ordine del giorno.
1. Comunicazioni del Presidente
Non essendoci comunicazioni da parte del Presidente, viene subito affrontato il secondo punto all’ordine del giorno.
2. XL Congresso SLI
A nome del Comitato Organizzatore del XL Congresso SLI, Giacomo Ferrari da? il benvenuto a Vercelli ai Soci del CE. Ricorda che tutti i lavori del Congresso si terranno presso il Complesso Conventuale S. Andrea. Allo stato attuale il numero degli iscritti e? all’incirca di ottanta persone, ma si attendono altre iscrizioni nella mattinata di apertura. Ricorda anche la presenza, accanto al programma, di alcune iniziative sociali. Tra queste, l’aperitivo alla biblioteca del dipartimento previsto per giovedi? sera, in occasione dell’inaugurazione del centro studi “Nino Marinone” e la cena sociale di venerdi? sera presso la Taverna del Ricetto a Candelo (Biella). In alternativa alla cena, i soci potranno partecipare a un concerto di musica classica per il quale sono disponibili 20 biglietti omaggio. Giacomo Ferrari chiede che all’inizio dell’assemblea prevista per venerdi? pomeriggio possa essere data parola a Andrea Bozzi dell’Istituto di Linguistica Computazionale di Pisa, per una comunicazione rivolta a tutti i soci della SLI. Ricorda che in apertura del programma vi saranno i consueti saluti delle autorita?. Quanto agli atti del convegno, e? stato previsto uno spazio sia per le comunicazioni, sia per i poster (in quest’ultimo caso, per un numero minore di pagine). La data di consegna dei contributi scritti che verra? indicata ai relatori e ai partecipanti con poster sara? presumibilmente il 24 ottobre.
Il CE ringrazia Giacomo Ferrari e tutto il CO organizzatore per il lavoro svolto.
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3. Prossimi Congressi

A causa dell’assenza di Paola Desideri, si rinvia all’Assemblea dei Soci di venerdi? 22 settembre la discussione del temario del XLI Congresso SLI su “Alloglossie e comunita? alloglotte nell’Italia contemporanea. Teorie, applicazioni e descrizioni, prospettive”, pubblicato sul primo numero del bollettino SLI 2006. I presenti esprimono in ogni caso parere favorevole alla prima delle due proposte di data avanzate dalla sede (27-29 settembre 2007), in quanto questo periodo non si pone in conflitto con l’inizio dell’attivita? didattica.

4. Comunicazioni dei rappresentanti dei Gruppi

Adriano Colombo chiede come prima cosa al CE di ratificare la costituzione del Gruppo Molise a Campobasso. Ricorda poi che e? in via di costituzione un nuovo gruppo Giscel a Trento e che e? in corso l’organizzazione del Convegno nazionale 2008 da parte del Giscel Lombardia a Milano, dove si ha l’appoggio del Dipartimento di Italianistica della Statale. Il tema del congresso e? “Misurazione e valutazione delle abilita? linguistiche”. Una importante iniziativa imminente e? il Seminario sulla formazione iniziale degli insegnanti, richiesto dall’Assemblea di Siena, che si terra? a Roma con ogni probabilita? il 21 ottobre prossimo. Sono previsti altri seminari per la formazione degli insegnanti nella prossima primavera, in Veneto e a Cosenza. Dichiara infine l’intenzione di verificare a breve l’iscrizione alla SLI dei soci GISCEL per l’anno in corso.
Gabriele Iannaccaro per il GSPL ricorda della giornata tenutasi a marzo presso l’Universita? degli Studi Milano Bicocca, e riporta dell’organizzazione di un’altra iniziativa a Udine per il dicembre 2006 in collaborazione con il Centro Studi sul Plurilinguismo.
5. Proposta di modifica dell’organizzazione del congresso annuale
La segretaria da? lettura della proposta di modifica del congresso annuale pubblicata nel bollettino I/2006, che sara? portata in assemblea per la discussione e votazione da parte dei soci.
6. Impiego delle risorse SLI
Il presidente ricorda la proposta avanzata nella riunione del CE di primavera di digitalizzare i volumi degli atti dei congressi annuali e dotarli di un motore di ricerca. Osserva che gli ultimi 10 volumi (piu? quello in lavorazione del congresso di Milano) sono facilmente recuperabili e l’operazione puo? essere fatta a un prezzo modestissimo. Per quelli precedenti, invece, l’operazione e? molto complessa.
Per quanto riguarda l’utilizzo del CD risultante dalla digitalizzazione, non
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si ritiene che una eventuale messa in vendita possa avere molto riscontro. La societa? in ogni caso dovrebbe occuparsi della produzione e distribuzione. Alcuni membri del CE suggeriscono di mettere i dati digitalizzati in rete, oppure di distribuire il CD ai soci. Jezek sottolinea che i primi volumi sono proprio quelli di difficile reperibilita?, per i quali una digitalizzazione sarebbe auspicabile. Il presidente suggerisce di dare avvio al progetto digitalizzando per il momento i primi 10 volumi.
Il presidente ripropone poi di utilizzare il bollettino per pubblicare interventi su temi specifici. Lombardi Vallauri ritiene che siano piu? opportuni contributi legati alla SLI e ai gruppi della SLI che non contributi che mirano alla discussione linguistica puramente scientifica. Ricca suggerisce che il bollettino possa essere una sorta di tribuna di discussione anche delle problematiche didattiche. D’Agostino propone di individuare sezioni diverse centrate su problematiche relative alla didattica, alla modularita? dei corsi ecc. Massariello Merzagora ricorda a questo proposito il messaggio inviato da Voghera ai membri del CE in cui si segnala che il raggruppamento L-LIN/01 non figura tra i CFU di base della Classe di Laurea Triennale in Lingue e Culture Moderne, in contraddizione con la declaratoria stessa della Classe che individua tra gli obiettivi formativi di base “una solida formazione di base in linguistica teorica”. Alcuni membri del CE ritengono che possa trattarsi di un errore materiale. Il presidente comunica di aver gia? contattato il presidente della Societa? Italiana di Glottologia Marco Mancini, e di aver prodotto un documento comune SLI - SIG su qesti temi da portare all’attenzione del ministro. Si decide di comunicare tale fatto ai soci durante l’assemblea.
7. Pubblicazioni e iniziative non congressuali
Gabriele Iannaccaro annuncia l’uscita del volume degli Atti del Congresso di Milano, curato da lui stesso e da Emanuele Banfi, dal titolo: Lo spazio linguistico italiano e le “lingue esotiche”. Rapporti e reciproci influssi. Il CE ringrazia a nome della societa? e si congratula per la rapidita? dell’uscita del volume, a un anno esatto dall’iniziativa.
8. Varie ed eventuali
Non essendovi varie ed eventuali, alle ore 20.15, esauriti gli argomenti all’odg, la riunione del CE ha termine.
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VERBALE DELLA XL ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI DELLA SLI

Venerdi? 22 settembre 2006, presso la sala Congressi del Complesso Conventuale S. Andrea a Vercelli ha luogo la XL Assemblea generale dei Soci della SLI. Al tavolo della presidenza siedono Leonardo Savoia, Presidente e Elisabetta Jezek, Segretaria.
Vengono raccolte le firme dei soci presenti (cfr. allegato n.1). L’Assemblea ha inizio alle ore 17.00. Si affrontano i punti all’ordine del giorno.
1. Comunicazioni del Presidente SLI
Il Presidente saluta i soci presenti e da? subito la parola a Ada Valentini per la comunicazione dell’assegnazione della seconda edizione del premio per giovani studiosi intitolato a Monica Berretta. Ada Valentini da? lettura del verbale (cfr. allegato n. 2) in cui si riporta che la commissione, esaminati i lavori presentati dalle due candidate Barbara Businaro e Grazia Maria Interlandi, ha assegnato il premio al lavoro di Barbara Businaro.
Interviene poi Andrea Bozzi, dell’Istituto di Linguistica Computazionale di Pisa, direttore del progetto CNR relativo all’area umanistica, al quale afferiscono cinque diversi istituti del CNR. Andrea Bozzi illustra il suddetto progetto nelle sue articolazioni, esprimendo il desiderio di potenziare il rapporto con il mondo dell’universita? e le societa? scientifiche come la SLI.
Il presidente da? comunicazione ai soci del fatto che il 10.2.2006 e? venuta a mancare Ivana Bulzoni Capitoni, con la quale la societa? ha avuto stretti e cordiali rapporti per numerosi anni.
Il Presidente affronta poi il tema delle elezioni del CUN che si terranno tra il 4 e il 20 dicembre prossimo, suggerendo di adottare una strategia di compattezza nel voto.
Si passa infine al tema della presenza del settore L-LIN/01 nei trienni e nei bienni specialistici, oltreche? nei percorsi abilitanti. Il Presidente mostra all’assemblea una tabella con i dati piu? recenti in cui emerge la mancanza del raggruppamento L-LIN/01 in termini di CFU di base in classi di laurea come ad esempio la laurea triennale in Lingue e Culture Moderne (classe 11). Segue una breve discussione nella quale intervengono tra gli altri i soci Giuliano Bernini, Carla Marello, Davide Ricca. E’ sottolineata l’urgenza di intraprendere iniziative al proposito a livello ministeriale in quanto le indicazioni attuali diventeranno legge il 5 ottobre.
2. Relazioni dei rappresentanti dei Gruppi
Il segretario nazionale del GISCEL ricorda brevemente l’evento piu? importante dell’anno sociale trascorso, il Convegno nazionale tenutosi a Siena il 6-8 aprile. Ricorda poi che e? in corso l’organizzazione del Convegno nazionale 2008 da parte del Giscel Lombardia a Milano, dove si ha l’appoggio del Dipartimento di Italianistica della Statale. Il tema del congresso e? “Misurazione e valutazione delle abilita? linguistiche”. Comunica la costituzione
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del nuovo Gruppo Molise a Campobasso e ricorda che e? in via di costituzione un nuovo gruppo Giscel a Trento. Una importante iniziativa imminente e? il Seminario sulla formazione iniziale degli insegnanti, richiesto dall’Assemblea di Siena, che si terra? a Roma con ogni probabilita? il 21 ottobre prossimo. Le pubblicazioni della collana GISCEL stanno prendendo un ritmo regolare presso il nuovo editore Angeli: si prevede di avere sei titoli col prossimo ottobre.
Emanuele Banfi, a nome del rappresentante del Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche –GSPL Gabriele Iannaccaro, annuncia l’organizzazione di un incontro di studio a Udine nel dicembre 2006 in collaborazione con il Centro Internazionale sul Plurilinguismo diretto da Carla Marcato: in tale occasione saranno nuovamente discusse questioni riguardanti la legge 492/99. Informazioni dell’iniziativa saranno messe a disposizione sul sito della SLI.
3. Modififica della formula congressuale
Il presidente da? lettura della proposta di modifica della formula congressuale pubblicata sul bollettino I/2006. Intervergono numerosi soci, che si dichiarano favorevoli. Bertinetto e Lombardi Vallauri intervengono sul punto 4 della proposta. Ritengono che il CE possa individuare i settori e gli esperti di riferimento anno per anno. Giacalone Ramat si dichiara favorevole all’inclusione di workshop. Banfi ringrazia il CE per l’elaborazione della proposta, e ribadisce l’opportunita?, da sempre perseguita dalla SLI, di offrire spazio nei congressi ai giovani soci. Il presidente conclude la discussione riformulando nel seguente modo il punto 4 della proposta, in sintonia con le varie osservazioni dei soci: “il Comitato nomine, di intesa con il CE, indica gli esperti per le discipline di volta in volta fissate”. La proposta e? successivamente approvata all’unanimita? dai soci.
4. Prossimi Congressi e Convegni
Paola Desideri, invitata a presentare lo stato dell’organizzazione del XLI Congresso SLI, da? lettura del temario pubblicato sul bollettino 1/2006. Si apre una breve discussione in cui interviene tra gli altri Massariello Merzagora proponendo di unire il punto 3 e 4 del temario sotto l’unico titolo: “le nuove comunita? alloglotte”. Il temario e? in seguito definitivamente approvato. La data scelta e? il 27-29 settembre 2007. Il Comitato scientifico comprende: Tullio De Mauro, Emanuele Banfi, Augusto Carli, Vincenzo Orioles, Massimo Vedovelli, Paola Desideri, Carlo Consani. E’ previsto l’invito di tre o quattro relatori. La scadenza per la presentazione delle proposte di comunicazione e? fissata al 28 febbraio 2007.
Il Presidente apre quindi la discussione riguardo ai congressi successivi a quello di Pescara, per i quali si raccolgono candidature, preferibilmente da sedi del centro Italia o dell’Italia meridionale visto che i congressi degli ultimi anni sono stati prevalentemente nell’Italia settentrionale. Bertinetto propone per il 2008 la sede di Pisa e la tematica “Lingue e cervello”, sottolineando come tale
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proposta sia anche da intendersi come un segno di apprezzamento della nuova formula congressuale. Il presidente a nome dell’assemblea ringrazia il socio per la disponibilita? e la proposta, che viene unanimamente accettata.
5. Elezione alle cariche sociali
Vengono eletti per acclamazione i candidati proposti dal Comitato Nomine e pubblicati nella Circolare 194 del Segretario (bollettino 1/2006):
Max Pfister, Vicepresidente; Giuliana Fiorentino e Annalisa Nesi, membri del Comitato Esecutivo; Giovanni Ruffino, membro del Comitato per le Nomine.
Tullio de Mauro raccomanda al Comitato per le Nomine di verificare sempre che le nomine proposte riguardino membri attuali della societa?.
6. Approvazione del bilancio della Societa? anno 2005
Viene presentato da Monica Palmerini e viene approvato all’unanimita? il bilancio della SLI relativo all’anno 2005, riportato come allegato (n. 3).
7. Pubblicazioni e iniziative non congressuali
Emanuele Banfi annuncia l’uscita del volume 50 della collana SLI Lo spazio linguistico italiano e le “lingue esotiche”. Rapporti e reciproci influssi. Atti del XXXIX Congresso internazionale di studi, Milano 22-24 settembre 2005, a cura di Emanuele Banfi e Gabriele Iannaccaro. La societa? ringrazia il socio e si complimenta per la rapidita? della pubblicazione.
8. Impiego delle risorse SLI
Il presidente ricorda le proposte gia? discusse in precedenti riunioni del CE e nella scorsa assemblea dei soci: organizzazione di una scuola, istituzione di un premio o di una borsa per una tesi di dottorato, digitalizzazione dei volumi degli Atti SLI (quest’ultima proposta e? emersa nella riunione del CE dello scorso aprile). Giuliana Fiorentino ricorda che e? in corso l’organizzazione di una scuola estiva a Campobasso dal 16 al 29 luglio del 2007 da parte dell’Universita? del Molise e della Societas Linguistica Europaea, alla quale la SLI potrebbe partecipare. Il Presidente e l’Assemblea apprezzano questa proposta e ritengono utile portarla avanti. Bertinetto ritiene utile la digitalizzazione dei volumi degli atti piu? recenti specialmente se abbinata a un motore di ricerca. La parte della collezione difficilmente digitalizzabile perche? meno recente potrebbe essere fotografata e gli indici potrebbero essere messi a disposizione sul sito. Ricca pensa che il CD contente gli atti e il motore di ricerca potrebbe essere messo a disposizione dei soci presenti ai congressi. Il presidente, sentiti
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i pareri positivi dei soci, ritiene quindi di dare avvio all’iniziativa. Il presidente ricorda inoltre che si desidera ammodernare la veste grafica del bollettino, e arricchirne i contenuti con interventi dei soci sulla vita e la storia della societa?, sull’attivita? dei gruppi, su questioni inerenti l’educazione linguistica, su aspetti organizzativi e didattici del settore della Linguistica ecc. Ferreri suggerisce di ripristinare il terzo bollettino perche? si tratta di uno strumento che gli insegnanti apprezzano e cio? permette alla societa? di mantenere rapporti piu? stretti con il GISCEL. Intervengono alcuni soci tra i quali Gaeta e De Mauro e si concorda infine di mantenere i due numeri
annuali attuali arricchiti pero? nei contenuti.
9. Varie ed eventuali
Non ci sono varie ed eventuali. Alle ore 19.30, esauriti gli argomenti all’odg, l’Assemblea ha termine.
Allegato n. 1 Soci presenti all’Assemblea del XL Congresso SLI
Anna Maria Arnuzzo, Carla Bagna, Emanuele Banfi, Giuliano Bernini, Pier Marco Bertinetto, Andrea Bozzi, Silvia Calamai, Marina Castagneto, Marina Chini, Simone Ciccolone, Adriano Colombo, Dario Corno, Silvia Dal Negro, Tullio De Mauro, Paola Desideri, Giacomo Ferrari, Giuliana Fiorentino, Livio Gaeta, Anna Giacalone Ramat, Federico Gobbo, Mirko Grimaldi, Cristina Guardiano, Silvana Ferreri, Elisabetta Jezek, Edoardo Lombardi Vallauri, Carla Marello, Giovanna Marotta, Giovanna Massariello Merzagora, Monica Palmerini, Giuseppina Pani, Carmela Perta, Marco Aldo Piccolino Boniforti, Davide Ricca, Fabiana Rosi, Rema Rossini Favretti, Andrea Sanso?, Leonardo Savoia, Ada Valentini, Laura Vanelli.
Allegato n. 2
Societa? di Linguistica Italiana - Dipartimento di Linguistica e letterature comparate (Universita? di Bergamo) - Dipartimento di Studi umanistici (Universita? del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Vercelli)
PREMIO PER GIOVANI STUDIOSI IN MEMORIA DI MONICA BERRETTA
La Commissione giudicatrice del Premio per giovani studiosi intitolato a Monica Berretta, composta dal professore Leonardo Maria Savoia, Presidente della Societa? di Linguistica Italiana, e dalle dott.sse Ada Valentini del Dipartimento di Scienze dei linguaggi, della comunicazione e degli studi
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culturali dell’Universita? di Bergamo, Silvia Dal Negro del Dipartimento di Studi umanistici dell’Universita? del Piemonte Orientale, si e? riunita il giorno 20 settembre 2006 presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Universita? del Piemonte Orientale a Vercelli e ha esaminato le tesi presentate per l’assegnazione del premio.
Presiede la riunione il prof. Savoia, stende il verbale la dott.ssa Dal Negro.
Hanno presentato domanda di partecipazione al Premio due candidati. Entrambe le domande rispondono ai requisiti previsti dal bando di concorso. Le tesi presentate sono le seguenti:
Barbara Businaro, La lezione accademica: aspetti linguistici e cognitivi del movimento referenziale attraverso la macrostruttura del testo (Universita? di Pavia);
Grazia Maria Interlandi, L’intonazione delle interrogative polari nell’italiano parlato a Torino: tra varieta? regionale e nuova koine? (Universita? di Pavia).
La Commissione ha esaminato le tesi proposte.
La tesi di Barbara Businaro e? dedicata all’interazione tra struttura retorica e sistema referenziale nel parlato monologico della lezione accademica. Il lavoro si basa su un corpus di 20 lezioni (di ambito umanistico e scientifico), per un totale di 26 ore di parlato. Su tale corpus viene svolta un’originale analisi, condotta con rigore metodologico, che si inserisce nel quadro teorico della Rhetorical Structure Theory (RST) basata su criteri funzionali di tipo sia informazionale sia intenzionale. Ad essa si integrano nozioni e metodi della linguistica testuale, con particolare riferimento al sistema referenziale. La tesi giunge a importanti conclusioni relativamente all’individuazione e descrizione delle strategie coreferenziali che contraddistinguono il tipo testuale della lezione accademica. Secondo Businaro esse dipendono dalla specifica funzione didattica di trasmissione dei fondamenti della disciplina.
La ricerca di Grazia Maria Interlandi e? dedicata all’analisi prosodica di una varieta? regionale dell’italiano, in particolare all’intonazione nelle interrogative polari di parlanti torinesi. L’indagine si basa sia su corpora di laboratorio sia su dati di parlato semi-spontaneo (MAP-TASK), sui quali e? stata condotta un’analisi acustica. A questa si affianca un’analisi percettiva dello stesso costrutto condotta attraverso un test sottoposto ad un campione di 45 uditori. Il lavoro si segnala per alcune scelte metodologiche che hanno dato un contributo rilevante al progetto internazionale AMPER (Atlas Multime?dia de la Prosodie de l’Espace Roman) in cui la tesi stessa rientra. La ricerca di Interlandi, che giunge a individuare, in base a profili intonativi, tre distinte varieta? nell’italiano regionale piemontese, concorre a colmare una lacuna nel panorama degli studi dedicati alle varieta? diatopiche dell’italiano, peraltro assai trascurate.
Pur apprezzando entrambi i lavori per originalita?, coerenza metodologica e per la rilevanza dei risultati conseguiti, la Commissione ritiene che la tesi di Barbara Businaro sia piu? centrale alle tematiche indicate dal bando (in particolare la linguistica testuale). La Commissione sceglie dunque all’unanimita? di assegnare il Premio a Barbara Businaro.
Vercelli, 20 settembre 2006
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Allegato n. 3 Bilancio della Societa? di Linguistica Italiana -
anno 2005
Disponibilita? al 31.12.2004
Voci di bilancio
Quote sociali
Interessi c/c postale e bancario
Contributo Ministeriale
Contributo a GISCEL
Composizione Bollettino: II/2004, III/2004, I/2005, III/2005
Stampa bollettino: III/2004, I/2005, II/2005
Spedizione bollettino
Spese cancelleria (solleciti, noleggio casella e altro)
Spese di funzionamento: • Rimborsi CE • Ass. Segreteria • Varia
Spese c/c postale e bancario
TOTALE ENTRATE
TOTALE USCITE
Disponibilita? al 31.12.2005
Entrate
13.957,48
49,76
5.426,71
19.433,95
17.560,01
Uscite
2.272,42
1.586,00
5.700,00
231,82
195,57
388,73 728,00 102,52
305,92
11.510,98
23.516,23
12.466,55 10.575,21 417,33 57,14
di cui:
c/c bancario c/c postale libretto spedizioni
cassa
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XLI CONGRESSO INTERNAZIONALE DI STUDI DELLA SOCIETA? DI LINGUISTICA ITALIANA

Universita? degli Studi di Chieti - Pescara Pescara, 27-29 settembre 2007
Alloglossie e comunita? alloglotte nell’Italia contemporanea Teorie, applicazioni e descrizioni, prospettive
Il congresso si propone di offrire spunti di riflessione e confronto di opinioni a livello teorico e descrittivo in merito ad una delle componenti essenziali della nuova situazione plurilinguistica del paese. Pertanto l’attenzione sara? rivolta ai tre assi tematici e alle relative sottoarticolazioni del seguente temario.
TEMARIO
I. ALLOGLOSSIE
1. Descrizione delle varieta? alloglotte ai vari livelli di analisi. 2. Analisi contrastiva delle alloglossie in riferimento alle rispettive ‘norme’ standard. 3. Dinamiche linguistiche interne alle alloglossie dovute al contatto con l’italiano o con altre lingue e/o alla condizione di isolamento dell’alloglossia.
II. COMUNITA? ALLOGLOTTE
1. Dinamiche sociali e sociolinguistiche delle alloglossie. 2. Relativismo linguistico, lingue e culture, interculturalita?. 3. Gruppi/comunita? di parlanti, interazioni, rapporti con le istituzioni.
III. “NUOVE” COMUNITA? ALLOGLOTTE E ITALIANO L2
1. Italiano come lingua di contatto con le alloglossie di antico e di nuovo insediamento. 2. Italiano L2 e interlingue in ambienti di apprendimento. 3. Italiano L2 a scuola.
Comitato Scientifico
Tullio De Mauro Emanuele Banfi Augusto Carli Vincenzo Orioles Massimo Vedovelli Paola Desideri Carlo Consani
Comitato Organizzatore
Carlo Consani Paola Desideri Francesca Guazzelli Carmela Perta Domenico Russo
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La durata della comunicazioni e? di 20 minuti, seguiti da 10 minuti di discussione.
Le proposte di contributo, in forma di riassunti (lunghezza max. 3000 battute in formato .doc o .rft), dovranno contenere i seguenti dati: Nome e Cognome dell’/degli autore/i Ente di appartenenza
Indirizzo postale ed e-mail Titolo Indicazione sia della sezione (I., II., III.) che della sottosezione (1., 2., 3.) del temario.
I riassunti vanno inviati entro e non oltre il 28 febbraio 2007 al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Per eventuali informazioni: Prof. Carlo Consani: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (++39 085 4537807) Prof.ssa Paola Desideri: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (++39 085 4537765)
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CALENDARIO DELLE MANIFESTAZIONI LINGUISTICHE

a cura di Emanuele Banfi
2006 Settembre 2006
1-3 / Tokyo
Construction Grammar, 4th ICCG4. Tokyo, Japan. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://gamp.c.u- tokyo.ac.jp/~iccg2006/iccg2006.html
5-6 / Sendai
Strength Relations in Phonology. Sendai, Japan. Abstract deadline: 16 April 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.tscc.tohoku-gakuin.ac.jp/~rprg
5-7 / Bristol
Association for French Language Studies AFLS. Bristol, UK. Theme: Variations. Abstract deadline: 31 January 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.afls.net/Conference2006.html
6-8 / Mannheim
Linguistic Colloquium, 41st. Mannheim, Germany. Abstract deadline: 28 February 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.phil.uni-mannheim.de/lingkoll06/
6-9 / Torino
EURALEX International Congress, 12th EURALEX 2006. Torino, Italy. Informazioni: http://www.euralex2006.unito.it
6-9 / Oxford
8th International Conference on Late and Vulgar Latin. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
7-9 / Berlin
Typology of Tone & Intonation TTI. Berlin, Germany. Abstract deadline: 1 May 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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8-10 / Toronto
Laboratory Approaches to Spanish Phonology, 3rd LASP3. Toronto, ON, Canada. Abstract deadline: 17 February 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.chass.utoronto.ca/spanish_portuguese/phonology/
11-13 / Potsdam
Brandial 06: Semantics & Pragmatics of Dialogue, 10th Brandial06: Semdial 10. Potsdam, Germany. Abstract deadline: 12 May 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.ling.uni-potsdam.de/brandial
13-16 / Antalya
European Second Language Association, 16th EUROSLA 2006. Antalya, Turkey. Abstract deadline: 31 January 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.eurosla2006.boun.edu.tr
14-16 / Zaragoza
European Association of Languages for Specific Purposes, 5th AELFE. Zaragoza, Spain. Abstract deadline: 15 March 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.unizar.es/aelfe2006/
14-16 / Barcelona
Forensic Linguistics/Language & the Law, 2nd IAFL European Conference. Barcelona, Spain. Abstract deadline: 31 January 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.iula.upf.edu/agenda/iafl_bcn_06/iafl01uk.htm
14-16 / Praha
Romani Languages, 7th 7ICRL. Prague, Czech Rep. Abstract deadline: 20 May 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://ulug.ff.cuni.cz/7icrl/index.php
21-22 / Nijmegen
Workshop on Writing Systems, 5th. Nijmegen, Netherlands. Theme: Constraints on Spelling Changes. Abstract deadline: 1 May 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.ru.nl/WrittenLanguage
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21-23 / Warsaw
Communicating across Age Groups: Age, Language, & Society GlobE 2006. Warsaw, Poland. Abstract deadline: 31 March 2006. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://globe.ils.uw.edu.pl
26-28 / Regensburg
Anglicisms in Europe AiE. Regensburg, Germany. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.AiE2006.uni-regensburg.de
Ottobre 2006
8-10 / Valencia
Gender & Language Association, 4th IGALA-4. Valencia, Spain. Abstract deadline: 15 July 2006. Informazioni: IGALA 4, Dept Filol Angl & Alemanya, U Valencia, Av Blasco Ibanez 32-6, Valencia 46010, Spain; 34- 96-386-42-62; fax: 34-96-386-41-61; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; http://www.uv.es/~santaemj/
12-14 / Bologna
Congresso della ASLI: „Storia della lingua e storia del teatro. L’italiano in scena”. Informazioni: Prof. Fabrizio Frasnedi: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
13-15 / Berlin
Kolloquium am Institut fu?r Romanistik der Humboldt-Universita?t: “Rumania?n und Europa. Transversale – fu?r einen neuen Diskurs des Anschluss“. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Novembre 2006
16-19 / Washington, DC
American Association for the Advancement of Slavic Studies, 39° AAASS. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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2007 gennaio 2007
19-20 / Bologna
International Conference. With more than chance frequency. Forty Years of Universals of Language, University of Bologna, Italy Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
febbraio 2007
19-20 / Torino
Giornata di studio. I verbi sintagmatici in italiano e nelle varieta? dialettali. Stato dell’arte e prospettive di ricerca, Universita? di Torino Informazioni: Monica Cini: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://www.verbisintagmatici.caissa.it/giornate distudi.html
22-23/ Milano
VII Congresso della Associazione Italiana di Linguistica Applicata (AItLA). Aspetti linguistici della comunicazione pubblica e istituzionale Milano, Universita? Cattolica del Sacro Cuore - Libera Universita? di Lingue e Comunicazione IULM; Informazioni: http://www.aitla.unimo.it
maggio 2007
10-11/ Paris
4th International Workshop on Generative Approaches to the Lexicon (GL2007), Paris, France Information: Pierrette Bouillon: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://www.issco.unige.ch/gl2007.html
giugno 2007
22-23 / Campobasso
Simposio Internazionale: Nouns Crosslinguistically Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Lipsia - Universita? degli Studi del Molise Informazioni: Giuliana Fiorentino: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://serviziweb.unimol.it/pls/unimol/consultazione.mostra_pagina?id_pagin a=2585 (in allestimento)
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luglio 2007
16-29 / Campobasso
Summer School on Linguistic Methodology Societas Linguistica Europaea (SLE) con la sponsorizzazione dell’Universita? degli Studi del Molise e della Societa? di Linguistica Italiana organizzatore scientifico: Christian Lehmann: Christian.Lehmann@uni- erfurt.de organizzatore locale: Giuliana Fiorentino: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://www.unimol.it/summerschool/home.htm
Agosto 2007
5-11 / Montreal
XVIIIth International Conference on Historical Linguistics / XVIIIe Colloque international de Linguistique historique. Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Settembre 2007
3-8 / Innsbruck
Universita? di Innsbruck: XXV Congre?s International de Linguistique et Philologie Romanes CILPR 2007 Informazioni: http://www.cilpr2007.at
27-29 / Pescara
XLI Congresso della SLI. Alloglossie e comunita? alloglotte nell’Italia contemporanea. Teorie, applicazioni e descrizioni, prospettive, Universita? degli Studi di Chieti - Pescara Informazioni: Carlo Consani: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Paola Desideri: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Alcune delle informazioni sono dovute alla cortesia di Hermann W. Haller, E. Jezek, Iørn Korzen, Klaus Mu?llner. A loro il grazie di tutta la SLI.
I soci sono invitati ad inviare informazioni per questa rubrica a Emanuele Banfi, Facolta? di Scienze della Formazione, Universita? degli Studi di Milano-Bicocca, P.zza dell’Ateneo Nuovo 1, 20126 Milano. Telefono: 02- 64484817 / Fax: 02-64486995.
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PUBBLICAZIONI DEI SOCI

a cura di Emanuele Banfi
Patrizia Bellucci, A onor del vero. Fondamenti di linguistica giudiziaria, Torino, Utet Libreria, 2005, pp. XVIII, 542, Euro 25,00, ISBN 88-7750-992-9.
Il libro – con Introduzione di Tullio De Mauro – illustra e analizza in chiave linguistica un procedimento penale dalla fase investigativa alla formazione della prova in dibattimento, alla sentenza e alle impugnazioni, alla cronaca giornalistica. La prospettiva metodologica e? quella della sociolinguistica riflessiva e assume che l’interazione, perfino in contesto giudiziario, sia co- costruita da tutti i partecipanti. L’autrice si propone anche di far emergere il contrasto fra la varieta? delle competenze di natura linguistica richieste ai soggetti dell’iter giudiziario e l’attuale assenza di formazione linguistica professionale.
Caterina Villella, Lingue a contatto. Gli slavofoni nella provincia di Vibo Valentia, Santa Maria di Catanzaro, Urini Editore (via Sicilia 26/a – 88060 Santa Maria di Catanzaro), 2006, pp. 62, Euro 10,00.
Il volume indaga il contatto linguistico in ambiente migratorio, inteso come apprendimento di dimensione prettamente spontanea secondo funzionalita? strumentali, e l’apprendimento “tutorato” dove per training si intende l’input linguistico a cui gli alunni sono esposti in classe. Entrambe le sezioni si interessano delle modalita? di apprendimento/insegnamento, ma mentre per gli immigrati il corpus di parlato proviene dal mondo esterno costellato da una miriade di differenziazioni sociolinguistiche, per gli apprendenti di lingua inglese nella scuola secondaria inferiore il corpus di parlato e? scandito da moduli didattici programmati.
Silvia Calamai, Il vocalismo tonico pisano e livornese. Aspetti storici, percettivi, acustici, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2004, pp. 560, Euro 47,00.
Con tre differenti prospettive vengono osservate le dinamiche linguistiche che caratterizzano l’area pisana e livornese. La lente d’ingrandimento e? puntata sul vocalismo tonico, descritto in chiave storica, secondo un approccio mutuato dalla dialettologia percettiva e attraverso una accurata indagine acustica di produzioni sonore raccolte a Pisa, Livorno, Cascina, Cecina con 24 informatori differenziati per eta? e per sesso. Nel volume non sono tuttavia trascurati altri fenomeni linguistici, che contribuiscono a gettar luce su tendenze innovative e tendenze conservative in uno spazio che pare essere un ottimo laboratorio d’analisi per testare i modelli di diffusione geografica. Come scrive Luciano Agostiniani nella Prefazione, il volume “presenta un quadro del vocalismo tonico dell’area che, per la prima volta in questo filone di studi, si basa su dati non impressionistici; che non e? solo
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staticamente descrittivo ma, in una dinamica di spostamenti a catena piu? che plausibile, ha una non indifferente portata esplicativa; che propone altrettanto plausibili ipotesi sull’epicentro dell’abbassamento vocalico”.
Silvia Calamai, Dalla terra al pane. Lessico e tradizioni nel territorio di Calenzano, Calenzano, Comune di Calenzano, pp. 245. [Percorso storico e antropologico di Francesco Ruchin, Foto di Egisto Nino Ceccatelli] [ISBN 88-902444-0-2 978-88- 90244-0-7].
Il volume presenta i risultati relativi a varie inchieste sul campo condotte nel territorio di Calenzano (Firenze) nell’ambito del Progetto AGAM (Atlante Generale dell’Alimentazione Mediterranea), aventi per oggetto principale “il ciclo del grano”, dalla preparazione del terreno al prodotto finito. Nell’introduzione sono descritti i “percorsi della ricerca”: il territorio, gli informatori contattati, le caratteristiche linguistiche dell’area, i criteri di trascrizione, il materiale lessicale ottenuto, la reazione della ‘fonte’ di fronte alle interviste semi-guidate. Alcune pagine - scritte da Francesco Ruchin - forniscono le coordinate storiche e culturali della localita? e delle tematiche al centro dell’analisi linguistica. Chiudono il volume le trascrizioni integrali degli etnotesti (suddivisi in cinque sezioni: “Prima della farina”, “Dalla semina al pane”, “Al mulino”, “Dentro al mulino”, “Dentro il pane”) e un indice lessicale.
Elmar Schafroth (a cura di), Lingua e mass media in Italia. Dati, analisi, suggerimenti didattici, Bonn, Romanistischer Verlag, (Hochkreuzalle 46, D-53175 Bonn), 2006, pp. 189, Euro 22, ISBN 3-86143-171-8.
Il volume offre una panoramica sui rapporti tra lingua e mass media in Italia prendendo in considerazione sia l’uso specifico della lingua comune e delle sue varieta? nei diversi mezzi di comunicazione, sia i tratti caratteristici della lingua speciale propria ad ognuno di essi. Una particolare attenzione e? volta alla stampa italiana e alle sue implicazioni linguistiche e sociolinguistiche (inclusa l’applicazione dell’analisi critica del discorso a testi giornalistici). Il libro tratta inoltre di ‘televisione’ e ‘cinema’, e dell’Internet in una delle sue manifestazioni comunicative: la chat. Un altro capitolo e? dedicato alla pubblicita?, che e? esaminata con un’impostazione didattica.
Angelini, Maria Teresa / Fa?bia?n Zsuzsanna: Dizionario italiano-ungherese della valenza dei nomi. Revisione: Giampaolo Salvi. Szeged, Grimm, 2005, pp. 350.
Il Dizionario italiano-ungherese della valenza dei nomi presenta le strutture argomentali di cc. 550 sostantivi che si trovano ai ranghi piu? alti delle liste
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di frequenza. Sono stati indicati non solo gli argomenti in forma di sintagmi nominali e in sintagmi preposizionali, bensi? anche quelli in forme frasali (p.es. esposizione di N qc da parte di N q: l’~ , da parte di tutti gli strumenti, di un tema ben definito; affermazione di N q di F inf.: l’~ di Marco di essere stanco; ecc.). Sono stati inclusi nei lemmi anche gli argomenti delle locuzioni che fanno capo ai nomi-lemmi (p.es: essere in grado di, vale la pena di ecc.) o quelli dei sintagmi che funzionano a mo’ di preposizioni (p.es: in collaborazione con, in occasione di, a rischio di ecc.). Per l’indicazione degli argomenti sono stati adoperati i segni e i simboli ormai di consuetudine anche in altre opere che si occupano dello stesso argomento. Accompagnano le strutture informazioni grammaticali e semantiche, e in alcuni casi sono stati dati anche chiarimenti riguardo alla sfera d’uso o al valore stilistico. Ogni struttura e? stata esemplificata con alcune frasi-esempio che (per il cc. 80 % dei casi) sono il risultato di ricerche in Internet. Sono stati indicati anche i corrispondenti ungheresi per i quali e? a disposizione un indice ungherese-italiano in allegato.
Bosc, Franca / Marello, Carla / Mosca, Silvana (a cura di), Saperi per insegnare. Formare insegnanti di italiano per stranieri. Un’esperienza di collaborazione fra universita? e scuola, Loescher, Torino 2006, pp. 3-308, ISBN 88-201-3129-3, € 8,70.
Il volume testimonia un programma di formazione messo alla prova e sviluppato nel corso di sei anni (1999-2005) in Piemonte. Contiene contributi su tipologia, morfologia, interazione in classe, insegnamento della grammatica e del lessico, analisi degli errori sia in chiave contrastiva che in chiave acquisizionale. Nel CD-ROM sono presenti attivita? pratiche proposte dagli insegnanti che hanno partecipato ai corsi. Fra gli autori, oltre alle curatrici, Sergio Scalise, Antonella Ceccagno, Arturo Tosi, Mario Squartini, Cecilia Andorno, Manuel Barbera, Fabia Gatti, Fernanda Minuz, Giovanna Turrini.
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I soci sono invitati ad inviare informazioni per questa rubrica a Emanuele Banfi, Facolta? di Scienze della Formazione, Universita? degli Studi di Milano-Bicocca, P.zza dell’Ateneo Nuovo 1, 20126 Milano Telefono: 02-64486817 / Fax: 02-64486995
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Nell’inviare dati relativi a libri di esclusivo interesse scientifico, i soci sono pregati di attenersi al seguente schema:
- nome e cognome dell’autore o del curatore - titolo ed eventuale sottotitolo - luogo di stampa - editore (se si tratta di editore locale privo di rete distributiva o di
editore non italiano, indicare tra parentesi l’indirizzo) - data di edizione - numero di pagine - prezzo di copertina.
Tutti i dati devono essere redatti in carattere tondo, senza sottolineature. A cio? si aggiunga una breve nota (non piu? di 5 righe) sul contenuto del libro. La SLI si riserva di modificare, per esigenze di uniformita? redazionale, i testi inviati. Non si potra? tener conto di libri inviati senza la scheda redatta secondo le norme sopra riportate.
L’ordine di pubblicazione delle schede bibliografiche rispetta l’ordine di arrivo delle singole segnalazioni.
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NOTIZIARIO GISCEL Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica

a cura di Adriano Colombo http://www.giscel.org
Sede legale: presso Universita? di Roma «La Sapienza», Dipartimento di Studi filologici, linguistici e letterari, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma. Indirizzo operativo: presso il segretario nazionale.
ORGANISMI NAZIONALI Segreteria nazionale
Segretario: Adriano Colombo, via Bondanello 89, 40013 Castel Maggiore (BO); e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Consigliere: Emanuela Piemontese, Dipartimento di Studi filologici, linguistici e letterari, via A. Cesalpino 12/14, 00161 Roma;
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Consigliere: Francesco De Renzo, Dipartimento di Filologia, Universita? della Calabria, Via Pietro Bucci, cubo 27 B. Rende (CS); e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Comitato scientifico della collana “Quaderni del Giscel”: Adriano Colombo, Cristina Lavinio, Maria Pia Lo Duca, Maria Antonietta Marchese, Simonetta Rossi, Immacolata Tempesta
Segreterie regionali sono presenti nelle seguenti aree:
Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Giappone, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino, Veneto.
L’iscrizione al Giscel e? subordinata alla iscrizione alla SLI ed e? soggetta alle norme adottate dai singoli gruppi regionali secondo quanto previsto nello Statuto.
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Lettera del segretario
Care amiche e cari amici,
nei sei mesi passati dall’ultima lettera, sono usciti due nuovi volumi della collana GISCEL, entrambi a cura di Immacolata Tempesta e Maria Maggio e nati dal convegno di Lecce del 2004: Lingua, mente, parole e Lingue in contatto a scuola. Si tratta di libri di grande rigore scientifico e interesse didattico, all’altezza della nostra tradizione in fatto di pubblicazioni; il secondo tocca anche un tema di attualita? scottante: l’italiano per gli allievi di origine straniera. Sta a noi, ora, assicurare la massima diffusione possibile. Non vi nascondo che l’andamento delle vendite della nuova collana editoriale desta preoccupazioni per il suo futuro. Senza uno sforzo straordinario e coordinato, potremmo trovarci presto in serie difficolta?.
In base a un mandato dell’assemblea di Vercelli del settembre scorso, ho curato una ristampa del nostro documento del 2004 Idee per un curricolo di educazione linguistica democratica, ripulito delle parti di critica alla riforma Moratti (ormai fortunatamente superate), naturalmente dopo aver consultato coloro che avevano contribuito alla stesura del testo originale. Il fascicolo e? ora in spedizione alle sedi regionali, e spero che possa servire a stabilire contatti proficui con alcune scuole.
L’annuncio di questa spedizione ha fatto sorgere un vivace dibattito sull’uso del nostro sito in Internet e sulla possibilita? di impiantare una rivista elettronica. Oggi che scrivo (28 novembre) ho appena potuto dare una scorsa agli interventi; ma mi preme dire subito che l’idea mi pare del massimo interesse e che la segreteria cerchera? di approfondirla appena possibile; e aggiungo che il numero e la rapidita? degli interventi e? un buon segno di vitalita? dell’associazione.
Sempre a Vercelli, si e? parlato dei due seminari interregionali di formazione (residenziali brevi) che abbiamo progettato di realizzare per la prossima primavera; ricordo che questo e? lo sbocco di un lungo dibattito sulle difficolta? che incontriamo nell’agganciare le nuove leve di insegnanti. Il gruppo veneto e? a buon punto nella definizione di quello di cui si e? accollato l’organizzazione: posso preannunciare che il tema sara? la riflessione lessicale, la data piu? probabile 1-2 marzo, la sede piu? probabile Montegrotto Terme, il costo di partecipazione molto contenuto. Quanto a quello organizzato dal gruppo calabrese, avra? per tema “La riflessione grammaticale a scuola” e si terra? in aprile a Cosenza o in una localita? turistica della provincia.
A proposito di iniziative di formazione, mentre scrivo e? in pieno svolgimento la fase “pilota” del progetto Poseidon: formazione di formatori a distanza attraverso l’INDIRE; il Giscel e? coinvolto con non pochi formatori (autori dei materiali in uso) e un certo numero di corsisti frequentanti, che dovrebbero diventare formatori a loro volta. Ci stiamo misurando con difficolta? non piccole, tecniche e organizzative; ma insisteremo finche?
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potremo nel tentativo di creare una rete di formatori legati al Giscel, che nelle intenzioni ministeriali dovrebbero domani costituire una rete di appoggio agli insegnanti diffusa sul territorio.
Come si vede, il lavoro non manca, e? anzi troppo per le nostre forze. Quanto alla cornice politica in cui agiamo, le speranze che accennavo nella lettera precedente non sono andate del tutto deluse: il nuovo governo si muove con prudenza, ma con alcune iniziative giuste (come quella sugli esami di stato), e alcune idee abbastanza chiare, tra cui quella che noi avanzavamo fin dal giorno precedente le elezioni, a Siena: che la scuola ha bisogno ora per prima cosa di una “dignitosa normalita?”. Ho potuto avere due rapidi contatti con la viceministra Bastico, nei quali ho caldeggiato in particolare, a nome di tutte le associazioni disciplinari del Forum, la richiesta di avere un tavolo permanente di consultazione col M.P.I. La viceministra si e? mostrata interessata e ha assicurato che convochera? le associazioni appena superato il momento caldo della legge finanziaria. Anche questo e? un buon segno.
Noi intanto abbiamo precisato alcune idee su cui confrontarci con altri esperti (gia? lo stiamo facendo nel Forum delle associazioni disciplinari) e coi responsabili politici. Mi riferisco al documento sulla formazione in servizio messo a punto definitivamente all’assemblea di Vercelli, e all’appunto sulla formazione iniziale nato a seguito del Seminario nazionale ad hoc che abbiamo tenuto a Roma lo scorso 21 ottobre (troverete qui di seguito i due testi). E? probabile che saremo presto chiamati a dire la nostra anche sulla riscrittura degli Obiettivi specifici di apprendimento, che e? nei propositi di questo ministero, e sull’impostazione del biennio unitario che dovrebbe nascere, a medio termine, dal prolungamento dell’obbligo scolastico inserito nella legge finanziaria. Su questo abbiano gia? alcune idee di base, esposte nel documento sui curricoli, che dovremo riprendere per precisare in quali termini intendiamo che si possano tradurre in o.s.a.
C’e? insomma tanto da fare. Buon lavoro a tutte e a tutti. Adriano Colombo
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Verbale dell’Assemblea nazionale GISCEL – Vercelli 22.9.06

(estratto – il verbale integrale appare sul sito www.giscel.org)
Il giorno 22 settembre 2006, presso l’aula B1 della Facolta? di lettere dell’Universita? del Piemonte Orientale, Vercelli, via G. Ferraris, si riunisce, alle ore 15 in seconda convocazione, l’Assemblea nazionale dei soci GISCEL per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni della segreteria 2. Documenti e progetto per seminari di formazione 3. Stato delle pubblicazioni 4. Questioni di politica scolastica 5. Varie ed eventuali.
Presiede il segretario nazionale Adriano Colombo, che redige il verbale con la collaborazione di Silvana Ferreri.
1. Comunicazioni della segreteria
Il segretario ricorda il buon risultato organizzativo e scientifico del Convegno nazionale di Siena; il passivo dei conti e? risultato sostenibile ( 2650), ed e? stato naturalmente ripianato indipendentemente dalla cifra votata dall’assemblea di Siena. I testi scritti sono gia? stati raccolti e a una prima lettura quelli inviati dai gruppi Giscel o da singoli iscritti mostrano il consueto apprezzabile intreccio di esperienza didattica e riflessione.
Ricorda poi altre iniziative pubbliche recenti: in primo luogo la Giornata di studio tenuta a Campobasso il 7.9, da cui e? sorto il nuovo gruppo regionale molisano, ormai ufficialmente costituito dopo la ratifica del C.E. della S.L.I.; in proposito rivolge un ringraziamento a Giuliana Fiorentino, principale promotrice; un’altra Giornata si e? tenuta a Trento il 18.5, e anche in quella sede e? in via di costituzione un nuovo gruppo Giscel; ancora, si sono avute iniziative di presentazione del volume Educazione linguistica e educazione letteraria a Cagliari e a Pescara.
Procede l’organizzazione del Convegno nazionale 2008; la sede prescelta dal Giscel Lombardia e? infine Milano, dove si ha l’appoggio del Dipartimento di Italianistica della Statale; dopo una prima riunione del Comitato scientifico, tenuta in giugno, il tema e? precisato in “Misurazione e valutazione delle abilita? linguistiche”; il temario deve essere approvato dopo gli ultimi ritocchi e sara? presto pubblicato sul sito Giscel; si cercheranno con buon anticipo soluzioni economiche per l’alloggio dei partecipanti.
Il segretario ricorda la richiesta di inviare i verbali delle assemblee ordinarie regionali e gli elenchi aggiornati dei soci, per condurre una verifica della regolarita? delle iscrizioni, anche alla luce delle precisazioni sulle norme per i gruppi regionali introdotte di recente nello statuto. Sollecita anche
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l’invio di indirizzari elettronici per aggiornare quello complessivo esistente presso l’editore Angeli, che serve per comunicare l’uscita dei nostri volumi. Una importante iniziativa imminente e? il Seminario sulla formazione
iniziale degli insegnanti, richiesto dall’Assemblea di Siena, che si terra? a Roma con ogni probabilita? il 21 ottobre prossimo [omissis].
2. Documenti e progetto per seminari di formazione
Il segretario propone all’approvazione dell’assemblea due documenti:
- “La formazione degli insegnanti e l’educazione linguistica”: impostato nel Seminario tenuto a Roma il 15.1.2006 (su impulso dell’Assemblea di Milano del 5.9.05), riveduto dopo una discussione telematica, era stato presentato all’Assemblea di Siena dove e? mancato il tempo di discuterlo e approvarlo; mira a definire un orientamento generale del Giscel sulla formazione in servizio in questa fase della politica scolastica;
- “Pacchetti formativi”: nato pure da un’esigenza posta dal Seminario di Roma sulla formazione, e? stato definito col contributo del Comitato scientifico per le pubblicazioni; presenta dei modelli di riferimento per iniziative formative che il Giscel gestira? direttamente (“Modello 1”: seminari residenziali interregionali che l’assemblea di Milano ha raccomandato si tengano negli anni dispari), o che si potranno proporre nelle sedi ad organi istituzionali (“Modello 2”).
Quanto all’organizzazione di seminari interregionali nella primavera 2007, hanno accettato di gestirli il Giscel Calabria e il Giscel Veneto. La segretaria del gruppo veneto, Vittoria Sofia, indica alcune scelte e alcuni problemi che il gruppo si e? posto nell’accettare l’organizzazione [omissis].
La segretaria del Giscel Toscana, Elda Padalino, dichiara di condividere il documento generale sulla formazione e il Modello 1 dei “pacchetti formativi”, mentre per il Modello 2 sente la necessita? di una maggiore articolazione o, quanto meno, di un confronto. Ritiene possibile, ma tutto da verificare, un impegno del Giscel Toscana per un terzo seminario interregionale; chiede su quali finanziamenti si potrebbe contare da parte del Giscel nazionale. Si potrebbe puntare anche su iniziative di reti di scuole, che potrebbero finanziare i costi di partecipazione di alcuni insegnanti facendo rientrare l’iniziativa nei propri piani di aggiornamento. Suggerisce infine di includere sempre piu? nelle iniziative Giscel il tema dei lessici disciplinari.
Il segretario precisa:
- il contributo previsto della cassa nazionale comprende le spese di partecipazione dei relatori e conduttori ed eventuali spese di pubblicizzazione; si puo? allargare a coprire l’affitto della sala, anche presso l’albergo in cui si terra? il seminario, se con questo si puo? ridurre la quota richiesta ai partecipanti;
- entro questi limiti, la spesa per un terzo seminario e? affrontabile; - sui modi di pubblicizzazione e per raggiungere i destinatari desiderati
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continueranno le consultazioni con le segreterie regionali interessate. Il segretario chiede all’assemblea di approvare i due documenti presentati. Fioretta Mandelli, segretaria dei Giscel Lombardia, propone che nel primo (“La formazione degli insegnanti”) al punto 3 sia indicata, tra le “parole d’ordine”, l’attenzione al conseguimento dei livelli di padronanza linguistica da garantire a tutti e alla loro verifica. L’assemblea approva, dando mandato al segretario di inserire l’integrazione. Con questo emendamento il documento e? approvato all’unanimita?. Il documento “pacchetti formativi” e? approvato con la precisazione che il “Modello 1” e? da intendere come un orientamento generale non rigidamente vincolante, il
“Modello 2” come una ipotesi possibile tra altre.
3. Stato delle pubblicazioni
Il segretario informa che la RCS libri ha tolto dal catalogo tutte le pubblicazioni de La Nuova Italia che ancora vi figuravano; con l’aggravante che gli ordini di acquisto non sono piu? evasi gia? da qualche mese, mentre la possibilita? di acquistare le copie giacenti (al 20% del prezzo di copertina) si avra? solo quando il ritiro sara? comunicato ufficialmente col rendiconto delle copie (non) vendute nel 2006, nella tarda primavera dell’anno prossimo. Ha potuto solo avere l’assicurazione che le giacenze non verranno inviate al macero prima di permetterne l’acquisto, cosa che avrebbe costituito una violazione di legge e un danno da rifondere all’associazione.
La Collana in corso presso Angeli ha ripreso un buon ritmo: con Lingua, mente, parole siamo a cinque volumi, e il sesto, Lingue in contatto a scuola e? in lavorazione e uscira? entro ottobre.
[omissis]
I testi del Convegno di Siena sono stati raccolti e sta cominciando la progettazione del volume (o dei volumi). Il segretario giudica invece preoccupante il ritardo del volume sul Trentennale delle 10 tesi: il progetto e? definito e mancano solo poche parti, ma siamo ormai a un anno e mezzo dalla Giornata da cui deve nascere il volume.
4. Questioni di politica scolastica
Il punto non puo? essere affrontato per mancanza di tempo, data l’imminenza dell’Assemblea S.L.I.
5. Varie ed eventuali.
Vittoria Sofia segnala che in varie scuole si chiedono orientamenti sul curricolo di educazione linguistica, in particolare nell’attuale fase di incertezza normativa. Il documento elaborato dal Giscel nel 2004 viene percepito come superato, dato che include la critica alla riforma Moratti; sarebbe bene farne una nuova versione che espunga le parti critiche, da
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diffondere nelle scuole. Si suggerisce anche di accludere una ristampa delle proposte per la scuola di base della riforma De Mauro. Il segretario si impegna a valutare l’idea e a proporla alla segreteria.
La riunione e? sciolta alle 17.
il presidente e segretario Adriano Colombo
Allegato 1
Presenti all’assemblea di Vercelli, 22.9.2006: Adriano Colombo (segreteria nazionale), Paola Desideri (Giscel Marche), Silvana Ferreri (Giscel Sicilia e Giappone), Luciana Preti, Fioretta Mandelli, M. Luisa Zambelli (Giscel Lombardia), Werther Romani (Giscel Emilia- Romagna), Elda Padalino, Carla Bagna (Giscel Toscana), Giuliana Fiorentino (Giscel Molise), Giuseppina Pani (Giscel Abruzzo), Vittoria Sofia (Giscel Veneto).
Allegato 2
La formazione degli insegnanti e l’educazione linguistica Ruolo, fini e modi della formazione in servizio per il Giscel e i suoi gruppi regionali
Documento di indirizzo approvato dall’Assemblea di Vercelli, 22.9.2006
1. Condizione della professione di insegnante e bisogni formativi, oggi
La condizione degli insegnanti della scuola italiana attraversa un momento particolarmente difficile. Un motivo di sconcerto e? stato la brusca interruzione della riforma Berlinguer, che aveva suscitato preoccupazioni, ma anche aspettative, e aveva prodotto le importanti Indicazioni nazionali per la Scuola di base elaborate dalla Commissione De Mauro; sono seguiti cinque anni di una “controriforma” gestita in modo confuso, autoritario e centralistico.
Il primo compito della formazione in servizio e? aiutare gli insegnanti a ritrovare serenita?, riprendendo piena consapevolezza del proprio ruolo professionale e sociale.
C’e? una domanda di formazione indotta dalle innovazioni legislative e amministrative, ammantate di inutile terminologia pseudopedagogica. Tale domanda non puo? essere elusa, ma solo in quanto elementi di autentica professionalita? possano filtrare attraverso e nonostante le maglie burocratiche.
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Il bisogno piu? vero, anche se non sempre espresso, e? di ritrovare, elaborare, sviluppare i fondamenti del fare scuola, e in primo luogo del fare educazione linguistica, come risposta a un’esigenza di crescita democratica del paese: in questo senso il messaggio delle Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica ha una validita? che travalica i decenni.
2. Crescere nella didattica quotidiana
Al primo posto, nell’offerta formativa promossa o ispirata dal GISCEL, deve essere ancora una volta la pratica didattica che si svolge giorno per giorno nelle scuole: nelle aule, ma auspicabilmente anche fuori delle aule, nelle ore di lingua e di lingue ma anche in tutte le altre. Il ricorso a “progetti”, “laboratori” e altre iniziative - intese come straordinarie o comunque a lato del lavoro d’aula - puo? essere molto proficuo a patto che sia sorretto da una didattica di qualita? in ogni momento “ordinario” del rapporto educativo.
Per didattica di qualita? intendiamo una pratica ispirata ai princi?pi delle Dieci tesi: valorizzazione del plurilinguismo individuale e sociale, e dunque del patrimonio linguistico di cui ciascuno e? portatore; attivita? linguistiche motivate da, o quanto meno regolate su, situazioni comunicative reali; riflessione sulla lingua e sulle lingue improntata a un atteggiamento esplorativo e non dogmatico ne? normativo. Il tutto tenendo conto che l’apprendimento nasce in primo luogo dall’operare, con le mani e col cervello.
3. I contenuti della formazione
Quanto detto richiede che al centro della formazione in servizio ritornino alcune parole d’ordine semplici e ormai antiche:
• necessita? per l’insegnante di una salda preparazione scientifica e – soprattutto – di un atteggiamento scientifico di fronte ai fatti di lingua; • coscienza del grande compito civile che impegna chi fa educazione linguistica;
• priorita? della pratica e dello sviluppo delle abilita? linguistiche di base; • spazio adeguato, in questo contesto, alla cura delle abilita? ricettive; • attenzione al conseguimento dei livelli di padronanza linguistica da garantire a tutti e alla loro verifica; • presenza contestuale delle attivita? di riflessione sulla lingua, che occorre curare e sviluppare a partire dalla «capacita?, inerente al linguaggio verbale, di autodefinirsi e autodichiararsi e analizzarsi» (nono principio della Tesi VIII); pratiche di apprendimento attivo, che impegnino in ogni momento la mente e la fantasia degli allievi; • conoscenza, elaborazione critica e riappropriazione creativa delle “buone
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pratiche” gia? sperimentate da molti insegnanti, che si ispirano a questi princi?pi.
4. La qualita? della formazione
Una formazione in servizio di qualita? deve incorporare il principio dell’apprendimento attivo nei suoi modi di svolgimento: non avrebbe senso contraddire nell’atto della formazione la pratica didattica che si raccomanda.
La formazione si riduce a semplice informazione quando non e? accompagnata dall’attivita? collettiva di riflessione, rielaborazione, applicazione creativa. Questo puo? essere inevitabile in date circostanze per limiti di tempo e di spazio, ma bisogna sapere che tale pratica puramente trasmissiva e? solo una delle tante opportunita? formative e puo? costituire uno stimolo allo studio individuale o una premessa ad attivita? in cui «i contenuti disciplinari non sono ‘dati’ ma scandagliati dagli stessi docenti, chiamati a compiere operazioni su di essi e con essi. E le operazioni richieste sono le stesse che i docenti compiono nell’esercizio quotidiano della loro professionalita?: progettare percorsi, ipotizzare situazioni di apprendimento, predisporre materiali...»1.
Come l’educazione linguistica rispetta e valorizza il patrimonio linguistico di partenza, cosi? la formazione in servizio deve rispettare e valorizzare la professionalita? pregressa dei docenti in formazione. «Niente del saper fare degli insegnanti e? da buttare via e obsoleto. Le competenze acquisite in ore, giorni, anni passati ad insegnare a schiere di bambine e bambini, ragazze e ragazzi sempre diversi rappresentano un patrimonio inesauribile di pratiche didattiche ed educative»2.
Questo significa tra l’altro che la comunicazione delle “buone pratiche” e? diffusione orizzontale, da insegnante e insegnante, piu? che trasmissione verticale da “esperto” a insegnante. La formazione in servizio organizza spazi e momenti per tale diffusione, gli esperti la agevolano con informazioni, reinterpretazioni, generalizzazioni.
5. La formazione iniziale
Fin dalle sue origini il Giscel ha posto la questione della formazione iniziale degli insegnanti come centrale per le sorti dell’educazione linguistica. Indicazioni importanti furono avanzate in proposito dal Giscel e dalla SLI gia? nel 1985, riprodotte nel 1991 in appendice al volume La lingua degli studenti universitari.
Una formazione iniziale degli insegnanti in appositi percorsi e sedi istituzionali ha avuto un avvio nel nostro paese da pochi anni. Un confuso e
1 Dal documento del GISCEL Sicilia Un glossario per la formazione. 2 S. Ferreri, Non uno di meno, La Nuova Italia 2002, p. 7.
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improvvisato tentativo di restaurazione (incluso nella “riforma Moratti”) minaccia di farla arretrare, invece che farla crescere correggendo i difetti riscontrati. Il Giscel si impegna a elaborare quanto prima proposte organiche in materia; fin da ora pero? si puo? asserire che molti dei princi?pi enunciati ai punti 3 e 4 possono e devono valere anche per la formazione iniziale.
6. Formazione “in linea” e in presenza
L’urgenza di interventi formativi per “grandi numeri” ha portato il MIUR e gli enti ad esso collegati a privilegiare la formazione a distanza per via informatica.
Il GISCEL intende accogliere e valorizzare l’apporto che le nuove tecnologie possono dare alla formazione: possibilita? di creare archivi di ricerche ed esperienze a basso costo e facilmente accessibili, possibilita? di raggiungere e mettere in contatto insegnanti dispersi in sedi isolate, ecc.
Il GISCEL ha partecipato e partecipa a progetti formativi a distanza con lo scopo preminente di acquisire e valutare esperienze sulle possibilita? offerte dalle tecnologie piu? interattive e sofisticate.
In ogni caso riteniamo che nessuna interazione “virtuale” possa sostituire interamente il confronto faccia a faccia e il lavoro comune intorno a un tavolo materiale. Questi momenti, sia pure integrati ai collegamenti in rete, restano imprescindibili in una formazione di qualita?.
7. I circuiti istituzionali
Con le sue sole forze il GISCEL puo? raggiungere una percentuale limitata del corpo insegnante, in sostanza una fascia di e?lite. Un’azione formativa piu? estesa richiede di collaborare con gli enti istituzionali che dispongono delle risorse organizzative e finanziarie necessarie. Esperienze positive in proposito non sono mancate in passato.
Il GISCEL intende offrire le competenze scientifiche e l’esperienza formativa di cui dispone agli enti ai quali la legislazione attuale affida una responsabilita? primaria nella formazione in servizio: universita?, IRRE, uffici scolastici regionali, enti locali; precisera? la propria offerta predisponendo moduli formativi definiti nelle grandi linee. Il GISCEL ritiene importante e significativo confrontarsi con le istituzioni per discutere forme e modi e, soprattutto, contenuti della formazione. Per questo e? pronto sia a partecipare a iniziative istituzionali in cui sia riconosciuta la specificita? delle sue competenze sia a confrontarsi alla pari con altri soggetti o enti per definire nuovi obiettivi formativi.
Il GISCEL non partecipa a iniziative in cui sia chiamato a svolgere solo un ruolo subalterno di mero fornitore di risorse umane di progetti non condivisi.
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Appunti in tema di formazione iniziale
a seguito del Seminario nazionale tenuto a Roma il 21.10.2006 a cura del segretario nazionale
1. L’avvio delle Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario e dei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria ha costituito un’innovazione di portata storica per la scuola italiana. Quali che siano le deficienze nel funzionamento di tali istituzioni (e sono molte e gravi) e? da questa realta? che occorre partire per migliorare la formazione iniziale degli insegnanti.
2. Questo significa mantenere per la formazione iniziale degli insegnanti secondari una struttura di ateneo o interateneo che organizzi in un progetto complessivo le aree formative attualmente vigenti: trasversale, di indirizzo, laboratoriale, di tirocinio. Anche la formazione iniziale dei docenti primari potrebbe andare oltre l’identificazione con una sola facolta?, consentendo l’accesso al biennio di specializzazione di laureati provenienti da facolta? diverse da Scienze della formazione afferenti ad ambiti disciplinari dell’insegnamento primario.
3. Tra gli aspetti dell’ordinamento attuale da preservare c’e? la presenza dei supervisori di tirocinio impegnati a tempo parziale nelle SSIS e nei CLSFP. Essa costituisce un prezioso elemento di congiunzione tra universita? e scuola nel campo della formazione all’insegnamento. E? un primo parziale riconoscimento del ruolo della professionalita? degli insegnanti esperti nella formazione dei nuovi insegnanti e consente per la prima volta di dare a insegnanti esperti un riconoscimento della loro professionalita? senza distacco totale dall’insegnamento.
4. Sono eccessive le disparita? di struttura e di qualita? tra le diverse SSIS (a volte non unificate realmente nemmeno a livello regionale) e tra i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. E? opportuno che siano istituiti ordinamenti didattici delle une e degli altri che fissino alcuni requisiti nazionali per i piani di studio.
5. L’accesso alle SSIS deve avvenire, secondo legge, in base al possesso della laurea, che attualmente si consegue in tre anni di studio universitario. La molteplicita? di denominazioni e di contenuti delle lauree attuali richiede che siano attentamente considerati i crediti formativi necessari per l’accesso a ciascun indirizzo delle SSIS; questo dovrebbero fare in particolare le facolta? che hanno maggiori sbocchi nell’insegnamento, a partire dall’attuale ridefinizione dei curricoli universitari. Una seconda condizione e? che esistano serie prove di accesso per verificare la preparazione disciplinare di base necessaria all’insegnamento; tali prove dovrebbero assumere progressivamente un
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carattere nazionale in base a un accordo tra le diverse sedi, come gia? avviene per alcuni indirizzi scientifici.
6. Una buona organizzazione delle SSIS richiede che i titoli di abilitazione che rilasciano non siano rigidamente vincolati alle classi di concorso a cattedra. Attualmente lo stesso monte ore puo? portare all’abilitazione in due, tre, quattro, fino a cinque materie, con ovvie ripercussioni negative sullo spazio assegnato a ciascuna. L’abilitazione dovrebbe avere valore per una singola disciplina, con obbligo di conseguirne due in un biennio SSIS, senza abbinamenti rigidamente prefissati, e con ovvio riconoscimento di crediti quando si decida di conseguirne altre.
7. In una buona formazione si sperimentano le situazioni e le pratiche da affrontare nell’esercizio della professione. Affinche? la scuola sia sempre piu? capace di coinvolgere gli studenti in pratiche di apprendimento attivo e cooperativo, bisogna che la formazione degli insegnanti abbia il piu? possibile un carattere laboratoriale in ogni momento. In particolare nell’area trasversale si dovrebbero incontrare specializzandi di diversi indirizzi, in modo da sperimentare e simulare situazioni di collaborazione pluridisciplinare e di programmazione di classe.
8. La centralita? del linguaggio nella vita sociale e nella crescita individuale cognitiva e affettiva, il fatto che la lingua verbale sia il veicolo principale dei processi di insegnamento e apprendimento, le relazioni tra lingua madre, lingue, linguaggi non verbali impongono di «integrare nella loro complessiva formazione competenze sul linguaggio e le lingue» (Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica, IX), dove «loro» si riferisce a tutti gli insegnanti, senza differenze di indirizzo. Si tratta di rafforzare l’area trasversale (“area uno”) inserendovi moduli di linguistica educativa (che includerebbe di necessita? aperture sulle scienze cognitive), o di scienze cognitive che includano elementi di linguistica educativa. La formazione sulla tematica delle abilita? di studio sarebbe uno dei suoi elementi costitutivi.
9. Occorre dare una solida base comune alla formazione di tutti gli insegnanti di lingue (italiano, italiano lingua due, lingue straniere, lingue classiche); tutti devono possedere competenze di linguistica generale e di linguistica italiana, oltre che di linguistica educativa (includente la disciplina che va sotto il nome di glottodidattica). Una parte degli insegnamenti e dei laboratori dovrebbero essere comuni agli indirizzi afferenti a insegnamenti linguistici.
10. La presenza delle discipline linguistiche e linguistico-educative e? troppo esigua in gran parte dei corsi di laurea per la formazione primaria. Questo produce una lacuna molto grave nella formazione dei futuri
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insegnanti primari, se si considera il ruolo decisivo del linguaggio nello sviluppo cognitivo e affettivo della seconda infanzia e l’importanza di creare buone premesse allo sviluppo della padronanza linguistica nelle fasi successive di crescita. Occorre dunque rafforzare la presenza di questi insegnamenti affidandoli a docenti con competenze specifiche.
11. Le esigenze poste nei tre punti precedenti richiedono l’impegno di un numero consistente di docenti con solide competenze di linguistica educativa. Tali competenze non sono largamente presenti in tutte le facolta? di Lettere e di Scienze della formazione. E? necessario ricorrere, in misura maggiore di quanto accada finora, anche a competenze esistenti al di fuori dei corpi accademici, in particolare a quelle che si sono formate e si formano nelle associazioni professionali e disciplinari. Nella scelta dei docenti l’appartenenza agli organici degli atenei non dovrebbe costituire un criterio di priorita? assoluta rispetto alle competenze specifiche.
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INDIRIZZARIO GISCEL

(aggiornato al 30.11.2006) GISCEL c/o Adriano Colombo via Bondanello, 89 – 40013 Castel Maggiore (BO)
Segreterie regionali
Giscel Abruzzo
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Giscel Calabria
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Giuseppina Pani Via Montenero, 55 66050 San Salvo (Chieti)
Francesco De Renzo c/o Dipartimento di Filologia. Universita? della Calabria Via Pietro Bucci, cubo 27 B 87936 Rende (CS)
Fabio Risolo Corso Umberto I, 157 80078 Pozzuoli (NA)
Silvana Loiero Direzione didattica 1° Circolo Via Repubblica, 25 40068 S. Lazzaro di Savena (BO)
Edda Serra C.P. 2152 34123 TRIESTE
Silvana Ferreri Facolta? di Lingue e letterature straniere Largo dell’Universita? 01100 VITERBO
Sparta Tosti via Manzoni n. 26 04100 LATINA
Fioretta Cenderelli Mandelli Via Balestrieri, 4 20154 MILANO
Letizia Rovida Via Abbadesse 44, 20124 20124 MILANO
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Giscel Marche
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Giscel Veneto
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Paola Desideri Via Piave 1 61029 URBINO
Giuliana Fiorentino Dip. di Scienze Umane Storiche e Sociali Universita? del Molise II Edificio Polifunzionale Via De Sanctis 86100 CAMPOBASSO
Elena Tamborrino Via G. Toma, 82 73024 Maglie (LE)
Maria Teresa Lecca Via G. Stampa, 20 09131 CAGLIARI
M. Antonietta Marchese Via Littore Ragusa 22 90144 PALERMO
Elda Padalino Via A. Cecioni, 158 50142 FIRENZE
Paola Baratter via Fogolari 15 38068 Rovereto (TN)
Vittoria Sofia Via Motto, 8 37047 San Bonifacio (VR)
Comitato scientifico della collana GISCEL Adriano Colombo    Via Bondanello, 80    40013 Castel Maggiore (BO)
Cristina Lavinio    Via Bellini, 22
Maria Pia Lo Duca    Via San Martino e Solferino, 47
Maria Antonietta Marchese Via Littore Ragusa, 22
Simonetta Rossi    Via degli Scolopi, 19
Immacolata Tempesta    Via A. Manzoni, 116
09100 Cagliari
35122 Padova
90144 Palermo
00100 Roma
73053 Miggiano (LE)
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NOTIZIARIO GSPL Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche

Responsabile: Gabriele Iannaccaro
Ecco un prospetto delle iniziative del GSPL per il 2007:
1. L’incontro di studio previsto a Udine in collaborazione col Centro Internazionale sul Plurilinguismo avra? luogo in una data da decidere intorno alla fine di Febbraio. Si tratta di una giornata di studi a carattere spiccatamente operativo, nella quale verranno discussi e messi a punto temi da proporre per una conferenza ad ampio raggio sui rapporti fra la legge 482/99 e l’Universita?. Ulteriori notizie si potranno trovare in tempo reale sul sito http://www.sli-gspl.net/.
2. Si terra? a maggio, presso l’Universita? di Milano-Bicocca, in collaborazione con l’AItLA, una giornata di studio dedicata alla lingua della giustizia e dei tribunali, che vede la partecipazione di Patrizia Bellucci, Gaetano Berruto, Edmondo Bruti Liberati e del Comitato di Coordinamento del GSPL.
L’assemblea dei soci sara? in occasione di una di queste giornate di studio, in dipendenza delle disponibilita? di spazi e tempi, ancora da verificare. I soci saranno comunque avvertiti personalmente per posta elettronica con congruo anticipo.
E? sempre in corso sul sito (http://www.sli-gspl.net/) la raccolta bibliografica sulla politica linguistica e delle leggi e regolamenti europei: i soci e e tutti gli interessati sono invitati a contribuire con le loro idee e con i loro materiali.
NOTIZIARIO GSCP Gruppo di Studio sulla Comunicazione Parlata
Responsabile: Federico Albano Leoni
Sono in bozze gli atti del convegno di Padova 2004 e sono in preparazione gli atti del congresso di Napoli 2006. Ambedue i volumi usciranno solo in formato elettronico (e-book) presso l'editore Liguori di Napoli. E? attivo il sito del gruppo presso l’indirizzo: www.comunicazioneparlata.org
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NOTIZIE VARIE Summer School sulla Metodologia della Linguistica
La Societas Linguistica Europaea (SLE) col supporto della Societa? di Linguistica Italiana (SLI), sta organizzando una Summer School sulla Metodologia della Linguistica che si terra? a Campobasso dal 16 al 29 luglio 2007.
Scopo della Summer School e? non soltanto offrire solidi principi metodologici ma anche far fare pratica di procedure di analisi aggiornate e far lavorare con le tecnologie piu? recenti. La scuola si concentrera? su questioni di epistemologia, di affidabilita? e validita? dei metodi di indagine, sulle tecniche di raccolta, processamento, analisi, archiviazione e organizzazione dei dati, cosi? come su questioni psicologiche, sociali ed etiche relative al trattamento degli informanti e delle comunita? di parlanti.
Scopo principale della Summer School e? rendere i partecipanti capaci di portare a termine un progetto in modo autonomo selezionando i metodi appropriati al loro argomento di ricerca e applicandoli correttamente ai dati.
I seminari sono rivolti soprattutto a dottorandi, studenti di linguistica e di discipline affini. I docenti sono professori di linguistica con diverse specializzazioni, noti a livello internazionale e che provengono da 5 paesi europei e dagli USA. Docenti e partecipanti saranno ospitati insieme a Campobasso. La lingua della Summer School sara? l’inglese. La Summer School comprende un totale di 15 corsi. I corsi avranno un massimo di 20 studenti. Ecco la lista dei corsi:
Raffaele Simone, Roma Colette Grinevald, Lyon Giorgio Banti, Napoli Christian Lehmann, Erfurt Dafydd Gibbon, Bielefeld Denis Creissels, Lyon Michele Loporcaro, Zu?rich
Martin Haspelmath, Leipzig Michela Cennamo, Napoli Bas Aarts, University College London Methodology of first language acquisition research    Holger Diessel, Jena Methodology of second language acquisition research    Giuliano Bernini, Bergamo Computational approaches to typology    Dik Bakker, Amsterdam & Anna Siewierska, Lancaster Elicitation of verbal behavior by non-verbal stimuli    Tucker Childs, Portland Methodology of conversation analysis    Elizabeth Couper-Kuhlen, Potsdam
Epistemology of linguistics Methodology of field work Ethnolinguistics of oral traditions Lexicography
Methodology of tonology Syntactic typology Methodology of dialectology
and its theoretical consequences Syntactic theory and usage frequency Methodology of historical linguistics Methodology of corpus linguistics
for spoken and written language
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Organizzatore scientifico: Christian Lehmann, University of Erfurt Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Organizzatore locale: Giuliana Fiorentino, Universita? del Molise Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Altre informazioni sul sito della Summer School: http://www.unimol.it/summerschool/home.htm
Iscrizioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sponsor: Societas Linguistica Europea, Universita? degli Studi del Molise, Societa? di Linguistica Italiana
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