SLI

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Storia della SLI

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Tullio De Mauro - uno dei 'padri fondatori' della SLI e suo presidente dal 1970 al 1973 - fornisce qualche notizia storica sulla nascita e gli inizi della Società nella Premessa a La grammatica. La lessicologia, primo volume della collana “Pubblicazioni della SLI”, Roma, Bulzoni, 1972.

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La Società di Linguistica Italiana si costituì grazie all'opera di un comitato promotore non numeroso, ma vario e composito per campi e orientamenti di indagine, nazionalità, attività dei componenti (1). Una spinta determinante venne da due linguisti americani Robert A. Hall jr. e Frederick Agard. Fu decisivo, per la nascente iniziativa, il partecipe assenso di Luigi Heilmann, che volle assumere precise responsabilità organizzative presiedendo il comitato promotore. Grazie alla garanzia degli autorevoli linguisti americani già menzionati, cui si aggiungevano il compianto Paul Roberts, il giovane generativista italo-americano Mario Saltarelli e la nostra valente americanista Biancamaria Tedeschini Lalli, la nascente società poté trovare ospitalità in Palazzo Antici-Mattei, nelle sale dell'Associazione di Studi Italo-Americana.

Nelle sale affrescate dell'antico palazzo di via Caetani la SLI poté tenere la sua assemblea costitutiva e il suo primo convegno di studi il 27 e 28 maggio 1967. Parlarono brevemente, in apertura, Luigi Heilmann e chi ora scrive queste note (2).

Il convegno si incentrò nella discussione di quattro relazioni di illustri studiosi stranieri: André Martinet, M.A.K. Halliday, Robert A. Hall jr., Robert Lees.

La scelta intendeva rispondere a quelle esigenze di equilibrio e di integrazione nel dibattito tante volte, allora e poi, sottolineate da Luigi Heilmann (3), esigenze che la SLI ha cercato di tenere sempre presenti, come guida nelle sue ormai numerose realizzazioni. Hall doveva rappresentare e rappresentò, con limpidezza, le istanze dello strutturalismo postbloomfieldiano, attivo ancora, pur se arroccato (specie in quegli anni) sulla difensiva sotto l'impeto delle critiche di Noam A. Chomsky. Lees, trattenuto all'ultimo momento in Israele dagli eventi bellici che coinvolgevano quella sua terra, inviò tuttavia una relazione, destinata a segnare una tappa rilevante nella storia teorica del postchomskismo. Martinet portava la voce autorevole dello strutturalismo e funzionalismo europei, una prima elaborata risposta alle esigenze poste dal chomskismo. Halliday, infine, prospettava con eleganza epistemologica soluzioni teoriche e indirizzi di ricerca assai concreti, destinati a trovare di più in più udienza nei fatti.

Il 28 maggio, l'assemblea provvide alle elezioni della cariche sociali previste dallo statuto della SLI. Alla presidenza fu eletto, con voto unanime, Gianfranco Folena. Si volle con ciò sia pagare un tributo di stima e d'affetto verso il valoroso filologo e linguista di Padova, sia sottolineare che la SLI non voleva essere una accolta di spregiatori delle accortezze filologiche, negatori delle indagini storiche.

Alla vicepresidenza fu eletto Paul Roberts, a sottolineare l'esigenza di una stabile apertura internazionale della SLI (ricorderò che, nella fase costitutiva, si era pensato alla denominazione "Società Internazionale di Linguistica Italiana" e che l'aggettivo sottolineato fu poi soppresso sia perché se ne paventava una lettura enfatica sia perché restringeva in modo non desiderabile il senso di "linguistica italiana"). La segreteria fu assunta da Mario Saltarelli.

Vicende varie resero difficili i primi mesi di vita regolare della società. La perdita prematura del vicepresidente, Paul Roberts, creò un vuoto non colmabile. Di più, dal crollo delle fatiscenti strutture dell'università italiana si alzava il gran polverone della contestazione. Da Palazzo Campana a via Maqueda l'inquieto torpore delle facoltà universitarie italiane fu sconvolto da studenti speranzosi ed agitati. Diversi progetti, tra l'altro quello di un'analisi oggettiva sullo stato degli insegnamenti linguistici nelle nostre università, finirono nel nulla.

Alle soglie della primavera del 1968, Folena e Heilmann, incontratisi a Bologna, decisero tuttavia che valeva la pena tentare di mandare avanti la SLI. In fretta, si preparò il secondo convegno di studi, il cui tema, fissato fin dal 1967, doveva essere la lessicologia.

Eugenio Coseriu accettò di tenere, e tenne in effetti il 27 aprile 1968, la sua bella e importante relazione. Ne seguì una discussione vivace e affollata. Nonostante tutto, moltissimi erano venuti a Roma di nuovo a Palazzo Antici-Mattei, da tutte le sedi universitarie italiane, e dai più diversi paesi europei. E, soprattutto, da parecchi giovani studiosi vennero presentate comunicazioni di notevole rilievo teorico e fattuale (4).

Heilmann e Folena avevano visto giusto. Valeva la pena che la SLI continuasse la sua strada. Alla presidenza fu chiamato Ignazio Baldelli, ordinario di storia della lingua italiana nell'università di Roma, alla vicepresidenza Josip Jernej. Le scelte della SLI cominciavano così a iterarsi, ad abbozzarsi in progetto d'una tradizione. La segreteria toccò a un giovane ricercatore dell'Istituto di Psicologia del CNR, Domenico Parisi.

L'editore Bulzoni, che si era coraggiosamente assunto l'onere di curare le nostre pubblicazioni, sostituì il primo aranciato "bollettino" della SLI, contenente gli atti del primo convegno, con un miglior volume, ancora mimeografato, intitolato La grammatica. La lessicologia.

Quel volume, restato semiclandestino, si è comunque esaurito. Esso ci appare oggi di veste assai modesta e sciatta, dopo i sempre più accurati ed eleganti volumi che la SLI deve alle cure di Mario Medici e dei suoi intelligenti collaboratori ed all'impegno editoriale dell'amico Bulzoni. Abbiamo concordemente ritenuto opportuno sostituirlo con questa nuova edizione, più degna dell'alto e ancora vivo interesse (5) dei contributi teorici di maestri come Martinet e gli altri, che ci furono accanto all'inizio del nostro cammino.

Roma, ottobre 1972

* (1): Ne facevano parte i linguisti F. Agard (USA), M. Alinei (Olanda), I. Boström (Svezia), T. De Mauro (Italia, Palermo), C. De Simone (Germania occ.), G. Folena (Italia, Padova), R.A. Hall jr. (USA), L. Heilmann (Italia, Bologna), G. Herczeg (Ungheria), G. Lepschy (Inghilterra), B. Malmberg (Svezia), Ž. Mulja?i? (Iugoslavia), P. Roberts (USA), M. Saltarelli (USA), L. Zgusta (Cecoslovacchia), lo slavista R. Picchio (Italia, Roma), i pedagogisti e psicologi G.M. Bertin (Italia, Bologna), R. Titone (Italia-USA), A. Visalberghi (Italia, Roma), i responsabili di istituti culturali stranieri in Italia H. Matricardo, P. Tyssier (Francia) e P. Weawer (Inghilterra), i professori di scuola media I. Cervelli, M. Crisari, P. Limongelli. Il comitato promotore, secondo il titolo X dello statuto, assolse alle funzioni di comitato esecutivo, pubblicazioni e nomine fino all'assemblea ordinaria del 28 maggio 1967. Fu presieduto congiuntamente da Luigi Heilmann e Frederick Agard. Assolse ai compiti della segreteria T. De Mauro.

* (2): Una cronaca del convegno e dell'assemblea apparve in 'Paese sera-Libri' del 2 giugno 1967.

* (3): Si vedano le numerose presentazioni e prefazioni di Luigi Heilmann ai volumi di carattere linguistico della casa editrice 'Il Mulino': ad esempio, la Presentazione di E. Arcaini, Principi di linguistica applicata, Bologna 1967, pp. V-VIII, in particolare p. VII, o la recentissima Presentazione di P. Tekav?i?, Grammatica storica dell'italiano, 3 voll., Bologna 1972, pp. VII-IX, in partic. pp. VII-VIII. La stessa esigenza è espressa nella premessa a R.A. Hall jr., La struttura dell'italiano, Armando, Roma 1971, pp. 7-9. Qui, giustamente, Heilmann si richiama alle parole di Graziadio Isaia Ascoli (in 'AGlIt', X, 1886, p. 70) contro l'esprit d'école. E, in verità, se la cultura linguistica italiana ha sofferto talora per la proterva faziosità esterofoba e misoneista di qualche incattedrato (ha scritto un osservatore distaccato, Michele Rago, che parecchie volte in passato i linguisti italiani pareva che montassero la guardia alle Alpi per fermare 'lo straniero'), è anche vero che di generazione in generazione non è mancato chi ha fatto vigorosamente e rigorosamente valere le esigenze dello jakobsoniano Linguista sum; linguistici nihil a me alienum puto: apertura internazionale e interdisciplinare, integrazione di metodi. Tra coloro che purtroppo restano per ora estranei alla SLI rammenterò almeno A. Pagliaro (se ne veda, nel senso anzidetto, la premessa al primo numero di 'Ricerche linguistiche') e W. Belardi (cfr. Elementi di fonologia, Roma 1959, in particolare, p. 117).

* (4): Una cronaca del convegno apparve in 'Paese sera-Libri' del 5 maggio 1968. Devo avvertire che questa attenzione del giornale romano era allora solitaria. E poiché sono ben note le simpatie di questo giornale per la sinistra, ciò contribuì non poco a dare all'esterno una immagine della SLI curiosamente contraddittoria: da una parte la SLI era 'quella degli americani', dall'altra era 'quella dei comunisti'. Allora nel convegno del 1969 Ignazio Baldelli, lasciando la presidenza, si vide costretto ad avvertire che la SLI non aveva alle spalle nessuno, come del resto provavano i suoi magri bilanci: né petrolieri texani né carri dell'Armata Rossa. In seguito, una più vasta e varia attenzione della stampa quotidiana ('Tempo', 'Messaggero' e 'Avanti' di Roma, 'Corriere della Sera' e 'Giorno' di Milano, 'Resto del Carlino' di Bologna, ecc., oltre, naturalmente 'Paese sera-Libri' di Roma), le attente e continue segnalazioni del settimanale 'L'Espresso', la varietà e quantità delle iniziative e delle voci partecipi, hanno reso ormai solo un lontano ed ameno ricordo le contraddittorie reazioni che la SLI suscitò al suo apparire.

* (5): Abbiamo ristampato i testi, corretti degli errori di stampa, ma non modificati o aggiornati per la sostanza, a documento del passato stadio dei nostri studi. Ciò vale in particolare anche per quei lavori, in specie di Jernej e mio, relativi ad aspetti organizzativi degli studi. I cenni di Jernej sull'insegnamento dell'italiano fuori di Italia sono stati ampiamente integrati nei due volumi SLI, L'insegnamento dell'italiano in Italia e all'estero, Bulzoni, Roma 1971-72. Per lo stato degli insegnamenti linguistici nelle nostre università non c'è, purtroppo, gran che da aggiornare rispetto a quanto scrivevo nel 1968: si veda comunque, molto utilmente, anche per tali aspetti organizzativi, il recentissimo contributo di Paolo Ramat, Die italienische Linguistik seit 1945, 'Innsbrucker Beiträge zur Sprachwissenschaft', Vortr. 5, Innsbruck 1972.

Tullio DE MAURO

Nel 1988Tullio De Mauro è tornato sul tema proponendoci parecchie altre informazioni, ricordi, testimonianze degli eventi che portarono alla SLI:

T. DE MAURO, La nascita della Società di Linguistica Italiana, in: A. Vàrvaro (a cura di), La linguistica italiana, oggi. Roma, Bulzoni 1991 (SLI 29), pp. 13 – 29.